Il patto tra industriali e associazioni: «Sport come antidoto alla violenza»
Il Mattino

Il patto tra industriali e associazioni: «Sport come antidoto alla violenza»

Martedì 17 febbraio 2026
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  Istituzioni, imprese, associazionismo e campioni dello sport insieme per offrire ai ragazzi che vivono percorsi difficili un?occasione concreta di crescita attraverso i valori...

Istituzioni, imprese, associazionismo e campioni dello sport insieme per offrire ai ragazzi che vivono percorsi difficili un’occasione concreta di crescita attraverso i valori dello sport. Oggi sono dieci, domani potranno essere cento, mille. L’obiettivo è trasformare lo sport in strumento educativo, presidio di legalità e argine al disagio giovanile. A sostenere l’iniziativa l’Unione Industriali con il presidente Costanzo Jannotti Pecci e il vicepresidente Carlo Palmieri, da sempre attenti a progetti capaci di realizzare una reale “cross fertilitation” tra sociale e sport, nuova forma di sussidiarietà tra pubblico e privato. L’idea nasce dall’impegno del professore Francesco Bocchini, docente di Diritto Costituzionale all’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e componente del Comitato “Lo Sport per Napoli”, presieduto dall’avvocato Paolo Del Vecchio, con il contributo del Primicerio dell’Arciconfraternita ed Ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, Giovanni Cacace. Il progetto prevede un percorso annuale sportivo e pedagogico nella disciplina del pugilato, guidato da Patrizio Oliva, campione olimpico da anni impegnato nel sociale.

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La selezione

L’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Napoli selezionerà dieci ragazzi che accederanno, tramite borsa di studio, a un cammino formativo completo presso la struttura Palaextra di Milleculure, nel Polifunzionale di Soccavo, attiva da oltre quindici anni. Determinante il sostegno di Banca Fideuram, con Fortunato Fazio, a favore della Milleculure, associazione che vede tra i protagonisti olimpionici come Diego Occhiuzzi, Massimiliano Rosolino e i fratelli Franco e Pino Porzio. Il cuore dell’iniziativa è la collaborazione, non la sostituzione delle istituzioni. «È giunta l’ora, alla luce dell’emergenza sociale sempre più diffusa, di intervenire creando a Napoli una nuova forma di sussidiarietà per i giovani e lo sport», ha spiegato Bocchini. «I giovani, grazie allo sport, occupano uno spazio pubblico per accettare e vincere la sfida alla dispersione scolastica». Le alternative al malessere sociale partono dai giovani e dalla costruzione di relazioni solide. Del Vecchio ha richiamato il monito “Facciamo presto!”, ricordando come dispersione scolastica e perdita di valori rappresentino «un terremoto silenzioso». «Lo sport può essere una delle leve più forti nella prevenzione della criminalità e nel recupero dei valori». Anche Cacace ha sottolineato la sinergia tra sport e cultura: «Sport e musica sono antidoti alla violenza». Patrizio Oliva ha parlato di “degrado educativo” e “mancanza di modelli positivi”: «Non conta da dove si proviene, ma come ti comporti, quanto ti impegni e quanto rispetti gli altri. Lo sport insegna il valore della fatica, del tempo e del lavoro». Fazio ha evidenziato che il contributo «non è solo mettere una cifra, ma un mezzo per costruire qualcosa di positivo». L’assessore alla Legalità Antonio De Iesu ha ricordato come negli anni Ottanta si contassero fino a 230 omicidi l’anno legati alla camorra, mentre oggi il fenomeno assume forme più fluide, con gang giovanili che rendono la situazione «ancora più allarmante». «Lo sport è un veicolo per allontanare e prevenire disagio e devianza, attraverso una sana competizione». Chiara Marciani, assessore alle Politiche giovanili e sociali, ha richiamato i 110.000 giovani tra i 16 e i 35 anni come «la risorsa più preziosa della città»: offrire loro un percorso che valorizzi il talento significa investire sul futuro.

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