Turismo, Campania al top: Napoli hub del Mezzogiorno
Su 98 regioni dell?area UE4, comprendente Italia, Spagna, Francia e Germania, la Campania è ventesima per indice di Competitività turistica regionale che misura la performance...
Su 98 regioni dell’area UE4, comprendente Italia, Spagna, Francia e Germania, la Campania è ventesima per indice di Competitività turistica regionale che misura la performance (arrivi e presenze), l’offerta (strutture e addetti) e l’intensità (la densità di domanda e offerta turistica). È la prima tra le regioni del Mezzogiorno, e il suo indice di competitività è superiore non solo alle medie Sud e Italia ma anche a quella degli altri tre Paesi. Una regione fortemente competitiva, insomma, con margini di crescita importanti e un aumento del fatturato per il solo comparto “Alberghi e Ristoranti” del 39,7% nel 2025 rispetto al 2019, a quota 8,2 miliardi (il dato Italia nello stesso periodo si ferma a +25,6%, quello del Mezzogiorno a +32,1%).
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Ma c’è di più: se Napoli rafforza la sua leadership turistica in Campania (15 milioni di presenze turistiche stimate nel 2025, +4% sul 2024, pari al 75% delle presenze regionali considerando la sola componente estera ma si arriva a 20 milioni includendo escursionisti giornalieri e crocieristi), è la spinta ad investire che arriva da più della metà delle imprese partenopee del settore a fare notizia. Il 38% infatti prevede nuovi investimenti nel prossimo triennio ma la quota sale al 59% se si considerano quelle che dichiarano di essere pronte a investire in presenza di incentivi o di mutate condizioni di mercato. C’entra probabilmente anche l’effetto America’s Cup (che se tutto andrà bene nel 2027 sarà replicata anche nel 2029) ma soprattutto una nuova consapevolezza: che è possibile «consolidare Napoli come hub del turismo meridionale e destinazione internazionale di riferimento, orientando la crescita verso un modello sostenibile che produca benefici economici e sociali diffusi sul territorio».
L'evento
È una lettura aggiornata, attenta e soprattutto scientifica quella proposta da SRM, il Centro studi collegato a Intesa Sanpaolo, nell’ambito di Hospitality Sud, il Salone per hotellerie ed extralberghiero fondato sette anni fa e diretto con lo stesso entusiasmo di allora da Ugo Picarelli apertosi eri alla Stazione Marittima di Napoli. Illustrato dall’economista Salvio Capasso, il report su “Napoli città turistica nella governance regionale e nel sistema Paese” offre spunti di riflessione, dibattito e proposta a tutti gli interlocutori presenti, a partire dalle istituzioni del territorio. Teresa Armato, assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli sottolinea ad esempio che con la nuova giunta regionale si è creata una sinergia di visione e di progetto in gran parte sconosciuta al recente passato che rafforzerà la credibilità dei tanti programmi in cantiere anche nel 2026 in città, con il mare assoluto protagonista (lo ribadisce il sindaco Gaetano Manfredi in un videomessaggio). Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore regionale Vincenzo Maraio che candida la Campania a diventare modello di turismo organizzato e multiforme sulla scia di quelli dell’Andalusia in Spagna e dell’Emilia-Romagna da lui stesso indicati come punti di riferimento per i risultati ottenuti in questi anni.
La candidatura
Ad Hospitality Sud si respira insomma un clima positivo sulle prospettive del turismo campano e napoletano, al punto che Costanzo Jannotti Pecci, presidente dell’Unione Industriali non esita a «ritenere possibile la candidatura di Napoli a sede delle Olimpiadi estive del 2040». Le imprese, di sicuro, sembrano consapevoli del momento favorevole, come ricorda il presidente regionale di Federalberghi Costanzo Iaccarino, senza nascondere le criticità. Alcune già note, come la scarsa destagionalizzazione delle presenze, le risorse ancora limitate per le isole (lo testimonia il sindaco di Procida Raimondo Ambrosino), le incognite sulla formazione del personale determinate anche dalla breve durata dei contratti (molto chiari gli interventi sul tema di Roberto Laringe, Presidente di Federalberghi Campi Flegrei e di Lucio D’Orsi, delegato dell’Associazione dei Direttori di albergo). Altre invece bussano già alle porte, come nel caso di Capri (e non solo) a proposito del possibile ricorso al numero chiuso dei turisti: «Non possiamo essere lasciati da soli a decidere – dice il sindaco Paolo Falco - Con la carta di Amalfi, appena firmata, 22 sindaci sono pronti a sostenere la necessità di essere coinvolti su tutto ciò che riguarda la gestione dei flussi turistici, a partire dalla sicurezza».