Papa Leone a Pompei poi la tappa ad Acerra: «Messa e bagno di folla»
Prima a Pompei l?8 maggio, poi ad Acerra il 23 dello stesso mese, e non si esclude l?ipotesi di una tappa napoletana: toccata e fuga in città dopo aver presieduto la supplica...
Prima a Pompei l’8 maggio, poi ad Acerra il 23 dello stesso mese, e non si esclude l’ipotesi di una tappa napoletana: toccata e fuga in città dopo aver presieduto la supplica alla Beata vergine di Pompei, uno dei momenti più significativi della devozione mariana in Italia. A un anno esatto dall’inizio del suo pontificato Leone XIV conferma il legame con la Regina del Rosario e insieme accetta gli inviti ricevuti - in più di una occasione - dai sacerdoti della Campania. Non è ancora stato definito un programma ufficiale: le autorità ecclesiastiche stanno ancora valutando le possibilità logistiche e pastorali in attesa di ricevere conferme sulle eventuali visite o incontri con la comunità cittadina già in fibrillazione.
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In ogni caso, in preparazione alla visita, oggi a mezzogiorno, il vescovo di Pompei comunicherà al clero e ai responsabili delle opere di carità che fanno riferimento al santuario, la bozza di programma ricevuta dal Vaticano. Monsignor Tommaso Caputo renderà dunque ufficiale la speranza che da un anno conserva nel cuore: accogliere il Santo Padre nella città di San Bartolo Longo. Stesso annuncio, alla medesima ora, anche ad Acerra: monsignor Antonio Di Donna, presidente della Conferenza episcopale campana, ha già chiamato a raccolta i sacerdoti per condividere la gioia di ricevere il Pontefice, atteso la mattina del 23 maggio.
L’ARRIVO
Ma veniamo al primo programma, quello organizzato per il giorno 8, anche se - va detto - potrebbe subire qualche modifica: Papa Leone XIV dovrebbe atterrare intorno alle 9, con un elicottero della Santa Sede, nell’ex area Meeting interna al perimetro del santuario di Pompei. A bordo della papamobile, che - anche in questo caso il condizionale è d’obbligo - dovrebbe arrivare a Pompei nel pomeriggio del giorno prima, raggiungerà poi la basilica per un momento di preghiera (in questa occasione privato), nella cappella di Bartolo Longo, canonizzato proprio da Leone XIV il 19 ottobre del 2025 diventando il primo cavaliere dell’Ordine del Santo Sepolcro proclamato santo.
Intanto è ancora al vaglio dei responsabili della sicurezza vaticana - garantita principalmente dal Corpo della gendarmeria (polizia interna, intelligence e ordine pubblico) e dalla Guardia svizzera pontificia - se la celebrazione della santa Messa, e la successiva recita della supplica, dovranno svolgersi sul sagrato, come vuole la tradizione, oppure all’interno del santuario.
La ricerca del contatto diretto con i fedeli, dimostrato dal Papa in questo primo anno di pontificato, lascia immaginare che il protocollo di sicurezza potrebbe subire delle modifiche per permettere a Sua Santità di celebrare in piazza Bartolo Longo.
LA SECONDA TAPPA
Ancora in fase di definizione il programma per la giornata del 23 maggio prossimo quando Papa Leone sarà ad Acerra: una visita pastorale che segnerà un momento particolarmente significativo per la diocesi e per l’intera comunità locale. La tappa nella Terra dei fuochi si inserisce nel percorso di attenzione verso le comunità più giovani e vive della Campania, confermando l’impegno della Chiesa nel rafforzare il legame con i territori e nel sostenere - in modo particolare - iniziative di solidarietà, educazione e coesione sociale. Una visita attesa da quando Papa Francesco avrebbe dovuto recarsi ad Acerra per un incontro pastorale con i fedeli e il clero. Ma quell’appuntamento non ebbe mai luogo: a fermarlo fu l’esplosione della pandemia. L’emergenza sanitaria globale, che nel 2020 paralizzò viaggi, celebrazioni pubbliche e incontri privati, costrinse il Pontefice a cancellare tutte le visite pastorali previste. Acerra fu tra le tappe sacrificate a una situazione senza precedenti, che impose prudenza e isolamento anche al Papa, da sempre vicino ai territori più fragili.
LE DIFFICOLTÀ
La visita di Bergoglio avrebbe avuto un forte valore simbolico. Acerra, segnata negli anni da difficoltà sociali, ambientali e occupazionali, era pronta ad accogliere un messaggio di speranza e di vicinanza, in linea con l’attenzione costante dimostrata da Papa Francesco per le periferie del mondo. L’incontro avrebbe rappresentato un riconoscimento al cammino di una Chiesa locale impegnata nel sociale e nella promozione della dignità umana. La cancellazione, seppur inevitabile, lasciò un senso di sospensione nei cittadini ma anche nei sacerdoti. Non di delusione, ma di vera e propria attesa. Un’attesa che negli anni successivi è rimasta viva nella memoria collettiva della città, come testimonianza di un legame mai spezzato, anche se non concretizzato in presenza.