Napoli, fermato l'amico di Ugo Russo: sparò contro la caserma "Pastrengo" dopo l'omicidio
Quando il suo sguardo ha incrociato quello degli agenti si è subito mostrato nervoso e preoccupato. Tanto è bastato a far scattare il controllo e le cattive sorprese non si sono...
Quando il suo sguardo ha incrociato quello degli agenti si è subito mostrato nervoso e preoccupato. Tanto è bastato a far scattare il controllo e le cattive sorprese non si sono fatte attendere. La task force scattata in questi giorni per arginare l’ultima ondata di violenza tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli dà subito i suoi frutti e in manette finisce questa volta una giovane-vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: il ventisettenne Vincenzo Sammarco, trovato in possesso di una pistola carica e pronta all’uso. Il suo nome era già balzato con prepotenza alla ribalta della cronaca nel marzo 2020. C’era anche lui, infatti, tra i componenti del commando che fece fuoco contro la caserma “Pastrengo” dopo l’omicidio dell’amico Ugo Russo, il babyrapinatore ucciso a Santa Lucia da un carabiniere che aveva provato poco prima a derubare del suo orologio.
APPROFONDIMENTI «Giustizia per Ugo Russo»: scritte su balconi a Napoli ai quartieri spagnoliCamorra a Qualiano, iniziato il processo al clan De Rosa: stese, estorsioni e droga per controllare il territorio“A Natale puoi”: 17 anni di solidarietà, Ipsseoa "Russo-Tognazzi" dona 800 chili di alimenti
Tornando all’attualità, ad arrestare Sammarco sono stati gli uomini della Sezione investigativa del commissariato Montecalvario, poliziotti esperti che ben conoscono i vicoli stretti tra via Toledo e corso Vittorio Emanuele. L’operazione è scattata ieri pomeriggio, quando gli agenti, percorrendo via Santa Maria Ognibene, hanno incrociato il ventisettenne. Quest’ultimo, subito fermato e controllato, è stato trovato in possesso di una pistola Browning calibro 6,35 con sei cartucce già inserite nel caricatore. L’arma è stata sequestrata e a breve sarà sottoposta agli accertamenti della Scientifica che dovrà verificarne l’eventuale uso in recenti fatti di sangue o stese. Per Vincenzo Sammarco si sono intanto aperte le porte del carcere di Poggioreale.
Sammarco ha già alle spalle diversi precedenti. Il più tristemente noto è quello legato all’escalation seguita alla morte di Ugo Russo. Alle 3,30 del mattino dell’1 marzo del 2020 viene constatato il decesso di Ugo Russo. Otto minuti dopo i medici del Pellegrini comunicano ai parenti la notizia della morte del 15enne. All’interno del pronto soccorso, dove sono presenti circa cento conoscenti del ragazzino, scoppia l’apocalisse. Nel mirino finisce anche un’auto di servizio della polizia di Stato e tre agenti, in particolare, vengono minacciati. Poco più tardi l’attacco al cuore dello Stato. Alcuni colpi di pistola vengono esplosi all’indirizzo della caserma che ospita il comando provinciale dei carabinieri, in via Morgantini. A dare fuoco alle polveri, secondo la linea accusatoria, sarebbe stato un cugino del 15enne ucciso, il primo a mettere a soqquadro l’ospedale. Le indagini portano presto all’individuazione dei responsabili e tra loro c’era proprio Vincenzo Sammarco, che in primo grado fu condannato a cinque anni di carcere, pena poi ridotta di sei mesi in appello.