Cava de' Tirreni, violenze prima del match: condannati undici ultras
Il Mattino

Cava de' Tirreni, violenze prima del match: condannati undici ultras

Sabato 21 febbraio 2026
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Tafferugli e lancio di oggetti - compresa una bomba - contro agenti di polizia: condannati 11 ultras della Cavese. È quanto deciso dal Gup del Tribunale di Nocera Inferiore, Federico...

Tafferugli e lancio di oggetti - compresa una bomba - contro agenti di polizia: condannati 11 ultras della Cavese. È quanto deciso dal Gup del Tribunale di Nocera Inferiore, Federico Noschese, al termine dei riti abbreviati celebrati qualche giorno fa. La pena per tutti gli imputati è di 2 anni e 4 mesi di reclusione. Il giudice ha riconosciuto a tutti le attenuanti generiche equivalenti alle concorrenti aggravanti. Per tre degli imputati vi è stata anche assoluzione da una serie di accuse, come ad esempio resistenza a pubblico ufficiale e violazione del provvedimento di Daspo. La difesa era rappresentata dall’avvocato Mario Secondino. I fatti, invece, risalgono al 29 settembre del 2024.

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L’inchiesta fu condotta dalla Digos e dal commissariato di polizia di Cava de’ Tirreni. Le motivazioni delle condanne saranno depositate entro 60 giorni. Stando a quella che fu la ricostruzione degli inquirenti, almeno 60 persone - quel giorno - avrebbero atteso l’arrivo dei pullman, con a bordo i tifosi del Latina. L’incontro di calcio si sarebbe disputato nelle ore successive, nel pomeriggio. Il servizio d’ordine predisposto, tuttavia, evitò ai tifosi cavesi di raggiungere gli avversari. Gli ultras di casa, infatti, avrebbero cercato un contatto diretto con i loro avversari.

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Vista la strada bloccata, i tifosi metelliani - vestiti in modo identico e coperti integralmente al volto - cominciarono a lanciare svariati oggetti contro la polizia, schierata in strada per il servizio d’ordine. Bastoni, bottiglie di vetro, pietre, fumogeni e anche una bomba carta. Quest’ultima esplose a pochi metri di distanza dagli agenti. Un’azione durata circa 6-7 minuti, che costrinse diversi cittadini a trovare rifugio nell’area parcheggio di un esercizio commerciale. Gli agenti dovettero interdire l’accesso alle vie limitrofe, riportando la situazione alla normalità, dopo aver fatto allontanare il gruppo di ultras. La partita si svolse, poi, regolarmente.

La difesa dei singoli imputati, nella sua arringa, aveva contestato - tra le altre cose - il processo di identificazione dei coinvolti. L’accusa contestata - a seconda delle singole posizioni - era di intimidazione pubblica con l’uso di armi. Le zone interessate dagli scontri furono Corso Mazzini, viale Romano e via Marconi. A contribuire all’identificazione degli imputati furono diverse telecamere di videosorveglianza, oltre ad un lavoro sul campo condotto dalla polizia giudiziaria. Il gruppo di tifosi della Cavese sarebbe stato composto da oltre 500 persone. Tuttavia, sarà solo con il deposito della sentenza che sarà possibile ricostruire il ragionamento del Tribunale, in relazione alle singole condotte degli imputati. Per la difesa sarà possibile proporre, invece, eventuale appello.

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