Sanremo 2026, Francesco D'Alessio con LDA e AKA 7even in diretta con Il Mattino: «Io tifo Napoli, la nostra città sta facendo una bella figura»
Tanta Napoli, e della più orgogliosa, questa mattina con il direttore d'orchestra Francesco D'Alessio e il duo formato da LDA e AKA 7even alla live de Il Mattino, un...
Tanta Napoli, e della più orgogliosa, questa mattina con il direttore d'orchestra Francesco D'Alessio e il duo formato da LDA e AKA 7even alla live de Il Mattino, un terzetto di “scugnizzi” ancora euforico dal successo nella terza serata del Festival di Sanremo.
«I ragazzi sono stati molto felici della Top Five, sono corsi nella mia camera a svegliarmi per fare una diretta ma non ci credevano neanche loro», racconta visibilmente entusiasta il direttore D'Alessio, nipote di uno dei campioni della musica napoletana Gigi D'Alessio, «Se lo meritano, hanno lavorato tanto, anche la performance è stata perfetta e sono stati i migliori a cantare, secondo me».
APPROFONDIMENTI Chi vince la serata cover di Sanremo 2026, ci sono due favoritissimi: ma occhio al terzo incomodoNon si può non notare la passione con cui D'Alessio parla dei suoi ragazzi e soprattutto della loro musica, riguardo al pezzo di Sanremo di LDA e AKA 7even, “Poesie Clandestine”: «Abbiamo lavorato tanto sulla canzone, fare le cose semplici non è facile, è stato tutto costruito da zero cercando di non essere “volgari”, anche per quanto riguarda la scrittura, il napoletano usato è un napoletano pulito non invadente».
Il direttore d'orchestra è ormai alla sua terza esperienza sanremese, la prima fu sempre con LDA e la seconda, ben più controversa, con Geolier, con cui vinse la serata delle cover, «Quello era il Festival di Emanuele, tra numeri e pubblico, eppure, ancora parliamo dei fischi dopo i risultati della cover» riferisce visibilmente dispiaciuto, «Fu un boccone amaro da buttare giù, una cosa bruttissima, va bene tutto, ma i fischi in platea sono qualcosa di indefinibile».
Ma l'atmosfera ci ha messo poco a diventare nuovamente effervescente quando al musicista è stato chiesto di parlare della sua ossessione principale: la musica, e in particolare di quale fossero le canzoni del Festival di quest'anno che lo avevano colpito.
«Da musicista napoletano sono contento della standing ovation a Sal da Vinci, mi sono emozionato, c'è molta Napoli in questa edizione, e quando scorro sui social e vedo, per esempio, un'intervista del maestro Campagnoli che parla di me, capisco quanto noi Napoletani siamo una famiglia, “o sang ce coce” per così dire, è una cosa bella, c'è uno scambio d'affetto e di rispetto».
E quest'anno il sangue ribolle sicuramente anche ai due giovani cantanti, che collegati alla live si annunciano già estremamente carichi, «Ci stiamo divertendo, vada come vada, anche dovessimo arrivare ultimi, noi siamo allegri e spensierati, facciamo il mestiere più bello della mondo, abbiamo già vinto» così LDA, a cui da man forte il suo compagno Aka 7even: «Stiamo facendo tutto quello che volevamo fare e stiamo amando questo Sanremo, rimarrà un bellissimo ricorso».
Sanremo 2026, Da Vinci-Luchè: Festival formato cantaNapoli
I due cantanti sembrano molto carchi per la serata cover di questa sera, nonostante «Elettra ha super ragione, non è possibile, questi “party bilaterali” vanno avanti fino alle quattro del mattino», scherza Aka dopo aver parlato del suo orgoglio nel poter cantare nella quarta serata una cover di “Andamento lento” accompagnato da Tullio de Piscopo, «Siamo molto onorati di stare al fianco di una leggenda, il fatto che il maestro stia dedicando del tempo a noi, ci rende molto grati».
Al duo viene poi chiesto: Ragazzi per voi chi vince Sanremo?
Ancora una volta l'orgoglio partenopeo si fa sentire nella risposta di LDA: «Se non vincono Fedez e Masini, vince Sal da Vinci, perché la canzone gira, ed è oggettivo che canta bene e che sia una spada sul palco». Aggiunge poi: «Tutti noi napoletani stiamo facendo fare una bella figura alla nostra città, io tifo per Napoli, sarei contento se vincesse Sal, Samurai Jay, o se vincesse Luchè», conclude poi sorridendo, «Magari anche se vincessimo noi, non sarebbe male».