Interdittive antimafia da record: «Napoli prima per sanzioni, ora l?Europa si ispiri a noi»
Il Mattino

Interdittive antimafia da record: «Napoli prima per sanzioni, ora l?Europa si ispiri a noi»

Giovedì 29 ottobre 2026
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Napoli prima in Italia per numero di interdittive antimafia e modello per l'Europa nella lotta alla criminalità organizzata. È il dato emerso ieri al Palazzo di Governo dove il...

Napoli prima in Italia per numero di interdittive antimafia e modello per l'Europa nella lotta alla criminalità organizzata. È il dato emerso ieri al Palazzo di Governo dove il prefetto Michele di Bari ha presieduto un evento internazionale organizzato dall'Enaa (European Network on the Administrative Approach) la rete europea sull'approccio amministrativo, in partenariato con la Direzione centrale della polizia criminale, attraverso il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia del ministero dell'Interno. Un vertice che ha visto la presenza del direttore centrale della polizia criminale, il prefetto Raffaele Grassi, e del direttore dello Scip, il dirigente superiore di polizia Lorenzo Bucossi, insieme ai vertici provinciali delle forze dell'ordine e al capocentro della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli.

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Undici i paesi europei invitati al workshop: Lettonia, Belgio, Estonia, Croazia, Germania, Polonia, Svezia, Portogallo, Finlandia, Francia e Irlanda. E Napoli è stata al centro del confronto per illustrare, alla luce del codice antimafia, l'esperienza maturata sul campo nella prevenzione e nel contrasto alla camorra. Un impegno, quello contro la criminalità organizzata in genere, che anche Enaa porta avanti da tempo. Tanto è vero che ha messo in piedi un sistema di contrasto basato su una rete che collega forze dell’ordine, dipartimenti governativi, organi amministrativi e il mondo accademico dei paesi coinvolti. L’obiettivo della rete è anche quello di stimolare una trama di punti di contatto tra gli stati membri dell’Unione Europea, allo scopo di contrastare il fenomeno dell’insorgenza e dell’operatività dei gruppi della criminalità organizzata, tenendo conto delle peculiarità dei vari paesi europei.

L’evento 

«Questo è innanzitutto un evento internazionale», ha dichiarato il prefetto. «I paesi invitati sono qui per ascoltare le buone prassi che in Italia, presso la prefettura di Napoli, si stanno mettendo in campo per la prevenzione e il contrasto alla criminalità. Un bagaglio culturale che consente di adottare misure a tutela del sistema antimafia». Il prefetto ha poi illustrato il sistema napoletano: «Si esamineranno tutti gli aspetti di una realtà non burocratica ma fattuale. L'elemento cardine, ma non unico, è l'interdittiva antimafia. Condividiamo buone prassi che partono dall'interdittiva, dall'accesso ai cantieri, dai protocolli di legalità e dall’applicazione dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali nei Comuni sciolti per mafia. C'è una panoramica completa insomma. In questo scenario Napoli si colloca come numero di interdittive antimafia prima in Italia e ciò per noi è motivo di grande orgoglio perché significa che c'è un lavoro straordinario che tutte le componenti stanno facendo. Questa giornata rappresenta dunque un grande momento di condivisione con i colleghi del ministero dell’Interno e con i rappresentanti di queste nazioni». Nel suo intervento il prefetto ha anche sottolineato l’impegno corale che ha consentito di raggiungere i risultati evidenziati nel corso dei lavori ricordando il ruolo svolto dalla Dia, dal Servizio analisi criminale del ministero dell’Interno, dall’Agenzia per la gestione dei beni confiscati e dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia. Inoltre ha ringraziato il prefetto Raffaele Grassi, il responsabile dello Scip Bucossi e tutta la squadra della prefettura.

Il primato 

A confermare il primato italiano di Napoli anche il direttore Lorenzo Bucossi: «I numeri parlano da soli. L'attività è estesissima e sia la tecnica che le finalità di questo strumento ci consentono di contrastare l'infiltrazione mafiosa nel sistema economico e finanziario del Paese». Bucossi ha poi chiarito il messaggio che l'Italia vuole lanciare in Europa: «Questo sistema è stato affinato in questo paese dopo tanti anni di contrasto al crimine organizzato e sta portando grandi risultati. Il nostro scopo con queste iniziative è fare in modo che ci sia un allineamento delle normative degli altri paesi europei, per evitare che le aziende che subiscono un'interdittiva possano andare a cercare appalti all'estero giovandosi della differenza di legislazione. E su questo tema l’Italia fa da scuola all'estero».

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