La Regione Campania senza bilancio: a ?secco? teatri e musei congelati anche i contratti
Non è proprio uno shutdown modello Stati Uniti ma sono comunque giorni di attesa ed apprensione. Senza l?ok al Bilancio e con il solo esercizio provvisorio sono in affanno moltissimi...
Non è proprio uno shutdown modello Stati Uniti ma sono comunque giorni di attesa ed apprensione. Senza l’ok al Bilancio e con il solo esercizio provvisorio sono in affanno moltissimi comparti che dipendono, in maniera diretta o indiretta, da palazzo Santa Lucia. Dalla sanità (anche se sono riparti nazionali) passando per il settore dello spettacolo a quello dell’attività cinematografica e audiovisiva.
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Compreso la cultura con i fondi per il San Carlo e il teatro Verdi di Salerno, che l’anno scorso hanno beneficiato, rispettivamente, di 5 e 2 milioni nella manovra di fine anno. E altrettanti ne dovrebbero ricevere nel prossimo Bilancio. Unica manifestazione già finanziata per intero, curiosità, è la prossima edizione di Luci d’artista, kermesse cara all’ex governatore, che prima di lasciare ha appostato 2,7 milioni di euro (e non c’è stato alcun veto da parte del suo successore). Ma soffre anche il mondo del welfare: da piccole realtà sino al Villaggio dei ragazzi di Maddaloni che ogni anno beneficia di 1,5 milioni di euro da parte della Regione. Senza dimenticare Città della Scienza, che la scorsa settimana ha erogato solo la metà dello stipendio ai suoi 75 dipendenti, e grazie a fondi che aveva in cassa. Ma in molti casi non è sempre così. Come accade per il policlinico Federico II o stava per accadere alla Soresa, la centrale unica che si occupa degli acquisti a totale partecipazione regionale, che pochi giorni fa ha ricevuto un maxi finanziamento di 861 milioni di euro. Ma in quest’ultimo caso, per evitare un rallentamento delle attività, è stato possibile intervenire perché la società aveva dalla sua parte uno stanziamento triennale già deciso. Ma non è sempre così.
IL NODO
Nella stessa situazione della Campania si trova il Veneto ma non la Puglia che a settembre, nella finestra prima dei 45 giorni del voto del 23 e 24 novembre, ha varato una sorta di bilancio tecnico per evitare che il nuovo governatore si ritrovasse a dover lavorare con un esercizio provvisorio: un favore dell’ex Michele Emiliano al successore dem Antonio Decaro. Tanto che qualcuno ha pensato invece come all’ombra del Vesuvio Vincenzo De Luca, al contrario, non dando l’ok ad una manovra simile volesse fare volutamente uno sgarbo al suo successore, il grillino Roberto Fico. Niente di tutto questo. Anzi il problema si era posto subito dopo l’estate ma De Luca, raccontano, ha preferito non muovere nulla per evitare l’accusa a posteriori che avesse voluto così ipotecare il bilancio del suo successore.
Ma senza il documento finanziario, sono costretti a lavorare a bassissimi regimi anche assessori e consiglieri regionali: non è possibile, infatti, per loro firmare contratti per staffisti e comandati che li aiutino nel lavoro d’ufficio. Da qui la scelta di Roberto Fico, che ha la delega al Bilancio, di accelerare. Il documento finanziario, dicono da Santa Lucia, è già pronto e si conta di riuscire a votarlo in consiglio regionale entro la fine di questo mese. Per far uscire tutte le realtà da un lavoro legato solo all’ordinaria amministrazione, in attesa che i finanziamenti siano regolarmente accreditati. Anche per questo motivo, per dare un colpo di acceleratore a tutti i comparti, l’altro giorno il governatore si è incontrato con i capogruppo della sua maggioranza raccomandandosi di lasciar perdere sugli emendamenti mancia firmati da ogni singolo consigliere. Una prassi da cancellare almeno quest’anno. Si perderebbe troppo tempo a discuterli senza contare come non si mostrerebbe quell’immagine di sobrietà che il governatore ha intenzione di dare. Ma già questa settimana, dopo il consiglio regionale di domani che deve dare l’ok ai consolidati dell’anno passato, il Bilancio dovrebbe arrivare in giunta e subito dopo in Commissione. Ed entro fine mese il sospirato voto finale in consiglio regionale per uscire dall’esercizio provvisorio.
L’ATTESA
Ovviamente c’è molta attesa da parte dei comparti che attendono il finanziamento. Nessun timore di tagli ma una certa preoccupazione sui tempi: anche perché le poste regionali sono state già inserite nei rispettivi bilanci di previsione appena approvati. È il caso, ad esempio, del teatro San Carlo o del teatro Verdi di Salerno. E così tutto il comparto del cinema, della cultura e del turismo già in sofferenza per il lavoro a scartamento ridotto di società regionali come Scabec o dell’Agenzia campana per il turismo ancora con vertici provvisori: in attesa dei nuovi dg dopo lo stop imposto da Fico per le scelte del suo predecessore.