Incendio al Sannazaro: giù il sipario. Un'ora di fuoco cancella il teatro che ha fatto la storia
Il Mattino

Incendio al Sannazaro: giù il sipario. Un'ora di fuoco cancella il teatro che ha fatto la storia

Mercoledì 18 febbraio 2026
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Di primo mattino, il fumo si respira già da piazza Trieste e Trento o da corso Vittorio Emanuele. Brucia il Sannazaro ed è come se bruciasse tutta Napoli. L?inferno di fuoco...

Di primo mattino, il fumo si respira già da piazza Trieste e Trento o da corso Vittorio Emanuele. Brucia il Sannazaro ed è come se bruciasse tutta Napoli. L’inferno di fuoco che ha avvolto il teatro di via Chiaia è iniziato intorno alle 5.30. Le fiamme sono state estinte intorno alle 12.30 dai vigili del fuoco, allertati alle 6.05 dalla telefonata di un cittadino. Ore di fiamme, fumo e diossina, anche se il teatro è stato cancellato nel giro di un’ora, all’alba. Sul rogo del Sannazaro pende “il mistero del terzo piano”.

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Le fiamme lo hanno quasi saltato, come spiegato dal comando dei vigili del fuoco, propagandosi in particolare al secondo e al quarto livello dell’edificio di via Chiaia tra i numeri civici 149 f e 157, in cui sorgono il teatro e gli appartamenti maggiormente danneggiati dall’incendio. Un segno del fatto che – secondo le prime indagini dei pompieri – le fiamme si sarebbero propagate dall’interno del teatro, propagandosi poi alle abitazioni. I danni minori al terzo piano costituiscono un elemento da chiarire. Per ora, i pompieri non escludono neppure l’ipotesi di dolo. Gli agenti, al riguardo, hanno prelevato le telecamere di videosorveglianza delle attività commerciali della zona. Sessanta gli sfollati, distribuiti su 24 appartamenti.

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Due solai crollati, quattro intossicati e due pompieri lievemente feriti dal crollo di un palchetto mentre domavano le fiamme. Le istituzioni si sono immediatamente mobilitate per sostenere il teatro di via Chiaia, che al momento non esiste più. Comune, Governo e Regione, presenti sul posto con il sindaco Gaetano Manfredi - tra i primi ad arrivare assieme al prefetto Michele di Bari – con il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi e l’assessore Onofrio Cutaia, hanno immediatamente istituito un tavolo per garantire risorse in vista della ricostruzione.

Le cause

Come mostrano i video che si susseguono sui social fin dall’alba di ieri, è come se stesse eruttando un vulcano nel cuore di Napoli. Sono quasi le 8, il cielo tra Chiaia e corso Vittorio Emanuele è grigio fumo. L’aria è irrespirabile per larga parte del primo distretto della città. Le colonne di fumo, su in alto, si propagano da via Chiaia 157: dalla cupola del Sannazaro. Con le dovute proporzioni, e per fortuna senza vittime, via Chiaia è stata toccata ieri dal suo “Ground Zero”, la sua “Notre Dame”.

La strada è chiusa dall’altezza del civico 170 e fino al Metropolitan. Da subito è chiaro che il Sannazaro è ridotto in cenere. «La volta del teatro - spiega Giuseppe Paduano, comandante dei vigili del fuoco di Napoli - probabilmente fatta di carta pesta, si è incendiata ed è crollata sulla platea. Il teatro è completamente distrutto. Quando siamo arrivati la situazione era già molto critica, le fiamme si sono propagate molto rapidamente».

Corto circuito elettrico, fulmine dovuto alla bufera di ieri notte, incendio dovuto a cause accidentali: tante le ipotesi che si susseguono. Nessuna certezza. Ripartendo proprio dai dati più certi, le fiamme hanno interessato anche 5 appartamenti, 3 dei quali in maniera grave. Al momento, l’ipotesi più accreditata fatta dal comandante Paduano è «che le fiamme siano partite dal Sannazaro. Oggi continueremo a lavorare con il nucleo investigativo antincendio e arriveremo a nuove conclusioni, anche sui possibili rientri in casa degli sfollati, di cui si comincerà a discutere da oggi. Di sicuro, al terzo piano del palazzo adiacente al teatro i danni sono stati sensibilmente minori, e si sono rotti meno vetri. Non escludiamo nessuna ipotesi, né il dolo né l’incendio colposo».

