Babygang a Napoli, le nuove paranze alla conquista della movida: escalation a colpi di ?stese?
Il Mattino

Babygang a Napoli, le nuove paranze alla conquista della movida: escalation a colpi di ?stese?

Mercoledì 18 febbraio 2026
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Spietati, aggressivi, carichi di rabbia e di violenza. Sono i nuovi padroni delle notti napoletane (o almeno tali si sentono): ragazzini sempre più spesso nemmeno maggiorenni che escono di...

Spietati, aggressivi, carichi di rabbia e di violenza. Sono i nuovi padroni delle notti napoletane (o almeno tali si sentono): ragazzini sempre più spesso nemmeno maggiorenni che escono di casa pronti a tutto. Quando va bene - si fa per dire - portano il coltello addosso, nel peggiore dei casi infilano una pistola nella cintola dei pantaloni. E spesso la usano.

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Emergono anche sempre più frequentemente i collegamenti tra questi “muschilli” e la criminalità organizzata. La triste sequenza di episodi che da tempo si succedono, spesso accavallandosi al punto da essere troppo presto rimossi perché di nuovi ne avvengono, racconta di un sistematico assalto nelle serate della movida. Dal venerdì pomeriggio alle prime luci dell’alba del lunedì successivo non esistono zone franche; il rischio è lo stesso, che si esca per i viali dei rioni popolari di Ponticelli o Pianura, come per i vicoletti dei Quartieri spagnoli o della “nobile” Chiaia.

Pronti a tutto

E non è un caso se i numeri delle violenze che vedono protagonisti singoli ragazzini o organizzate babygang aumentano in modo esponenziale. L’anno giudiziario appena inaugurato a Napoli ha evidenziato un allarmante raddoppio dei procedimenti penali a carico di minori: sono passati da 226 a 448, con un aumento di violenza estrema, uso di armi bianche o da fuoco e condotte devianti. Un’inarrestabile escalation.

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Poi c’è un altro dato. Napoli detiene il poco invidiabile primato nazionale ed europeo tra le città in cui vengono usate le armi da fuoco. Dove, cioè, si spara di più. A volte per ammazzare, altre per gambizzare, altre ancora per dimostrare di avere sotto controllo un quartiere, un rione, una fetta di territorio. Le stese sono una manifestazione criminale che non trova pari nel resto d’Italia, del continente e - verrebbe da dire - del mondo.

E sempre più spesso a bordo di quegli scooter che seminano terrore e morte ci sono loro: minorenni. Emanuele Durante (20 anni), ucciso a marzo 2025: Il 15 marzo 2025, Emanuele Durante venne ucciso a colpi di pistola mentre si trovava in auto con la fidanzata in via Santa Teresa degli Scalzi a Napoli. L’otto maggio 2025 i carabinieri hanno arrestato i presunti killer, identificati grazie alle telecamere di sorveglianza. Tutti molto giovani.

Emanuele Tufano aveva solo 15 anni quando fu ammazzato. Era una sera di ottobre del 2024: finì sotto il “fuoco amico” durante un furioso conflitto a fuoco tra bande rivali, una del Rione Sanità e l’altra di piazza Mercato-Case Nuove. Ma la lunga scia di sangue è proseguita seminando terrore e morte. Più recentemente, alla fine dello scorso anno, paga con la vita Marco Pio Salomone, 19enne incensurato. Ad ammazzarlo è un altro minore, ha solo 15 anni.

Lame e coca

Aumenta in maniera preoccupante anche l’uso e il consumo di droghe pesanti tra i giovanissimi. Lo spinello non basta più: oggi si sniffano cocaina e crack, la micidiale “buttigliella” che distrugge il cervello e carica gli istinti più violenti. Non esistono zone sicure, dicevamo: poco più di un mese fa una banda di ragazzini partiti dal centro storico (Quartieri spagnoli) partì - era un venerdì notte - alla volta di Chiaia, zona baretti, con una missione precisa: erano pronti a far fuoco tra la folla della movida. Pistola in pugno e cappucci sul volto, come in un film di terrore.

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A caricare la molla di tanta violenza sono sempre più spesso tensioni tra gruppetti di giovanissimi provenienti da diverse zone del centro cittadino: Quartieri Spagnoli, Montesanto e Santa Lucia. Un fenomeno che sembra inarrestabile.

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