Incendio al teatro Sannazaro, Mazzi: «Saremo veloci». Ma serve la fondazione
«Sulla ricostruzione del teatro Sannazaro saremo celeri». È la nuova rassicurazione che arriva dal sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi. L?intenzione e la sinergia...
«Sulla ricostruzione del teatro Sannazaro saremo celeri». È la nuova rassicurazione che arriva dal sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi. L’intenzione e la sinergia istituzionale tra Governo, Regione e Comune c’è tutta. Ma la questione non è semplice. Bisogna tenere insieme le istituzioni, i proprietari dell’immobile (circa una decina) e i gestori del teatro Salvatore Vanorioe Lara Sansone. Come? Il percorso più semplice è quello della costituzione di una Fondazione che consenta, almeno in parte, di conferire al teatro una pubblica utilità e di ricevere, quindi, i finanziamenti pubblici.
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I nodi
L’idea è quella di utilizzare il modello del teatro Petruzzelli di Bari. Il modello ma non l’esempio. Il teatro del capoluogo pugliese, anch’esso privato, andò a fuoco tra il 26 e il 27 ottobre del 1991. In quel caso, però, i conflitti tra pubblico e privato nella gestione della Fondazione hanno portato a una ricostruzione lunga 18 anni. Modello sì, quindi, perché quella della Fondazione è la strada più semplice da percorrere. Esempio no, perché è necessario che la cooperazione istituzionale dimostrata mercoledì in prefettura e la sinergia con le parti private coinvolte venga confermata lungo tutto il percorso. Dal ministro Alessandro Giuli al sottosegretario Mazzi, dal governatore Roberto Fico all’assessore regionale NinniCuatia passando per il sindaco Gaetano Manfredi e tutta la squadra del Comune, c’è il massimo impegno da parte di tutti. Ma bisogna coinvolgere anche i privati. Compito che ha preso in carico il prefetto Michele di Bari che presto convocherà i proprietari dell’immobile. Il primo passo di un cammino comune. Lungo e difficile ma su cui, al momento, c’è la determinazione di tutte le istituzioni.
Le alternative
Nel frattempo, oltre alla ricostruzione, l’impegno resta aperto anche su un altro fronte. Quello della continuità del teatro. Bisogna salvare la stagione teatrale e il lavoro delle maestranze che hanno sempre dato anima e corpo per il teatro. Anche perché la continuità del cartellone è tassello fondamentale per evitare che il Sannazaro perda i contributi ministeriali che riceve in quanto centro di produzione. Per farlo, è necessario trovare un’altra sede che dia la possibilità al Sannazaro di proseguire nella sua stagione “in trasferta”. Due le soluzioni che al momento sembrano le più plausibili: il teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare messo a disposizione dal Comune di Napoli è una delle opzioni in campo. Ma resta anche percorribile la disponibilità del teatro Politeama che il direttore Giuseppe Caccavale ha dato sin dal primo momento. Valutazioni in corso da parte dei gestori del teatro Vanorio e Sansone. Intanto a proposito dei lavoratori e delle maestranze legate al teatro, dal gruppo di Forza Italia in consiglio comunale arriva una proposta formalizzata attraverso un ordine del giorno in cui si chiede «l’attivazione di sgravi e agevolazioni sui tributi comunali a favore dei lavoratori direttamente coinvolti, tra cui la sospensione o dilazione dei tributi locali, nonché la riduzione o esenzione temporanea di imposte comunali come Imu, Tari e Tosap, nei limiti consentiti dalla normativa vigente», si legge nel documento firmato dai consiglieri Iris Savastano, Salvatore Guangi e Gennaro Demetrio Paipais.
L'impegno
Intanto, ieri, il sottosegretario Mazzi ha ribadito l’impegno del Governo sulla questione. Chiarendo, però, anche i passi necessari: «Prima dobbiamo capire esattamente l’entità dei danni, poi dobbiamo trovare le risorse. Il primo atto è quello di mettere in piedi una sorta di protocollo, un tavolo tra Regione, ministero e Comune e poi cominciare a capire quanto potrà essere l’entità dell’aiuto che andrà dato», ha detto ieri rispondendo alle domande dei cronisti a margine di un evento a Cremona. Ma l’obiettivo è fare presto: «Il Sannazaro è un teatro dove si sono esibite Eleonora Duse e Sarah Bernhardt, è stato un teatro dove si sono incontrati Pirandello ed Edoardo De Filippo. Era ed è un posto straordinario che noi conosciamo benissimo. Noi ci metteremo tutto l’impegno perché quello è un teatro importante, rappresenta la napoletanità e ciò che rappresenta la napoletanità, rappresenta l’Italia. Saremo celeri nella ricostruzione perché il Teatro Sannazaro non è solo patrimonio di Napoli. Ma dell’Italia», ha aggiunto Mazzi.