?La morte di Carnevale? e la resilienza di una comunità
Correvano i primi anni ?80 e la compagnia di Luisa Conte, protagonista della rinascita del Sannazaro, metteva in scena uno dei suoi più grandi successi: ??A morte ?e...
Correvano i primi anni ’80 e la compagnia di Luisa Conte, protagonista della rinascita del Sannazaro, metteva in scena uno dei suoi più grandi successi: “’A morte ’e Carnevale”, tre atti di Raffaele Viviani, con un Nino Taranto ancora grande mattatore. Il Teatro del salotto di Chiaia, in quelle sere, non riusciva a contenere le risate, non le assorbivano i velluti delle poltroncine né la moquette rossa della camminata.
APPROFONDIMENTI Incendio al Sannazaro, Lara Sansone: «Era tutta la mia vita, è come se fossi in lutto»Incendio al Teatro Sannazaro, Cecchi Paone: «Lì le nostre nozze, un colpo al cuore»Incendio al Sannazaro, Leopoldo Mastelloni ricorda il «suo» teatro: «Un monumento nazionale in fumo»
Erano anni spensierati, permeati di speranza e di ottimismo, congiunture astrali preziose perché rare. Ma il fato sa spesso prendersi beffa di un tempo felice e, in una sorta di contrappasso, sa anche bene far di conto. Così ha atteso una mattina di Carnevale di 45 anni dopo, un tempo congruo gli sarà apparso, per ridurre in cenere in poche ore le poltrone, la balconata bianca, il palco e poi, in un solo falò, anche i ricordi.
Incendio al Sannazaro, Lara Sansone: «Era tutta la mia vita, è come se fossi in lutto»
Il 17 febbraio 2026, martedì grasso, resterà una data infausta nella storia della nostra città: Napoli si è svegliata sgomenta, incredula e smarrita. Come in una profezia di Nostradamus “’A morte ’e Carnevale” era tornata sulla scena ma dramma, non commedia. Ora, come nel Settimo Sigillo, la mossa sulla scacchiera tocca a noi, ai napoletani: ci viene chiesto di usare il pezzo giusto e dare scacco al fato facendo di una disgrazia un'opportunità: dimostrare di essere una comunità che conosce il riscatto civile, la volontà di una città che non si dà per vinta, che trasforma il vuoto lasciato dal fuoco in uno spazio di partecipazione civica.
Abbiamo raccontato e lo facciamo ogni giorno, su queste colonne, la città che cambia, che attrae, i suoi progressi, l'attrazione che ormai esercita in tutto il mondo, luogo prediletto e conteso di grandi eventi. Un momento storico favorevole testimoniato da dati economici inoppugnabili che stanno accorciando lo storico divario col resto del Paese. Bene, è ora che nel momento della difficoltà si dimostri che tutto ciò non è dovuto solo a favorevoli congiunture ma è frutto della vivacità, della capacità e della cultura di un popolo che sa, nei momenti difficili, reagire unito, al di sopra delle divisioni, degli egoismi e delle appartenenze.
Incendio al Teatro Sannazaro, Cecchi Paone: «Lì le nostre nozze, un colpo al cuore»
Accogliamo con soddisfazione le immediate e diffuse manifestazioni di solidarietà e di impegno giunte da ogni dove, società civile, artisti, scrittori uomini di cultura, ma anche gli impegni del governo, le rassicurazioni delle istituzioni locali. Che non siano frutto dell'emozione del momento. Il Mattino farà la sua parte, il suo dovere verso la città: vigilerà e darà forza e voce a chi si impegnerà perché quelle macerie diventino presto un cantiere di una comunità che si mette al lavoro, non solo per ricostruire ma per preservare la propria storia. Finché la “bomboniera di Chiaia” non sarà riconsegnata ai napoletani ancora più bella e il sipario di velluto rosso si rialzerà per una nuova vita. Napoli non vive senza teatro, senza quel teatro.