Domenico Caliendo, anche Fico tenuto all'oscuro: «L'ho scoperto solo dai giornali: ora le istruttorie, poi le scelte»
Per il momento non vuole esprimersi sul commissariamento del Monaldi ma su una cosa Roberto Fico vuole essere chiaro. «Della gravità della situazione ho iniziato a saperla da...
Per il momento non vuole esprimersi sul commissariamento del Monaldi ma su una cosa Roberto Fico vuole essere chiaro. «Della gravità della situazione ho iniziato a saperla da febbraio, quando sono uscite le prime notizie sui giornali», dice il governatore scandendo bene le parole ieri pomeriggio a palazzo Santa Lucia sollecitato dalle domande dei cronisti.
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Il riferimento è alla tragica catena di errori che ha causato la morte del piccolo Domenico Caliendo sabato scorso dopo una lunga agonia: dal trapianto di cuore del 23 dicembre sino al 7 febbraio quando il Mattino, per primo, racconta l’intera vicenda. Ed è solo allora che il governatore, che ha la delega alla Sanità, viene a sapere come il resto del Paese di quanto è accaduto: «In quel momento da noi è stato appreso che c'è stato molto di più rispetto ad un’operazione non andata bene. In quei giorni di febbraio - aggiunge - si è capito che la situazione era molto grave e non era mai stata rappresentata in questa maniera. Non ho mai avuto una chiamata sulla situazione, prima - evidenzia - che uscisse sui media». Il governatore, insomma, è stato tenuto completamente all’oscuro di tutto e solo dopo, su sua sollecitazione, ha avuto le prime notizie dai vertici sanitari.
Fico: «Gravità situazione al Monaldi appresa dai media a febbraio»
«Chiaramente ho parlato con la direttrice del Monaldi (Anna Iervolino, ndr). Ma non riporto ora quello che ci siamo detti nelle telefonate», aggiunge prima di specificare nuovamente come sino ad allora, sino a febbraio dopo oltre un mese dall’intervento non riuscito, non sapesse nulla: «Sulla gravità della situazione non ho avuto nessuna telefonata. Credo che al Monaldi hanno iniziato poi a fare audit e così via, piano piano, è emersa la situazione. Quando poi sempre di più è emerso chiaramente il caso, ho attivato i poteri. Prima era esclusivamente una operazione non andata bene».
I poteri
«Io ho attivato nell’immediato tutti i poteri previsti per controllare, vigilare e comprendere cosa fosse successo. La Commissione che ho individuato ha concluso una relazione che è al vaglio anche del ministro, che dovrà poi fare anche la relazione con i propri ispettori. E poi vedremo», ha spiegato sempre Fico che non vuole esprimersi sul commissariamento del Monaldi che pure è un’ipotesi concreta man mano che passano le ore ed emergono una serie di responsabilità su tutta la gestione del trapianto. «Prima di definire il tutto, vorrei - aggiunge sempre Fico - chiudere definitivamente l’istruttoria da parte della direzione generale Salute della Regione Campania e aspettare anche quella del ministero, poi la magistratura farà il proprio corso».
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Ovviamente tocca intervenire anche perché, e di questo il governatore ne è consapevole, in questo momento c’è una sfiducia crescente degli utenti campani sul Monaldi dopo quanto accaduto. «Ci sono centinaia e centinaia di operatori sanitari, medici, infermieri, che sono grandissimi professionisti, che ogni giorno mandano avanti la sanità pubblica in Campania e a tutti loro va il sostegno della Regione per continuare un lavoro importante che quotidianamente fanno, lavorando a pieno ritmo, a pieno regime», spiega il governatore riferendosi alla sfiducia generale verso i camici bianchi del nosocomio della zona collinare. E aggiunge: «Tutte queste professionalità vanno valorizzate. Questo non ci fa assolutamente dimenticare quello che è successo al Monaldi». Poi ribadisce ancora il suo impegno sulla vicenda: «Ho mandato una commissione di ispettori che ha fatto una relazione importante di 290 pagine, poi vedremo il prosieguo, al di là della magistratura. Io - aggiunge il governatore campano - faccio riunioni sempre con i direttori di Asl e ospedali. Siamo all’inizio di un percorso e la mia attenzione va anche al sistema complessivo della sanità campana che ogni giorno cura migliaia e migliaia di persone: tutte le professionalità della nostra Regione che lavorano nella sanità non solo vanno rispettate, ma vanno incentivate a continuare il lavoro che fanno ogni giorno».