Ischia, abusi su disabile: i tre aguzzini in silenzio davanti ai magistrati. Accusati di avere filmato le torture
Il Mattino

Ischia, abusi su disabile: i tre aguzzini in silenzio davanti ai magistrati. Accusati di avere filmato le torture

Giovedì 29 ottobre 2026
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È durata pochi minuti l?udienza di convalida che ieri mattina ha visto comparire davanti al giudice G.V., A.B. e L.D.O., i tre giovani ischitani arrestati con le accuse di tortura,...

È durata pochi minuti l’udienza di convalida che ieri mattina ha visto comparire davanti al giudice G.V., A.B. e L.D.O., i tre giovani ischitani arrestati con le accuse di tortura, violenza sessuale in concorso e diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite (revenge porn). Due sono detenuti nel carcere di Ariano Irpino, il terzo in quello di Benevento. Assistiti dagli avvocati Massimo Stilla e Gianluca Maria Migliaccio, tutti hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Prima di farlo, però, hanno rivolto parole di scuse alla vittima delle presunte violenze e ai suoi familiari, senza aggiungere altro sui fatti contestati.

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Sul fronte delle misure cautelari, nessuna istanza è stata avanzata per A.B., mentre l’avvocato Migliaccio ha chiesto la concessione degli arresti domiciliari per L.D.O. o, in alternativa, il trasferimento in una struttura clinica specializzata, in attesa di ulteriori accertamenti sulle sue condizioni di salute. Il ventenne sarebbe infatti affetto da una patologia potenzialmente incompatibile con la permanenza in carcere. Il pubblico ministero ha espresso parere favorevole esclusivamente alla seconda ipotesi, mentre il giudice non avrebbe manifestato analoga disponibilità.

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La decisione resta sospesa. La difesa si prepara a rivolgersi al Tribunale del Riesame per ottenere una misura meno restrittiva della detenzione carceraria, eventualmente attraverso gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Sarà necessario valutare le esigenze cautelari e le singole posizioni degli indagati, ai quali vengono attribuiti ruoli differenti negli episodi contestati. La persona offesa è un loro coetaneo, riconosciuto invalido al 50 per cento a causa di un lieve ritardo mentale. L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Napoli attraverso la sezione Fasce Deboli guidata dal procuratore aggiunto Giancarlo Novelli, è stata condotta dagli agenti del commissariato di Ischia, diretti dal vicequestore Daria Alfieri.

Gli accertamenti sono partiti nel marzo scorso, quando il giovane si è presentato negli uffici di via delle Terme per denunciare le violenze che avrebbe subito tra il 17 e il 18 dicembre 2025. Agli investigatori ha descritto gli abusi e le umiliazioni patite, riferendo anche che alcuni episodi erano stati ripresi con i telefoni cellulari. Una volta identificati i tre presunti responsabili, la polizia ha proceduto all'acquisizione dei dispositivi elettronici. Durante una perquisizione domiciliare, un amico di uno degli indagati ha consegnato spontaneamente agli agenti il proprio telefono, sul quale era conservato uno dei filmati già diffusi. Un elemento che ha consentito di trovare i primi riscontri al racconto della vittima e di approfondire la ricostruzione degli avvenimenti.

L'esame del materiale digitale ha permesso di individuare la presenza dei tre giovani nelle diverse fasi degli episodi, i comportamenti che avrebbero tenuto nei confronti del coetaneo e le modalità con cui le registrazioni sarebbero state successivamente condivise. Gli investigatori hanno così acquisito elementi utili a delineare le rispettive condotte e a verificare la circolazione dei video anche su apparecchi estranei a quelli degli indagati. Conclusi i sequestri, il 30 marzo è stato nominato un consulente tecnico per eseguire le copie forensi dei cellulari. Il successivo 6 agosto è arrivata la delega per individuare e selezionare i contenuti rilevanti ai fini dell'inchiesta. Gli esiti degli accertamenti sono stati trasmessi dal commissariato alla Procura il 10 settembre. Sulla base degli elementi raccolti è stata quindi emessa l'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
 

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