Ponticelli, l'annuncio del sindaco Manfredi: «Per il quartiere un piano operativo in trenta giorni»
«Lo Stato ha voluto incontrare i parroci del territorio perché solo con una rete, lavorando insieme e facendo squadra, possiamo sconfiggere il malaffare che è davanti ai nostri...
«Lo Stato ha voluto incontrare i parroci del territorio perché solo con una rete, lavorando insieme e facendo squadra, possiamo sconfiggere il malaffare che è davanti ai nostri occhi ed esiste». Lo ha detto don Luigi Merola durante la riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, tenutasi questa sera nell'oratorio del rione Conocal a Ponticelli. Sull'assassinio della ventiduenne, uccisa dal fratello proprio in questo quartiere, aggiunge: «La morte di Ylenia non può lasciare indifferenti. Giuseppe, il fratello, è stato un bambino della nostra fondazione. Questo ci fa riflettere e pensare. È giusto che lo Stato prenda dei provvedimenti».
Un intervento su due assi, sicurezza e riqualificazione sociale, per colmare il gap di Ponticelli rispetto ad altri quartieri della città. È quanto emerso dalla riunione, tenutasi questa sera nell'oratorio e convocata dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, alla presenza del sindaco, Gaetano Manfredi, del presidente della Municipalità, dei parroci don Luigi Merola e don Francesco Velotto, e dei vertici delle forze dell'ordine.
«C'è una realtà che va accompagnata e promossa, come questo oratorio straordinario: questa è la vera sfida che abbiamo davanti», ha detto il prefetto. Da un lato sono stati attivati controlli straordinari sul territorio; dall'altro, l'annuncio da parte del sindaco di iniziative «poderose» per la riqualificazione del quartiere. «Qui c'è bisogno di tanto sociale e di tanti luoghi di aggregazione», ha sottolineato il prefetto, evidenziando che Ponticelli «non ha avuto ciò che hanno avuto altri quartieri e questo gap va colmato».
Sul fronte sicurezza, le azioni concrete riguardano un coordinamento più incisivo delle forze di polizia, servizi ad alto impatto - con particolare attenzione alle fasce orarie notturne - e il potenziamento della videosorveglianza. È già in itinere un progetto finanziato con fondi del Ministero dell'Interno che consentirà, compatibilmente con i tempi tecnici, l'installazione di un sistema definito «importante». Il prefetto ha ricordato che, a fronte di recenti episodi di sangue, «c'è anche stato un altissimo indice di individuazione degli autori di reato e dei reati medesimi», grazie all'attività di forze dell'ordine e magistratura, elemento che deve rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Annunciato infine un ritorno sul territorio entro un mese per verificare lo stato di attuazione della progettualità condivisa tra Comune e Stato.
Un mese di tempo per definire un quadro operativo dettagliato su Ponticelli, con un focus specifico sul quartiere Conocal ha annunciato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, al termine della riunione del Comitato provinciale per l'ordine e e la sicurezza pubblica, tenutasi questa sera nella sede dell'oratorio del quartiere. «Abbiamo fatto un incontro molto utile. Siamo partiti dalle testimonianze dei parroci che ci hanno indicato quali sono i bisogni del quartiere e le criticità", ha spiegato il sindaco. L'obiettivo è arrivare entro un mese a un piano operativo complessivo su Ponticelli. Parallelamente, ha aggiunto, «ci sarà un'azione delle forze dell'ordine che intensificheranno i controlli».
Tra i punti centrali emersi, il rafforzamento delle attività sociali e di aggregazione, a partire dall'oratorio, «che è un riferimento per il quartiere e ha spazi adatti per intensificare le attività". L'amministrazione sta valutando con il parroco come potenziare le iniziative associative ed educative pomeridiane, oggi ritenute carenti. «Qui manca la nascita di attività spontanee che partano dal quartiere, mentre in altre zone di Ponticelli sono presenti», ha sottolineato Manfredi, annunciando la volontà di attingere ad educatori e assistenti sociali, coinvolgendo anche associazioni disponibili a operare sul territorio. Altro nodo evidenziato è la carenza di attività commerciali, considerate «un elemento di normalità".
«A Scampia e San Giovanni stiamo vedendo un fiorire di attività commerciali. La domanda c'è. Ora lavoriamo per capire se troviamo privati, associazioni o fondazioni che, insieme alla Chiesa, vogliano promuovere attività sul territorio». Previsto inoltre un focus su pulizia e trasporti. «Ci rivediamo tra un mese per azioni concrete - ha concluso -. È una prima risposta a una situazione molto difficile, in un quartiere mal costruito dopo il terremoto e diventato, come altri, un ghetto».