Papa Leone a Napoli, le tappe dal Duomo al Plebiscito: «Sarà un bagno di folla»
Il Mattino

Papa Leone a Napoli, le tappe dal Duomo al Plebiscito: «Sarà un bagno di folla»

Venerdì 20 febbraio 2026
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In cattedrale il Santo padre dovrebbe arrivare nel primo pomeriggio dopo la tappa a Pompei. Messa, supplica alla Madonna, pranzo con i sacerdoti e partenza verso Napoli dove ad accoglierlo ci...

In cattedrale il Santo padre dovrebbe arrivare nel primo pomeriggio dopo la tappa a Pompei. Messa, supplica alla Madonna, pranzo con i sacerdoti e partenza verso Napoli dove ad accoglierlo ci sarà il cardinale Battaglia. Emozione e attesa: l’otto maggio resterà una data importante per i sacerdoti, i fedeli e un’intera comunità che ancora conserva il ricordo dell’ultima visita napoletana di Papa Francesco. Era il 21 giugno del 2019 quando Bergoglio atterrò sul prato del parco Virgiliano per partecipare a un convegno organizzato dalla sezione San Luigi della facoltà teologica dell’Italia meridionale. Promise che sarebbe tornato ma non fece in tempo.

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Il programma 

Poco più di due mesi, dunque, e arriverà Leone XIV. Il Santo Padre, nel giro di quindici giorni, sarà in Campania due volte, prima a Pompei e a Napoli, nell’anniversario dell’elezione, e poi ad Acerra, il 28 maggio, alla vigilia di un’altra ricorrenza, gli undici anni della “Laudato si’”, l’Enciclica sulla cura della casa comune di Papa Francesco. La gendarmeria vaticana è già al lavoro per definire i dettagli di un “tour” dall’alto valore simbolico. Da qui il ringraziamento di don Mimmo Battaglia in una lettera scritta subito dopo l’annuncio ufficiale: «A nome dell’intera chiesa di Napoli - una chiesa fatta di vicoli e di mare, di famiglie che resistono e di giovani che sognano, di operatori di pace che lavorano in silenzio e di tanti che ancora aspettano che qualcuno si accorga di loro - la ringrazio con tutto il cuore per aver detto sì a questa città». E poi subito aggiunge: «Napoli non è solo un luogo geografico. È una condizione umana. È il posto dove l’accoglienza è ancora un riflesso istintivo, dove la speranza non si è mai arresa del tutto, dove la fede - quella vera - continua a essere il respiro di un popolo. Ma è anche il posto dove le ferite sono profonde, dove il lavoro manca, dove la malavita organizzata continua a rubare futuro ai nostri figli».

Poi l’appello: «Venga, Santo Padre. Questa città ha bisogno della sua pace, quella pace disarmata e disarmante che non si impone, ma che trasforma. Quella pace che lei porta con sé come un dono e come una promessa. La aspettiamo. E con noi, l’attende il Signore, che di questa città è sempre stato innamorato».

La giornata

Sarà una giornata intensa, quella dell’8 maggio, che prenderà il via intorno alle 9 quando Papa Leone, con un elicottero della Santa Sede, atterrerà nell’ex areaMeeting interna al perimetro del santuario di Pompei. A bordo della papamobile, che arriverà a Pompei nel pomeriggio del giorno prima, raggiungerà la basilica per un momento di preghiera (in questa occasione privato), nella cappella di Bartolo Longo, canonizzato proprio da Leone XIV il 19 ottobre del 2025 diventando il primo cavaliere dell’Ordine del Santo Sepolcro proclamato santo. Intanto è ancora al vaglio dei responsabili della sicurezza vaticana se la celebrazione della santa Messa, e la successiva recita della Supplica, dovranno svolgersi sul sagrato, come vuole la tradizione, oppure all’interno del santuario.

Dopo il pranzo con i confratelli di Pompei il trasferimento a Napoli: prima tappa in Cattedrale - la speranza è quella che San Gennaro possa fare un miracolo straordinario - per un incontro con il clero e i religiosi, poi il bagno di folla in piazza Plebiscito, così come fecero Giovanni Paolo II nel 1979, Benedetto XVI nel 2007 e Papa Francesco nel 2015, in quell’occasione Bergoglio celebrò la messa davanti a decine di migliaia di fedeli che presero parte alla sua visita pastorale.

La lettera 

In segno di gratitudine nei confronti di Papa Leone, don Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, monsignor Tommaso Caputo, arcivescovo di Pompei e monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, hanno scritto, insieme, una nota di riflessione in attesa della visita. «Si può vedere questo duplice viaggio del Vicario di Cristo come un segno di predilezione verso una terra che rappresenta una sintesi particolarmente viva delle attese e delle speranze, nonché dei drammi e dei ritardi, che ancora ostacolano lo sviluppo armonico e lineare di un popolo in cui è sempre vivo il richiamo di una fede profonda. - scrivono - Come pastori della Chiesa avvertiamo perciò forte il privilegio della scelta di Papa Leone». Poi aggiungono: «Pompei, Napoli e Acerra si rapportano, ognuna per sé e tutte insieme, ai momenti forti che il magistero di Papa Leone ha già fatto vivere. Un pontificato nato nell’inconfondibile segno mariano dell’otto maggio, giorno dedicato alla Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei. Celebrare proprio nella città mariana, con la Santa Eucaristia e la recita della preghiera di San Bartolo Longo, il primo anniversario, dona alla ricorrenza il tono specialissimo di un profondo ringraziamento a Dio e di un tenero e delicato affidarsi alla Beata Vergine del Rosario, che continua a scandire, in tempi così tormentati e difficili, l’incessante invocazione di pace.

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