Regione Campania, catene e show: è bagarre in Consiglio. Sangiuliano dona un Monopoly a Fico
Il Mattino

Regione Campania, catene e show: è bagarre in Consiglio. Sangiuliano dona un Monopoly a Fico

Giovedì 29 ottobre 2026
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Una protesta pannelliana che fa slittare il consiglio regionale di oltre un?ora: perché Gennaro Oliviero, della maggioranza, si incatena sullo scranno del presidente...

Una protesta pannelliana che fa slittare il consiglio regionale di oltre un’ora: perché Gennaro Oliviero, della maggioranza, si incatena sullo scranno del presidente dell’assise. Subito dopo, lo show del capo dell’opposizione Gennaro Sangiuliano, che regala una scatola di Monopoly al governatore Fico per polemizzare sui fondi carburante per gli agricoltori: «Dai solo soldi finti», attacca il politico di Fdi. E il capogruppo del Pd che giura di voler ricambiare con un Risiko. In mezzo interruzioni, battibecchi, interventi personali e non prenotati che fanno sembrare ieri il consiglio campano più una scolaresca indisciplinata che un’assise di politici. Con il presidente, il dem Massimiliano Manfredi, che deve riprendere più volte i colleghi e li deve andare a chiamare direttamente alla buvette, senza l’aiuto dei commessi, altrimenti si dilungherebbero troppo a pranzo.

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LA PROTESTA

Che la seduta di ieri non filasse tranquilla si era capito subito. Perché quando arrivano i consiglieri trovano Gennaro Oliviero, capogruppo della civica deluchiana A Testa alta, incatenato alla sedia del presidente del consiglio. È una protesta contro la chiusura dei punti nascita casertani di Piedimonte Matese e Sessa Aurunca e Sapri nel salernitano. «Giù le mani dai punti nascita», recita il cartello che ha al collo. A mediare ci provano sia Manfredi che Fico, con gli animi che si scaldano un po’. Oliviero rinfaccia, infatti al governatore: «Io ti ho portato 12mila e passa voti. Tu non sai cosa significare fare politica...I tuoi amici non possono venire a protestare in piazza a Sessa Aurunca», dice riferendosi ai grillini che sabato hanno inscenato una manifestazione nella cittadina dove lui per anni è stato amministratore. Insomma è polemica sulle tre strutture da tempo ampiamente sotto la soglia dei 500 parti annui. Da qui l’imposizione del ministero della Salute alla Regione Campania per chiudere i reparti: tutto legato al via libera definitivo per l’uscita dal Piano di rientro della sanità. E non è bastato a salvarli né la legge del consiglio regionale di classificare i tre territori come «zone disagiate», né i giudici amministrativi che, anzi, hanno bocciato i ricorsi dei comuni.

Da qui la mossa del governatore per riuscire a non scontentare le comunità: vuole cioé, e ne ha già parlato con il ministero, fare in modo che i reparti di ostetricia e ginecologia nei tre nosocomi non vengano smantellati pur perdendo lo status ufficiale di punti nascita. In questo modo le donne sarebbero seguite da medici esperti durante la gravidanza per poi partorire negli ospedali più vicini. Un modo per non scontentare le comunità ma anche per assicurare assistenza continua alle donne e programmare poi i parti negli ospedali con più casistica ed esperienza. E’ il caso di Sapri, nel salernitano, dove il nosocomio più vicino per i parti è Vallo della Lucania, ben 55 chilometri che in certi periodi dell’anno ci vuole oltre un’ora per percorrerli anche a sirene spiegate. Insomma si cerca una via d’uscita, che il governatore ha spiegato ai suoi, c’è già. Poi dopo pranzo ecco in scena lo show di Sangiuliano: interviene per regalare a favore di telecamere e flash il celebre gioco da tavola al governatore. «È un modo per stigmatizzare come il suo stanziamento sulla crisi carburanti è finto perché i 13 milioni non esistono, sono aria, perché serve l’ok dall’Unione Europea e al momento questa autorizzazione non è pervenuta e difficilmente arriverà. Questo stanziamento - attacca l’ex ministro - è stato fatto solo per strappare un titolo di giornale». Poi si torna nei ranghi con l’intervento del governatore in risposta a Sangiuliano: «Domani (oggi, ndr) c’è un incontro con il ministro e gli assessori regionali all’Agricoltura di tutta Italia per avere il via libera con la commissione Ue. E non ci saranno problemi con i fondi carburante per gli agricoltori».

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