Marano. Sigilli e sgombero per frana, 26 famiglie senza più casa
Frana di via Roma, notificati gli atti di sgombero e del sequestro dell?intero edificio alle 26 famiglie coinvolte. I provvedimenti, emanati dai magistrati della Procura della Repubblica di...
Frana di via Roma, notificati gli atti di sgombero e del sequestro dell’intero edificio alle 26 famiglie coinvolte. I provvedimenti, emanati dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli Nord e dal Comune, arrivano dopo l’evacuazione già disposta dai vigili del fuoco nei giorni scorsi. L'autorità giudiziaria ha posto sotto sequestro lo stabile, bloccando per ora qualsiasi intervento diretto e imponendo un rigoroso rispetto delle procedure autorizzative.
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Tra gli appartamenti più colpiti, uno presenta danni gravissimi: camera da letto e bagni sventrati dal crollo del muro di contenimento adiacente la palazzina. Scene che rendono evidente l’impossibilità di rientrare a breve e che fotografano la violenza del cedimento. Sul fronte istituzionale, l’assessore regionale Fiorella Zabatta ha ventilato l’ipotesi di un finanziamento da trasferire al Comune di Marano, che interverrebbe poi in danno ai condomini.
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Una strada che però non convince i residenti: il timore è che le inevitabili pastoie burocratiche possano allungare ulteriormente i tempi, già stimati in almeno uno o due mesi, se non di più. Intanto i condomini si sono già mossi autonomamente, determinati a non restare fermi nell’attesa delle decisioni istituzionali. È stato costituito un fondo cassa per sostenere le prime spese tecniche e affrontare le urgenze iniziali. Nei locali messi a disposizione dalla parrocchia di San Castrese, situata a meno di duecento metri dall'evento franoso, si è svolto un incontro con un ingegnere incaricato delle valutazioni preliminari.
Solo successivamente, e dopo l’autorizzazione del magistrato, sarà individuata la ditta che dovrà occuparsi della messa in sicurezza e della rimozione del materiale crollato. Undici persone, tra cui sette minori, restano intanto ospitate in un albergo di Casoria e chiedono di essere trasferite più vicino, tra Marano e i comuni limitrofi, per limitare i disagi quotidiani legati a scuola e lavoro.
L’edificio posto sotto sequestro resta presidiato giorno e notte da forze dell’ordine per evitare sciacallaggi. I residenti vorrebbero rientrare almeno per recuperare ulteriori effetti personali, ma l’accesso è vietato. La priorità è la sicurezza, ma cresce l’ansia per un ritorno a casa che, al momento, non ha una data certa.