Regate a Bagnoli, dopo gli esposti verifiche della Procura: «Trasparenza garantita»
Il Mattino

Regate a Bagnoli, dopo gli esposti verifiche della Procura: «Trasparenza garantita»

Venerdì 20 febbraio 2026
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Hanno risposto alla richiesta di chiarezza di una parte di città. Non sono stati a guardare, mostrando piena consapevolezza dell'importanza della posta in gioco, a partire dalla salute...

Hanno risposto alla richiesta di chiarezza di una parte di città. Non sono stati a guardare, mostrando piena consapevolezza dell'importanza della posta in gioco, a partire dalla salute della collettività. È questo lo spirito che ha animato l'iniziativa assunta ieri dai vertici della Procura di Napoli, che hanno firmato un sopralluogo a Bagnoli, sui luoghi della bonifica in vista delle regate di America's Cup. Una mission a Napoli ovest, che ha un doppio obiettivo: visionare lo stato dei luoghi, alla luce degli interventi di riqualificazione, anche in vista della creazione di un Village per i team attesi a Napoli; garantire massima trasparenza nelle procedure di appalto e nelle attività di rigenerazione urbana nell'ormai ex polmone industriale. Una vicenda che va raccontata a partire da una premessa: non ci sono indagati in questa storia, ma solo l'esigenza di rispondere alle richieste avanzate - e formalizzate a mezzo esposto - da alcuni comitati cittadini.

IL SINDACO

Un sopralluogo che si svolge in un clima di piena sinergia istituzionale, come emerge anche dalla nota del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che interviene come commissario straordinario di governo del sito di interesse nazionale Bagnoli-Coroglio: «Siamo pronti a collaborare con la Procura fornendo ogni chiarimento e documento utile, nell'ottica della massima trasparenza su tutte le attività in corso nel Sin di Bagnoli, riponendo piena fiducia nell'operato della magistratura». Dunque, un sopralluogo dei pm. A guidare la spedizione il procuratore aggiunto Antonio Ricci, che coordina i fascicoli della sezione Ambiente e territorio, in una vicenda che vede al lavoro anche la procuratrice aggiunta Giuseppina Loreto, che segue i casi di possibili reati di pubblica amministrazione. Due approcci differenti, che hanno spinto a prendere parte al sopralluogo di ieri mattina anche i pm Pavia, Musto, Colucci, Barela (quest'ultimo ieri non era presente fisicamente a Bagnoli), che avranno il compito di verificare eventuali criticità nella gestione di uno dei più importanti progetti di riqualificazione post industriale in Europa. Ma da cosa nasce questa esigenza di dare vita a un pool di magistrati sotto il coordinamento di due procuratori aggiunti? A monte ci sono due esposti, che portano la firma rispettivamente del penalista Domenico Ciruzzi e dell'avvocato Elena Coccia. Due esposti autonomi, nel corso dei quali si chiede chiarezza sulle procedure in corso. Quanto basta ad accendere i riflettori su procedure di appalto, su assegnazione di commesse per la realizzazione degli interventi. A preoccupare i firmatari dei due gruppi di cittadini sono eventuali conseguenze legate a interventi in profondità. Si teme, più nello specifico, che eventuali attività di perforazione possano determinare lo sprigionamento di materiale nocivo per la salute delle persone. In entrambi gli esposti si fa inoltre riferimento alle possibili conseguenze riconducibili alle procedure d'urgenza che hanno impresso una accelerata alle attività in corso. Non è un caso che nel corso dell'intervento a Bagnoli erano presenti anche esponenti di Arpac, di Capitaneria di Porto e i carabinieri del gruppo forestale.

I TEST

Ma in cosa è consistita la ricognizione di ieri mattina? Stretta di mano con i manager delle due ditte impegnate sulla colmata, poi verifiche ad ampio spettro: si va dal lavaggio delle ruote dei camion che entrano ed escono dalla zona interessata dai lavori; all'attenzione sulle zolle di terreno che dovranno ospitare hangar e village che verranno allestiti di qui ai prossimi mesi. Doverosa l'attenzione sulla colmata, l'area che ha fagocitato per anni i residui dell'impianto siderurgico di Napoli ovest. Cosa accadrà in quest'area? Come è noto, è stato stabilito di non rimuovere la colmata (decisione assunta alcuni anni fa) ed è proprio su questo versante che verranno effettuati gli allestimenti per l'organizzazione del Village. Si tratta di interventi che dovranno rispettare il protocollo della sicurezza ambientale, per scongiurare ripercussioni sul piano ambientale. Uno scenario di rinnovata attenzione per gli sbocchi di una bonifica che va avanti da un quarto di secolo e che ha fatto registrare non pochi momenti di tensione. Doverosa a questo punto una digressione nelle aule di giustizia. Ai primi di marzo, è infatti prevista la nuova udienza dinanzi ai giudici di Corte di Appello per accertare ipotesi investigative nate nel lontano 2007. Ricordate il caso? Si parla di omessa bonifica, in relazione alla realizzazione - tra l'altro - del parco dello sport nell'ex area industriale. Un processo tormentato, che ha fatto registrare una condanna in primo grado per gli ex responsabili di vertice di Bagnolifutura, ex partecipata del Comune di Napoli. Non ci sarà il notaio Tino Santangelo, scomparso in circostanze drammatiche lo scorso gennaio, per anni pronto a difendere la correttezza del proprio ruolo svolto come vice sindaco e come vertice della società di trasformazione urbana.
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