Papa Leone a Napoli, intervista al Monsignor Tommaso Caputo: «Data dal valore speciale. Pellegrino tra i pellegrini affiderà l?umanità a Maria»
Il Mattino

Papa Leone a Napoli, intervista al Monsignor Tommaso Caputo: «Data dal valore speciale. Pellegrino tra i pellegrini affiderà l?umanità a Maria»

Venerdì 20 febbraio 2026
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«Papa Leone XIV sarà in visita pastorale a Pompei l?8 maggio, nel primo anniversario della sua elezione al soglio di Pietro e nella festa della Supplica alla Madonna di...

«Papa Leone XIV sarà in visita pastorale a Pompei l’8 maggio, nel primo anniversario della sua elezione al soglio di Pietro e nella festa della Supplica alla Madonna di Pompei». A mezzogiorno di ieri l’arcivescovo della Città mariana, Tommaso Caputo, dà l’annuncio della visita del pontefice in Santuario, proprio dinanzi al trono dov’è collocato il quadro della Madonna di Pompei, venerato da milioni di pellegrini d’ogni parte del mondo. Le sue parole sono interrotte dall’applauso di sacerdoti, diaconi, religiosi e di tanti devoti laici che gremiscono la basilica mentre le campane suonano a festa.

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Eccellenza, quali sono le ragioni che hanno portato la Santa Sede a stabilire l’8 maggio come data della visita a Pompei e a Napoli?
«La visita di un Papa è sempre complessa sotto l’aspetto organizzativo e talvolta la scelta delle date è determinata dall’esigenza di conciliare gli innumerevoli impegni del Santo Padre. Questa volta però quella data ha un significato speciale. L’8 maggio del 2025, Leone XIV fu eletto papa. Era il giorno della festa della Madonna di Pompei, della recita solenne della preghiera della Supplica in piazza Bartolo Longo, come evidenziato dal papa stesso nelle prime parole dalla Loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro. Da quell’8 maggio, in Santuario, la preghiera per Leone XIV è continua e corale. Aggiungo anche che l’8 maggio prossimo sarà anche la data in cui celebreremo il 150esimo anno dalla posa della prima pietra del Santuario».

Leone XIV è anche il Papa che ha proclamato santo Bartolo Longo, fondatore del Santuario.
«È proprio così, e in questo è possibile ravvisare un mirabile disegno provvidenziale. Il 25 febbraio 2025, dalla cattedra di sofferenza dell’Ospedale Gemelli di Roma, Papa Francesco approvò il decreto per la canonizzazione, rito che il 19 ottobre successivo, in piazza San Pietro, ha presieduto Papa Leone. Con Leone XIII ha avuto inizio la storia della Nuova Pompei mentre Leone XIV ha proclamato santo San Bartolo. Un cerchio si è chiuso».

Papa Leone visiterà il Santuario di Pompei e nello stesso giorno, Napoli. Il 23 maggio sarà poi ad Acerra. È segno di un’attenzione speciale proprio alla Campania.
«Il Papa ha sempre a cuore l’intera umanità senza alcuna differenza. È un padre. È chiaro, però, che il viaggio in Campania assuma vari e profondi significati e che ogni tappa si rivesta di un valore specifico. Visiterà Pompei, dove celebrerà la messa e guiderà la recita della Supplica per affidare a Maria Santissima ogni nostro desiderio di fraternità e concordia universale. Sarà pellegrino tra i pellegrini, un pellegrino di pace che affida l’umanità alla Vergine Maria. Napoli è una vera capitale del Mediterraneo, terra di dialogo, incontro, amicizia tra i popoli. Certo, è una grande metropoli e i problemi non mancano: la visita di Papa Leone darà ai napoletani un orizzonte di rinnovata speranza. E poi Acerra: le parole e la presenza del Santo Padre rinvigoriranno l’opera di riscatto di quella terra, il cui popolo nutre da sempre una devozione speciale proprio per la Madonna di Pompei. La visita di un Pontefice è sempre una benedizione per la terra che lo accoglie».

San Bartolo Longo aveva prefigurato la visita del Papa.
«Sì. Quella “profezia” del nostro fondatore ha trovato compimento nelle visite di san Giovanni Paolo II nel 1979, la prima di un pontefice a Pompei, e nel 2003; di Papa Benedetto XVI nel 2008; di Papa Francesco nel 2015. Il 5 maggio 1901, nel discorso inaugurale della facciata del Santuario, prefigurò: “Un giorno noi vedremo la bianca figura del rappresentante di Cristo benedire le genti accolte in questa piazza, acclamanti la pace universale”. Con Papa Leone XIV quelle parole si concretizzeranno per la quinta volta. Ricordo che anche Papa Wojtyla fu pellegrino in Santuario a poco più di un anno dall’elezione».

Come si preparerà Pompei a questo giorno storico?
«La nostra comunità civile ed ecclesiale è in fermento e si sta già preparando spiritualmente all’incontro con il successore di Pietro. La visita di un Papa si prepara con la preghiera e, in modo particolare, con la preghiera d’elezione del Santuario di Pompei: il Rosario. Laici, religiosi, sacerdoti desiderano che il Papa trovi una chiesa viva e una città aperta e accogliente. I 2 milioni di pellegrini che ogni anno visitano il nostro Santuario per abbeverarsi alla spiritualità del Rosario testimoniano la vitalità del carisma di San Bartolo Longo. Carisma di fede e carità, attiva più che mai nelle numerose opere sociali che accolgono centinaia di bambini, giovani, ragazze madri, donne e minori in difficoltà, persone con disabilità, poveri, immigrati. Saranno proprio loro i protagonisti dell’incontro con il Papa».

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