Intervista a Luciano Violante: «Siniscalchi giurista gentile: difese sempre le istituzioni»
Il Mattino

Intervista a Luciano Violante: «Siniscalchi giurista gentile: difese sempre le istituzioni»

Sabato 28 febbraio 2026
6 visualizzazioni

«Un gentiluomo della politica e del diritto, in grado di mantenere sempre il medesimo atteggiamento, gentile, garbato, mai arrogante, eppure acuto e profondo, tipico di quella classe...

«Un gentiluomo della politica e del diritto, in grado di mantenere sempre il medesimo atteggiamento, gentile, garbato, mai arrogante, eppure acuto e profondo, tipico di quella classe intellettuale e dell’alta borghesia napoletana cui apparteneva». Così Luciano Violante, ex presidente della Camera, tratteggia la figura dell’avvocato Vincenzo Siniscalchi, scomparso il 12 febbraio di due anni fa.

APPROFONDIMENTI

Fico: «Gravità situazione al Monaldi appresa dai media a febbraio»Fico: «Conclusa relazione commissione su Domenico, al vaglio del ministro»Valditara: «Per le scuole delle Campania oltre 2 miliardi di investimenti»

Oggi a Napoli nel corso di una cerimonia a Castel Capuano (inizio, ore 11) ne sarà ricordato il profilo e sarà scoperto un busto marmoreo realizzato dal maestro Christian Leperino. All’evento prenderanno parte, tra gli altri, Carmine Foreste, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Maria Rosaria Covelli e Aldo Policastro, rispettivamente presidente e procuratore generale della Corte d’Appello, il sindaco Gaetano Manfredi, il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, Tullio Morello, Consigliere del CSM, il professor avvocato Franco Coppi.

Nordio dopo l'assoluzione di Salvini: «Risarcire gli errori dei Pm»

Presidente Violante, c’è qualche aneddoto o ricordo personale che in questo momento le sovviene rispetto alla figura di Vincenzo Siniscalchi?

«Ho avuto più volte modo di confrontarmi con lui sia nel corso dell’attività parlamentare sia in relazione al suo ruolo di consigliere del Csm. Ricordo la sua passione per lo studio e la profondità di pensiero, il suo senso di lealtà ma, parallelamente, la sua umiltà, il suo modo sempre cortese di ricercare il dialogo, il confronto, la visione dell’altro. Ecco, Vincenzo era pervaso da quella specifica qualità umana che noi oggi chiameremmo grande educazione civile».

Pensa che in lui sia prevalso lo spirito del giurista rispetto a quello del politico?

«Il suo è sempre stato un atteggiamento improntato alla riflessione e al profondo equilibrio: come parlamentare, come giurista, come componente del Csm. Anche nell’interpretazione del suo mandato parlamentare Vincenzo non ha mai fatto né ostentazione né esercizio di potere; ha interpretato la missione politica con spirito di servizio senza mai manifestare la hybris del potere».

Meloni sul premierato: «La riforma è un rischio, non la faccio per me ma io non indietreggio»

Manca meno di un mese al Referendum: senza entrare nel merito della riforma, il clima resta però quello di uno scontro perenne tra politica e magistratura. È d’accordo?

«Il rapporto dualistico tra politica e magistratura affonda le sue radici sin dalla lotta al terrorismo. Il sacrificio di vite umane, 24 magistrati uccisi nell’ambito dell’azione di contrasto contro il terrorismo e la mafia, ha fatto crescere nell’opinione pubblica il supporto, la fiducia e il consenso attorno alla magistratura. Poi c’è stata la vicenda di tangentopoli, con la crisi del sistema e il lungo dibattito in seno all’opinione pubblica. Ricordo che anche Vincenzo era molto preoccupato rispetto a un possibile sbilanciamento dell’equilibrio tra poteri dello Stato e alla necessità di salvaguardare i meccanismi di tutela della democrazia. Oggi credo che la riforma della giustizia varata a maggioranza dal governo determini un ulteriore squilibrio con un forte sbilanciamento dei poteri sulla figura del pubblico ministero».

Lei in una recente intervista ha detto: il vero problema della democrazia italiana non è come vincere ma come far votare... Come risolvere questo rebus?

«C’è il forte rischio di trovarci di fronte a un grave deficit di rappresentanza: quando a un cittadino viene sottratta la possibilità di scegliere, viene compresso il diritto di rappresentanza (il riferimento è alla modifica della legge elettorale il cui testo è stato presentato giovedì in Senato dalla maggioranza, ndr). L’ipotesi di proporre all’elettore una lista bloccata rappresenta il volere del capo non il diritto di scelta del popolo. E ricordo che già negli anni scorsi più volte Vincenzo aveva espresso preoccupazione rispetto a questa deriva».

Morta Giulia De Marco, moglie di Luciano Violante. È stata una delle prime donne ad entrare in magistratura nel 1965

Quanto è cambiata, se è cambiata, la percezione dell’Italia all’estero?

«Devo dire che il peso internazionale dell’Italia è cresciuto e che il presidente del Consiglio Giorgia Meloni sta facendo un grande lavoro in questa direzione. Il governo Meloni non è il governo della mia parte politica ma va dato atto alla premier di aver lavorato con profondo impegno per accrescere il prestigio del Paese a livello internazionale. Detto questo, credo che vadano incoraggiate e seguite le indicazioni dell’Agenda Draghi che stabilisce delle priorità non più rinviabili indipendentemente da quelle che saranno le decisioni della Ue. Ma aggiungo che anche i meccanismi decisionali dell’Unione Europea vanno aggiornati e adeguati alla realtà del nostro tempo, a cominciare dal criterio delle votazioni all’unanimità. Su questo è in gioco il futuro dell’Italia, dell’Europa e del ruolo che esse avranno nel nuovo ordine mondiale».

Condividi questo articolo