I bufali morti venivano dati in pasto ai cani: sigilli ad azienda nel Casertano
Il Mattino

I bufali morti venivano dati in pasto ai cani: sigilli ad azienda nel Casertano

Lunedì 16 febbraio 2026
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Inquinamento ambientale, lavoratori non in regola e bufali morti dati in pasto ai cani: scattano sequestro e una denuncia. Continua incessante l'attività della Polizia provinciale di...

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Inquinamento ambientale, lavoratori non in regola e bufali morti dati in pasto ai cani: scattano sequestro e una denuncia. Continua incessante l'attività della Polizia provinciale di Caserta su tutto il territorio con interventi mirati alla tutela ambientale come dimostra l'ultimo intervento eseguito.

Si trova a poca distanza dalla discarica "Maruzzelle", ritenuta una vera e propria bomba ecologica e in zona a vincolo idrogeologico motivo per il quale sono state effettuate le segnalazioni agli uffici preposti per le verifiche utili a rilevare gli abusi edilizi che potrebbero dar luogo alle demolizioni, l'azienda bufalina in località "demaniale", nel comune di San Tammaro, sequestrata dalla Polizia provinciale. Gli agenti, coordinati dal comandante Biagio Chiariello, hanno scoperto, durante i controlli, che l'allevatore smaltiva illecitamente i bufali i quali, una volta decapitati, venivano dati in pasto a cani.

Uno scenario raccapricciante quello riscontrato dagli agenti. È stato anche trovato un terreno, di circa 1.000 metri, adibito a cimitero animali con residui in decomposizione come crani, mandibole e femori.

Tra le violazioni accertate anche lo smaltimento illecito di liquami derivanti da effluenti zootecnici, tra cui letame, deiezioni, acque di lavaggio, lettiere e resti di alimenti, riversati direttamente nei terreni e provocando inquinamento.

La Polizia Provinciale di Caserta ha chiesto, in relazione alla vicinanza alla discarica, che vengano effettuate verifiche utili a rilevare gli abusi edilizi che potrebbero dar luogo alle demolizioni. L'allevatore, di San Cipriano di Aversa, già è noto alle forze dell'ordine per detenzione di armi e arrestato qualche anno fa, ha opposto resistenza quando gli agenti hanno iniziato a effettuare l'ispezione.


Individuati anche tre operai indiani, non in regola con l'assunzione, che hanno portato alla contestazione delle norme finalizzate a contrastare il caporalato. Gli agenti sono entrati in azione con i militari dell'esercito italiano e i sanitari dell'Asl: l'intero sito, di circa 30mila metri quadrati, è stato sequestrato e il titolare denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per i reati ambientali, quelli connessi agli animali e anche per resistenza.

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