Napoli, gelo e imbarazzo dei Dem: «Forte irritazione» del M5s per i continui attacchi a Fico
Il Mattino

Napoli, gelo e imbarazzo dei Dem: «Forte irritazione» del M5s per i continui attacchi a Fico

Sabato 21 febbraio 2026
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Inutile girarci attorno: non l?hanno presa bene al Pd nazionale e nemmeno a quello napoletano la discesa in campo dell?ex governatore. Non un fulmine a cielo sereno, era noto a tutti,...

Inutile girarci attorno: non l’hanno presa bene al Pd nazionale e nemmeno a quello napoletano la discesa in campo dell’ex governatore. Non un fulmine a cielo sereno, era noto a tutti, ma ieri diventa realtà. E se il Nazareno, irritato, da ieri pomeriggio inizia ad immaginare come gestire la trincea di Salerno, a Napoli si mugugna perché la notizia del ritorno di Vincenzo De Luca diventa la notizia del giorno all’assemblea del partito che ieri elegge il nuovo segretario (Francesco Dinacci).

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E, ancora, sempre ieri l’ex governatore non solo ironizza sul Campo largo ma, subito dopo, nella sua consueta diretta settimanale attacca il suo successore a palazzo Santa Lucia: «Non è il messia, sulle partecipate fa solo demagogia». Immaginate l’imbarazzo se ieri l’ospite di riguardo all’assemblea dem di Napoli è proprio il governatore Fico. Veleni, malumori e occhi puntati su Piero De Luca, nella sua doppia veste di segretario regionale del Pd e figlio dell’ex governatore, che dovrebbe gestire la vicenda salernitana come ha ribadito la segretaria Elly Schlein. Ma le bocche rimangono serrate ieri sera.

L'assise

Non è tra questi Marco Sarracino, il deputato fedelissimo della Schlein. «Sono ingenerosi e incomprensibili gli attacchi di De Luca al presidente Fico. Sono certo che il primo a difendere il presidente della Regione sarà il nostro segretario regionale (De Luca jr, ndr). Se non lo farà lui, lo faremo certamente con il gruppo dirigente nazionale e con il gruppo di Napoli», è il graffio del deputato che aggiunge sempre sulla Regione: «Siamo in una fase di profondo rinnovamento anche con criticità che abbiamo ereditato dalla passata stagione, a partire proprio dalle partecipate. Questo lavoro è sostenuto da tutta la coalizione e quindi anche dal Pd». E sulla candidatura di De Luca a sindaco è telegrafico: «La nostra posizione non cambia. Per noi che siamo testardamente unitari la priorità è tenere unito il campo largo».

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Impossibile sapere come se l’ex governatore ha già pronte tre liste civiche e di tavoli e campi larghi non ne vuole nemmeno sentire parlare: «Chi mi vuole votare, mi vota», dice sarcastico ieri mattina. Eppure il Campo largo lo evoca, sempre ieri, anche Piero De Luca rispondendo a chi gli chiede del caso Salerno: «In tutta la Campania, come per le elezioni regionali, partendo dai progetti, dalle idee, dai contenuti, lavoriamo per costruire insieme alle forze politiche e civiche di centro sinistra, con responsabilità e serietà, sia i programmi che le candidature più autorevoli e competitive, nell'interesse dei cittadini e delle comunità al voto».

E se le criticità sulle alleanze sono in diversi comuni, è a Salerno che i grillini hanno già lanciato l’avvertimento: «Chi rompe il patto qui, si assume la responsabilità delle politiche 2027». Insomma, stavolta, la situazione è molto più delicata: non si tratta solo di Salerno o la Campania ma della sfida per strappare il governo al centrodestra. «Siamo tutti consapevoli che viviamo un momento cruciale per il partito. Non solo per il referendum sulla giustizia ma soprattutto in vista delle amministrative. Partiamo dal modello di alleanza larga che ha vinto le elezioni in Comune e alla Regione ma - ragiona la presidente dem Susy Tartaglione - dobbiamo tenere conto anche delle peculiarità dei territori per presentare schieramenti credibili». «La prossime amministrative sono una scadenza importante e il Pd deve avere l’ambizione di guidare i processi politici assieme ai nostri alleati», avverte la presidente regionale dei dem Teresa Armato.

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«L’ambizione è costruire - incalza il neo segretario Dinacci - un campo progressista in tutte i comuni che andranno al voto. E inizieremo da subito per costruire scelte condivise e coalizioni coese attorno ai partiti». «Governiamo ovunque, dal Comune alla Regione, con alleanze larghe che sono un modello: un patrimonio che non può essere disperso», avverte il sindaco Manfredi, ospite dell’assise così come il governatore Fico. Con quest’ultimo che non risponde agli attacchi di De Luca ma nel suo intervento ribadisce la ratio del provvedimento sulle partecipate regionali: «Sono società pubbliche ed abbiamo il dovere di trasparenza su tutto. A cominciare da risorse, obiettivi ed assunzioni».

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