Incendio al Sannazaro, c?è chi ritrova la propria casa: «Vogliamo un risarcimento»
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«Il palazzo sembra Černobyl, dal lato del teatro», sospira Tina Monti. Lei, al momento, è l’unica degli sfollati del Sannazaro a essere rientrata in casa, dopo l’ok arrivato dalla Protezione Civile. Per la precisione, in casa sono in due: lei e sua madre Concetta, ultraottantenne.
Tutti gli altri sono in attesa di capire come muoversi in una situazione tanto delicata. In effetti, affacciarsi sui resti del palco chiaiese rimanda ad atmosfere da bolgia dantesca. Gli stessi residenti dei civici interessati dal terribile rogo di martedì 17 non hanno notizie ufficiali, sul fronte delle cause. Ipotizzano che le fiamme si siano diffuse dal Sannazaro verso il palazzo – cosa che sarebbe in linea con l’anomalia del terzo piano, quasi del tutto risparmiato dall’incendio secondo i Vigili del Fuoco. Di fatto, non c’è però nessuna certezza, e non si escludono né il dolo né l’incidente. Sono invece di certo alle porte i giorni delle perizie di parte e delle assicurazioni. Martedì, non a caso, gli sfollati di Chiaia terranno una riunione di condominio in cui si parlerà tra l’altro anche della copertura assicurativa.
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Lo scenario
Il Sannazaro, se ci si affaccia dal palazzo adiacente, sembra un campo di guerra bombardato. Sul fondo di quello che era il palco del teatro di Chiaia, si nota ancora una sedia di scena, completamente carbonizzata. Si nota anche l’ossatura dei palchetti, più simili a caverne di cenere che a sedute di sala. Di tendoni e poltrone non è rimasto niente. Il Sannazaro, a oggi, è il cratere spento di un vulcano eruttato pochi giorni fa. Si sa che sono 6 (compreso il Sannazaro) gli immobili messi sotto sequestro dalla Procura di Napoli: 5 appartamenti delle 28 unità immobiliari censite, in sostanza, non sono più agibili. Le persone sfollate, vista la presenza di numerosi uffici e di due b&b (uno dei quali è sotto sequestro), sono 26 in totale. 24, dopo il rientro di Tina Monti e di sua madre. Nelle indagini, si ipotizza il reato di incendio colposo a carico di ignoti. Al teatro, già martedì mattina, era arrivato il procuratore aggiunto Antonio Ricci. Il fascicolo è invece stato affidato al sostituto procuratore Mario Canale. Gli altri immobili sequestrati sono la casa parrocchiale di Santa Maria della Mercede (la chiesa che è compresa nel complesso di via Chiaia) e l’appartamento della signora Anna Infante, 70 anni e un fratello disabile, che ha perso tutto.
L’aria
«Il teatro è una bomba a cielo aperto – aggiunge Tina Monti, che è una docente, presidente dell’associazione Megaride Felice, membro della consulta della prima municipalità e componente della commissione regionale alle Pari Opportunità – l’area è è stato messo in sicurezza, visto che il fuoco è spento, ma ad oggi non c'è copertura che ci protegga dalle polveri sottili, ceneri, diossina che è nell'aria e si propaga per tutta via Chiaia». E nel palazzo, inoltre, vanno rifatti i servizi: dalla fecale, che si è sciolta, fino alla messa in sicurezza delle aree comuni e dei balconi affacciati sul teatro.
«L’Arpac, sotto al palazzo, ha installato degli attrezzi per rilevare la qualità dell’aria – prosegue la Monti – Cerco di guardare il lato positivo e ringrazio di essere viva. Grazie poi alla Municipalità, ai pompieri e alle forze di polizia, a Enel e Abc che hanno lavorato sodo in queste ore. Sono l’unica a essere rientrata, assieme a mia madre e alla mia coniglietta Megaride. C’è bisogno di prendere un perito che ci tuteli. Molti dei condomini hanno infatti l’affaccio sul teatro, che è compromesso e inibito. Io abito al terzo piano, il meno intaccato dal rogo. Il mio appartamento sta bene, anche se per ora indossiamo le mascherine per sicurezza. Esiste un’assicurazione condominiale, che spero copra i lavori in attesa che si stabiliscano le responsabilità. Non possiamo certo aspettare che il teatro sia ricostruito per rimettere in sesto il palazzo».