Liceo Alberti a Napoli, la fumata grigia: oggi si torna in classe, ma con orari dimezzati
Da una parte la Città Metropolitana che garantisce lavori in tempi record - una settimana - e tali da garantire l?ingresso a 500 studenti al giorno. Dall?altra quegli stessi...
Da una parte la Città Metropolitana che garantisce lavori in tempi record - una settimana - e tali da garantire l’ingresso a 500 studenti al giorno. Dall’altra quegli stessi studenti e i loro genitori che si fidano poco o niente e protestano apertamente perché vogliono tornare ad avere un orario scolastico uguale a tutti gli altri ragazzi di Napoli.
APPROFONDIMENTI Napoli, lavori flop alla scuola Alberti: gli studenti restano a casaNapoli, al liceo Alberti di via Pigna cede la scala antincendio
Al liceo Alberti di via Pigna l’Odissea iniziata due anni fa con i lavori di ristrutturazione finanziati dai fondi del Pnrr, non solo non si è ancora conclusa, ma da quando il 26 gennaio scorso si è aggiunto il cedimento strutturale della scala esterna diventata pertanto inagibile, la situazione è ulteriormente peggiorata.
Ieri mattina si sono svolte contemporaneamente una riunione a cui hanno partecipato l’ufficio tecnico di Città Metropolitana, la dirigente scolastica Silvia Parisi e rappresentanti della quinta Municipalità, e una manifestazione di protesta che ha visto la presenza di centinaia di studenti e genitori che si sono dati appuntamento nel cortile esterno dell’Alberti per reclamare il diritto allo studio.
Il vertice
Secondo quanto emerso dalla riunione Citta Metropolitana, che sta realizzando una nuova uscita di sicurezza per portare dagli attuali 240 a 500 il numero di studenti che possono accedere a scuola, si è impegnata a concludere l’opera entro la settimana prossima e a presentare la Scia antincendio alla quale dovranno poi dare l’approvazione i Vigili del fuoco. Entro un mese, inoltre, dovrebbe essere ripristinata la scala esterna. Il resto dei lavori saranno invece portati a termine durante l’estate. Un programma che però non soddisfa né gli studenti e né i genitori e che suscita molte perplessità anche nella dirigente Parisi: «La creazione di questa nuova uscita di emergenza non risolve il problema perché manca una via di esodo e continuerà a mancare fino a quando la scala interna antifumo non sarà utilizzabile. In ogni caso l’accesso a 500 persone, tra studenti, docenti e personale Ata, sarà disponibile solo quando i Vigili del fuoco daranno la loro approvazione alla Scia che la Città Metropolitana si è impegnata a presentare».
Intanto sono state bocciate altre possibili soluzioni temporanee prese in considerazione ma poi scartate. Innanzitutto la Ddi (Didattica digitale integrata) che è stata portata in consiglio di istituto ma che non ha ricevuto l’approvazione dell’Ufficio scolastico regionale. Scartata anche l’ipotesi dei doppi turni: «Non è normale, ad esempio, dover svolgere un compito di matematica alle sei del pomeriggio quando i ragazzi sono stanchi, questo è disumano», dice Roberta Scola, della componente genitori del Consiglio di istituto. «Questo liceo è diventato ormai un cantiere e da due anni i nostri ragazzi convivono con i lavori, la polvere e i rumori degli attrezzi. Viene negato il loro diritto allo studio invece di 30 fanno solo 6 ore di lezione. Molti di loro sono al quinto anno e non è facile preparare gli esami di maturità in una condizione come questa. Gli studenti sono amareggiati e avviliti e noi genitori siamo arrabbiati», aggiunge la rappresentante d’istituto Giorgia Milano. Ai ragazzi in questi ultimi mesi è mancato praticamente tutto: «Non solo ci è stato tolto il diritto allo studio ma anche il diritto alla socialità. La scuola dovrebbe essere un luogo dove poter stare insieme, poter fare nuove amicizie e dialogare tra noi ragazzi ma a noi tutto questo ormai non è concesso», dice Lorenzo, uno dei rappresentanti d’istituto. E un suo compagno, Fabrizio, anche lui in consiglio, rincara la dose: «Ci sono classi che da settimane non vedono molti dei loro professori. Le quinte fanno nove ore settimanali, le altre classi addirittura sei, questo è gravissimo perché così facendo si vanno a sacrificare intere materie. Ci è stato letteralmente negato il diritto allo studio».
Borrelli
A dare manforte a studenti e genitori ieri mattina c’era anche il deputato di Avs Francesco Emilio Borelli: «Una volta i ragazzi protestavano non entrando in classe. Adesso devono lottare per poter avere accesso a scuola. Tutto questo è paradossale e presenterò una interrogazione parlamentare perché devono spiegarci come si è arrivati a questa situazione e quando se ne uscirà».
Intanto Città Metropolita rivendica il lavoro svolto non solo all’Alberti ma in tutte le opere finanziate con i fondi del Pnrr: «Nel settore dell’edilizia scolastica, solo in ambito Pnrr, sono stati messi in campo quarantanove interventi per un ammontare di circa 115 milioni di euro, al netto dell’Iva, delle spese di progettazione e dell’eventuale utilizzo delle economie di gara, con una percentuale di realizzazione pari finora a circa il 65%. Una delle percentuali più alte tra le città metropolitane e i comuni in Italia. Nello specifico sono tredici gli interventi già portati interamente a termine».