Omicidio Russo, la foto del killer in carcere: il caso in Parlamento
Il Mattino

Omicidio Russo, la foto del killer in carcere: il caso in Parlamento

Mercoledì 18 febbraio 2026
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Chi ha introdotto quel cellulare in carcere e in che modo, poi - magari attraverso chi - è stata diffusa quella foto all'esterno della casa circondariale. Sono i quesiti contenuti in...

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Chi ha introdotto quel cellulare in carcere e in che modo, poi - magari attraverso chi - è stata diffusa quella foto all'esterno della casa circondariale. Sono i quesiti contenuti in un'interrogazione parlamentare a firma del deputato di Forza Italia, Giuseppe Bicchielli. Sullo sfondo c'è la foto che ritrae in carcere i fratelli Daniele e Andrea Sirica (quest'ultimo arrestato di recente per l'omicidio del panettiere di Sarno, Gaetano Russo). Quello scatto, che tante polemiche aveva generato diversi giorni dopo il delitto, diventa ora un caso politico, con l'interrogazione presentata al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

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Il punto centrale riguarda i controlli e le procedure interne: se la foto sia stata davvero realizzata dentro l’istituto penitenziario di Fuorni durante un incontro tra i due fratelli e, soprattutto, quali eventuali responsabilità possano emergere rispetto alla sicurezza e alla gestione delle comunicazioni in carcere. Quando la foto era stata diffusa su alcuni social, il direttore del carcere aveva avviato un'indagine interna per chiarire la dinamica dell'accaduto.

Il giorno dopo, i due fratelli furono trasferiti in due istituti penitenziari diversi, nella provincia di Avellino. Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio, Andrea Sirica era entrato all'interno del panificio di Russo, in Piazza Sabotino a Sarno, senza un apparente motivo. Dopo aver intimidito la figlia della vittima, si era poi scagliato contro l'uomo con un coltello. L'arma era poggiata su di un bancone. Dodici i fendenti inflitti a Gaetano Russo, morto dissanguato. Solo con il deposito dell'autopsia, sarà chiarita al dettaglio la ricostruzione del delitto.

Oltre che di omicidio, il 33enne risponde anche dell'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, essendosi dimenato e avendo tentato di divincolarsi dagli agenti di polizia, intervenuti per arrestarlo. Il fratello Daniele, invece, si trovava già in carcere per reati legati allo spaccio e al possesso di un'arma da fuoco.   

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