Corsa a Sindaco di Salerno, De Luca scende in campo: «Eccomi, si ricomincia»
Il Mattino

Corsa a Sindaco di Salerno, De Luca scende in campo: «Eccomi, si ricomincia»

Sabato 21 febbraio 2026
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Si ricomincia? «Sì, si ricomincia. Dobbiamo riprendere la città e la provincia». All?indomani dell?annuncio delle date delle elezioni amministrative, fissate...

Si ricomincia? «Sì, si ricomincia. Dobbiamo riprendere la città e la provincia». All’indomani dell’annuncio delle date delle elezioni amministrative, fissate per il 24 e 25 maggio, Vincenzo De Luca dismette la pretattica. Abbandona le allusioni e conferma che è candidato sindaco a Salerno. Lo è e basta. Non serve la benedizione del Partito Democratico, men che meno l’abbraccio del campo largo che ha trionfato alle scorse elezioni regionali.

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«Chi mi vuole votare mi vota», risponde quando gli viene chiesto se paleserà la sua disponibilità a candidarsi ai vertici provinciali e regionali dei dem che, appena 24 ore prima, attraverso il segretario regionale Piero De Luca e il neoeletto segretario provinciale salernitano Giovanni Coscia, si erano mostrati attendisti sui nomi ribadendo la necessità di provare a stare dentro la coalizione. 

Il diktat

«Allargare e rafforzare ma non smontare», aveva detto il segretario Piero De Luca, senza risparmiare però un richiamo agli alleati ad approcciarsi al dialogo con «la stessa responsabilità e senso di maturità» che il suo partito ha avuto nell’indicazione del nome dell’attuale presidente della Regione Campania, Roberto Fico. Vincenzo De Luca, che di campagne elettorali ne ha fatte tante, ha confermato la sua discesa in campo con semplicità.

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«Dobbiamo innanzi tutto riprendere la sicurezza della città di Salerno - ha detto - la situazione non è tranquilla, dobbiamo dare tranquillità alle nostre famiglie e ai nostri giovani, poi dobbiamo ricreare una speranza, dobbiamo mettere in piedi un programma straordinario di rinnovamento, riqualificazione urbana, di investimenti produttivi. Dobbiamo recuperare un’immagine bella della nostra città». Questa è la visione, a dire il vero la medesima che anima la sua azione amministrativa da tre decenni. 

La visione

«Dobbiamo riprendere pezzo per pezzo la città - annuncia - bonificarla completamente. È chiaro che se diamo il senso di un rinnovamento, di una ripresa di cammino si crea anche entusiasmo, una motivazione, altrimenti i ragazzi se ne andranno». Poi va sul pratico e segnala due o tre “nodi” che vanno sciolti. Dalla pubblica illuminazione mal funzionante in alcun zone nevralgiche, a un palazzo che versa nel degrado nel cuore antico della città. Per chi lo ascolta è un ritorno al passato. Il campo largo, lo dice senza mezzi termini, non è affar suo. «Ma che fate - ironizza coi cronisti che glielo chiedono - volete bestemmiare con me? Abbiate pazienza, io sono un modesto artigiano, loro facciano quello che vogliono».

Dunque Vincenzo De Luca va avanti, determinato a riconquistare la fascia tricolore nella sua città. Che la mattinata sarebbe stata foriera di novità, si era capito poco prima quando, rivolgendosi alla platea di un convegno organizzato da Asi Salerno, Ficei e Svimez, aveva ironizzato: «Qualche anno fa, quando facevo il sindaco... adesso vedo di divertirmi un altro poco, altrimenti che devo fare?». La folla applaude e lui chiosa: «Dovete andare a piedi a Pompei se decido di impegnarmi per come siamo ridotti...». In realtà la decisione è presa da mesi, da quando l’ipotesi del terzo mandato alla guida della Regione Campania è sfumato. A quel punto sono partite le manovre propedeutiche al suo ritorno in campo nella città che l’ha consacrato come politico.

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Il 16 gennaio scorso il sindaco Enzo Napoli, che era stato eletto per due mandati (ma era stato il suo facente funzioni nel periodo della decadenza dalla carica nel 2015, nominato vice sindaco), ha presentato le dimissioni da primo cittadino, sostenendo che Salerno avesse necessità di una «spinta propulsiva» che lui non era più in grado di dare. Un addio che aveva suscitato un vespaio di polemiche, diventato definitivo lo scorso 5 febbraio. Che a Salerno si sarebbe votato un anno prima della naturale scadenza del mandato era chiaro da mesi. Ma al momento, in campo, c’è solo Vincenzo De Luca.

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