Annarita Capparelli: «A scuola con ottimismo grazie al coraggio di Siani: noi il futuro di Scampia»
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Ha la forza della pulizia morale, quando sfodera il suo sorriso e conferma la sua sfida: «Siamo cresciuti nell’esempio di Giancarlo Siani, le sue idee camminano sulle nostre gambe, i suoi valori orientano le nostre scelte di vita: legalità e coraggio, per costruire un futuro possibile, contro violenza, abusi e menzogne». Eccola Annarita Capparelli, studentessa iscritta al quinto anno di liceo classico statale, all’Elsa Morante di Scampia. È in visita a Il Mattino, il giornale al quale ha reso un mese fa un’intervista dopo il suo exploit durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Ricordate lo scorso 31 gennaio? Salone dei Busti di Castel Capuano, momento solenne, si leva l’arringa di una studentessa.
APPROFONDIMENTI | Videointervista
Appello
Al microfono c’è Annarita Capparelli, che parla a braccio, forte dell’incoraggiamento della presidente di corte di appello Maria Rosaria Covelli. Pochi minuti, per vibrare una sorta di affondo, che - dopo toghe ed esponenti delle istituzioni – strappa la standing ovation: «Ho chiesto a tutti di fare come Giancarlo Siani. Grazie al lavoro fatto a scuola, so chi è Giancarlo. Ci siamo documentati, abbiamo dedicato tempo anche per allestire il museo della memoria, nella nostra scuola: siamo cresciuti nell’esempio del giornalista ucciso a settembre del 1985, quando non eravamo neppure nati. Eppure - aggiunge oggi a Il Mattino - il suo coraggio per noi è stato sempre linfa vitale». Parole che hanno toccato Paolo Siani, fratello del giornalista ucciso, guida della fondazione Siani: «Guardando questi ragazzi, mi accorgo che la lezione di Giancarlo è forza viva ed attuale». Stessa convinzione da parte dei vertici del Mattino, a partire dal direttore Vincenzo Di Vincenzo, che ieri ha ricevuto una delegazione del Morante in redazione. Accanto ad Annarita, c’è la preside Giuseppina Marzocchella, la docente Ileana Manco, ma anche i genitori della studentessa e alcuni compagni di corso. Invitati nella redazione centrale del giornale che fu di Giancarlo, in «una linea di continuità tra passato e futuro all’insegna del rispetto delle regole», come ha ricordato il caporedattore centrale del Mattino Pietro Perone, che ha dedicato parte della sua vita professionale all’inchiesta culminata nelle condanne definitive di killer e mandanti dell’omicidio di 41 anni fa. Memoria viva che vivifica, come spiega la dirigente del liceo statale Morante: «Da cinque anni siamo un presidio su un territorio complesso e affascinante al tempo stesso. Abbiamo oltre 1300 alunni, li vediamo crescere e diventare cittadini, sappiamo di svolgere un ruolo decisivo per il riscatto del nostro territorio».
Il progetto
Dello stesso avviso la docente Manco, che insiste sulla forza dell’educazione permanente: «Scuole aperte sempre, dobbiamo offrire una alternativa reale alla strada e alla violenza». Parole e volti diversi, una sola voce, che emerge dalla mattinata trascorsa in redazione. Ed è il direttore Di Vincenzo a ribadire il concetto: «Il Mattino è vicino alle realtà produttive del territorio, pronti a collaborare sul campo della educazione alla legalità e a una scrittura responsabile». Ma proviamo ad immergerci nella realtà del liceo statale di Scampia. Ci sono corsi diversi, che vanno dagli studi classici, ai percorsi scientifici o sportivi, in un ampio spettro formativo. C’è un punto di contatto - sembra di capire - e fa leva proprio sul rispetto delle regole. Spiega la preside: «Abbiamo un museo della memoria, all’interno del quale è possibile conoscere e approfondire la forza di chi ha immolato la propria vita per il rispetto delle regole. Non è una galleria di morti ammazzati - spiegano - ma un viaggio che rende viva la memoria e attuale il sacrificio vissuto anni fa: conoscere, ricordare, vivere, migliorare, crescere, sono le nostre parole chiave».
L’evento
Tanti appuntamenti in calendario, per scandire la seconda parte dell’anno scolastico. C’è l’evento della notte bianca dei licei, una kermesse nazionale che tiene aperto il Morante anche nelle ore notturne, sempre e comunque all’insegna delle esperienze di vita vissuta. Spiega Annarita Capparelli: «Cosa voglio fare da grande? Lettere moderne è una possibilità a cui sto pensando, vorrei diventare insegnante, perché in questi anni ho avuto modo di assistere all’esempio che mi hanno fornito i miei genitori, ma anche la dirigente e i miei docenti. Insomma, investire sulla formazione e sulla cultura è l’unica risposta da dare a chi esce di casa armato di coltelli o di pistola». Già, i coltelli, ma che ne pensa la preside della circolare Validitara-Piantedosi? «Noi facciamo cultura, lavoriamo sulla prevenzione, ma ben venga qualunque iniziativa in grado di fare da argine all’uso della violenza. I metal detector possono servire, ma da soli non bastano». Accanto ad Annarita, si stringono altri alunni, come Ciro Sarnataro e Andrea Sorbo: compagni di viaggio, sempre dalla parte di chi vive per la bellezza del rispetto delle regole.