Napoli, Liceo Alberti: proteste di studenti e genitori, lavori in corso ma rientro a scuola ancora limitato
Al Liceo Alberti di Napoli sono «in corso lavori per il per graduale ritorno alla normale fruizione». Lo assicura la Città metropolitana, dopo il sopralluogo di questa...
Al Liceo Alberti di Napoli sono «in corso lavori per il per graduale ritorno alla normale fruizione». Lo assicura la Città metropolitana, dopo il sopralluogo di questa mattina dell'ufficio tecnico dell'Ente con la dirigenza dell'istituto scolastico. Presenti anche alcuni rappresentanti della V municipalità Vomero-Arenella. E' stato firmato un verbale «dal quale emerge che i lavori ai fini antincendio di questa fase emergenziale termineranno alla fine della prossima settimana quando sarà presentata la Scia antincendio che consentirà di utilizzare l'intero edificio con alcune limitazione che riguardano il terzo piano e i locali seminterrati».
APPROFONDIMENTI Napoli, al liceo Alberti di via Pigna cede la scala antincendioInoltre, nei mesi estivi si procederà ad ulteriori lavori per consentire l'utilizzo dell'intero plesso dal mese di settembre 2026. Infine la scala antincendio esterna «sarà rimontata al termine dei lavori di consolidamento che dovrebbero durare presumibilmente un mese e mezzo.
In ogni caso il suo utilizzo avverrà dopo il collaudo della stessa».Napoli, lavori flop alla scuola Alberti: gli studenti restano a casa
Oggi sono scesi in campo gli studenti e i genitori con una forte protesta: «Insieme alla preside - spiega Giorgia Milano, rappresentante dei genitori nell'istituto - abbiamo chiesto una via di uscita per il ritorno alla scuola per i ragazzi ma finora dalle autorità non abbiamo avuto assolutamente nessuna risposta, si sono dileguate.
Oggi aspettavamo anche i Vigili del Fuoco per fare una relazione sulla situazione ma non sono venuti. Per gli studenti è una tragedia, stanno facendo soltanto sei ore a settimanasulle trenta che dovrebbero fare; i programmi così non vanno avanti e non si sa neanche quando si torna regolarmente a scuola».
I giovani studenti espongono dei manifesti: «200 in classe, 1000 a casa, questa non è scuola, è un sorteggio», recita uno, mentre altri hanno il cartello «L'Alberti cade a pezzi, il nostro futuro no». Roberta Scola, altra rappresentante dei genitori, sottolinea che «siamo ancora a zero, continuiamo a frequentare solo sei ore a settimana per le quarte, nove ore per le quinte e la Città Metropolitana, che gestisce l'edificio, non ci dà dei tempi. Dicono solo che dobbiamo aumentare da 240 a 500 i ragazzi a scuola ma per farlo serve anche il primo piano e senza la scala esterna rotta non possiamo perché la scala interna che non è a prova di fumo. Adesso stanno rompendo giù una porta, hanno rotto il muro perimetrale per fare un'ulteriore uscita di emergenza perché secondo loro così si può aumentare a 500 gli alunni. Ma se non si rende la scala intera a prova di fumo non si può fare nulla».