Napoli, Policlinico, fondi finiti: «Niente straordinari per duecento medici»
Camici bianchi pronti a incrociare le braccia al Policlinico Federico II. È la protesta annunciata da più di duecento dirigenti sanitari che, tra pochi giorni, potrebbe...
Camici bianchi pronti a incrociare le braccia al Policlinico Federico II. È la protesta annunciata da più di duecento dirigenti sanitari che, tra pochi giorni, potrebbe ritrovarsi al centro di una mobilitazione mai avvenuta prima. I professionisti medici e biologi, infatti, hanno annunciato che non lavoreranno più in regime di straordinario dal primo marzo se le loro richieste di chiarimenti e risoluzioni non verranno esaudite. A scatenare il braccio di ferro con i vertici aziendali è il mancato pagamento di tre mensilità di straordinario in coda agli ultimi mesi dell’anno 2025 ma la miccia che ha fatto esplodere il malcontento è stata l’assenza di risposte e rassicurazioni su quanto accaduto, come spiegano i rappresentati delegati della Cisl aziendale che hanno descritto la situazione in un documento inviato alla direzione generale.
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Per i medici che hanno garantito le prestazioni d’urgenza durante le festività, nei turni di notte e festivi, la questione non riguarda solo l’aspetto economico. Come sottolinea Marco Gentile, delegato aziendale Cisl Medici si tratta «dell’importanza di un’attività assistenziale su cui si regge l'azienda Policlinico che ha numerosi vuoti di organico ai quali sopperisce da anni con turni in straordinario ma non era mai successo che non fossero pagati».
I servizi
Il Policlinico è dotato di numerosi servizi attivi 24 ore su 24. Nella cittadella ospedaliera, infatti, sono sempre operativi il pronto soccorso ostetrico, la Terapia Intensiva Neonatale, la Rianimazione, il Centro Trapianti del rene, l’Unità Coronarica e l’Unità Stroke, reparti collegati con il laboratorio di analisi centralizzato, anch’esso attivo 24 ore su 24 che garantisce anche le prestazioni in emergenza per i reparti dell’azienda ospedaliera Vanvitelli. Il problema del mancato pagamento dello straordinario interessa «i turni di guardia diurni e notturni svolti in particolare nei giorni di festività e nei weekend, nei reparti e settori di emergenza/urgenza» spiega Marco Gentile che ricopre anche il ruolo di responsabile dei dirigenti sanitari e di coordinatore nazionale dei dirigenti sanitari della Cisl medici. Dunque, le ricadute assistenziali in assenza di straordinario - secondo i sindacalisti - sarebbero notevoli. «L’emergenza più comune può riguardare le partorienti che hanno un’emorragia e devono effettuare in tempi rapidi un emocromo anche di notte, il sabato o la domenica - insiste Gentile - oppure per il sospetto di infarto c'è la necessità da parte dei cardiologi di effettuare esami entro un’ora dal ricovero, ovviamente può capitare anche di notte o nei giorni festività».
I numeri
Per il momento, i 200 sanitari medici e biologi che includono sia personale assistenziale che universitario, stanno continuando a prestare ore di straordinario ma, come annuncia Gentile, «siamo determinati a non prestare servizio in straordinario dal 1 marzo se non ci saranno pagati i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2025». I tre mesi non pagati riguardano lo stanziamento annuale dei fondi erogati dalla Regione Campania che potrebbe aver «sottostimato» il bilancio da destinare allo straordinario ma, a questo punto, la richiesta per sbloccare la situazione è stata indirizzata alla direttrice generale del Policlinico Federico II, Elvira Bianco. Nella nota Cisl, firmata da Gentile e da Vincenzo Guardasole, delegato aziendale Dirigenza medica e inviata a tutta la scala della dirigenza aziendale, si chiede un intervento «per risolvere la questione» e si ribadisce che «i risultati eccellenti che pongono la Federico II come una delle migliori aziende ospedaliere d’Italia sono stati ottenuti anche grazie al lavoro, alla dedizione e all’impegno di tutti i dipendenti soprattutto di quelli che lavorano nei reparti e nei servizi h24».
«Senza straordinario il Policlinico non sarebbe in grado di garantire tutti i servizi di emergenza e urgenza che al momento sono operativi» conclude Gentile che invoca un intervento da parte della dirigenza aziendale. «Vogliamo risposte e rassicurazioni che non devono per forza corrispondere al pagamento immediato, è questo il nostro appello» conclude il sindacalista Cisl.