La Procura di Napoli, nelle indagini, ipotizza il reato di incendio colposo a carico di ignoti. Sul posto, ieri mattina, è arrivato il procuratore aggiunto Antonio Ricci. Il fascicolo è invece stato affidato al sostituto procuratore Mario Canale. Da valutare, oltre all’anomalia del terzo piano, eventuali negligenze che potrebbero essere alla base del rogo che ha sconvolto Chiaia, Napoli e tutta Italia.

Lo choc

Chiaia è sotto choc. La strada, nel tratto inibito al traffico pedonale, è una galleria di cenere e silenzio. Il quartiere piange un luogo prezioso per la sua storia e per la sua cultura. Un ex convento dei frati spagnoli arrivati con la Corona, poi diventato negli anni palazzo residenziale, chiesa e teatro stabile. Il sistema costruttivo di questi edifici è antico e articolato (non a caso l’incendio ha coinvolto un unico stabile ma diversi numeri civici). Il palazzo conta solai in legno e acciaio, che andranno controllati prima di poter consentire il rientro delle 60 persone sfollate, tra cui diversi anziani. Tutti salvi, per fortuna: la polizia, arrivata sul posto all’alba, ha svegliato tutti i residenti del palazzo. Dodici appartamenti sono stati coinvolti nei dissesti, altri 12 sono stati evacuati in via precauzionale.

Una tragedia sfiorata due volte, dal momento che c’è una farmacia a due passi dal Sannazaro. «Una delle prime operazioni che abbiamo portato avanti - aggiunge Paduano - è stata la messa in sicurezza delle bombole d’ossigeno dell’esercizio sanitario». Decine gli esercizi commerciali che ieri sono rimasti chiusi tra il civico 170 e il 149. Compreso il cinema Metropolitan, che riaprirà oggi. Le verifiche procederanno in queste ore. E riguarderanno anche la chiesa di Santa Maria della Mercede, che si trova all’interno del complesso del Sannazaro. Nel teatro, negli anni del Covid, furono eseguiti lavori di ristrutturazione.

Le storie

La solidarietà che nasce nell’emergenza. Fino al primo pomeriggio, gli sfollati hanno trovato rifugio all’interno di un bar di zona, «Salotto a Chiaia». Tra loro, c’è chi indossa ancora le pantofole, chi non ha preso neppure il cellulare, chi durante lo sgombero ha perso di vista il gatto - poi ritrovato – e chi ha portato con sé il suo coniglio domestico: «Si chiama Megaride - spiega Tina Monti, professoressa - stava mangiando quando siamo fuggite. Spero di rientrare in casa almeno per prendere le medicine di mia madre, anziana, e le chiavi dell’auto». «La mia casa era piena di fumo: si vedeva il teatro in fiamme - racconta Simona - I miei figli sono andati al Fatebenefratelli e al Pellegrini per verifiche su eventuali intossicazioni».

La riunione

Dei rientri degli sfollati alle loro case e di altri temi si è parlato nel corso di un vertice in prefettura nel pomeriggio. La riunione è stata coordinata dal prefetto Michele di Bari, e vi hanno preso parte il sindaco Manfredi, i gestori del Sannazaro Lara Sansone e Sasà Vanorio, il sottosegretario Mazzi e l’assessore regionale Cutaia.

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«Non mi esprimo sulle cause dell’incendio - le parole del prefetto - L’incontro è servito a porre i presupposti per un futuro del Sannazaro. Chiaramente, anche la questione dei costi per la rinascita del teatro al momento è variabile: se ci sarà da mettere in sicurezza una parte del teatro le risorse da stanziare varieranno e non di poco. Sul fronte degli sfollati, complessivamente sono stati sgomberati oltre 20 appartamenti, alcuni dei quali erano uffici. Non risultano pervenute al momento richieste di ospitalità in albergo. Quanto ai tempi dei rientri, non si conosceranno a brevissimo. Va fatta un’indagine sulla sicurezza dell’intero complesso. Bisogna controllare la staticità degli edifici coinvolti. Il teatro è andato distrutto nel giro di circa un’ora».

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