Pasticcio Municipalità, lasciano 18 consiglieri: «Ma dimissioni nulle»
Un gruppo di consiglieri si presenta dal direttore della Municipalità Roberta Sivo e presenta un documento con le firme di diciotto consiglieri che rassegnano le dimissioni. Rischia di...
Un gruppo di consiglieri si presenta dal direttore della Municipalità Roberta Sivo e presenta un documento con le firme di diciotto consiglieri che rassegnano le dimissioni. Rischia di consumarsi, così, una pagina a suo modo storica nella recente storia istituzionale di Napoli: per la prima volta un Consiglio municipale è a un passo dallo scioglimento. Anche se a Palazzo San Giacomo, dopo le opportune verifiche, sostengono che le dimissioni non sono valide. Resta, però, il nodo politico. Accade nella settima Municipalità, territorio che corrisponde ai quartieri di Miano, Secondigliano e San Pietro a Patierno.
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Il caso
Per comprendere il nuovo pasticcio che vede protagoniste le Municipalità napoletane bisogna riavvolgere il nastro di almeno un mese. Il presidente della Municipalità Antonio Troiano (Movimento 5 Stelle) e la sua Giunta avevano ricevuto una mozione di sfiducia, sottoscritta da un gruppo di consiglieri di maggioranza, che non era stata ancora discussa. Opposizione e parte della maggioranza lo attaccano: sta prendendo tempo. E così, ieri, al termine di una riunione di Consiglio concitata, iniziata con la surroga e il ricordo di Ciro Formica (consigliere del Pd precocemente scomparso la scorsa settimana), diciotto consiglieri hanno protocollato le loro dimissioni al direttore della Municipalità. Ci sono i sei esponenti dell’opposizione, che subito hanno esaltato la vittoria politica, ma soprattutto ampi pezzi della maggioranza: dal Partito democratico allo stesso Movimento 5 Stelle che si schiera contro il suo stesso presidente. La palla, così, passa a Palazzo San Giacomo che, se le dimissioni fossero state valide, avrebbe dovuto commissariare l’Ente.
Ma al Comune sono subito partite le valutazioni giuridiche. E in serata arriva la precisazione: «Il Consiglio resta pienamente in carica. L’atto di dimissioni collettive presentato da alcuni consiglieri è da considerarsi giuridicamente nullo e privo di effetti». Le motivazioni? Due. La prima: «Mancanza della contemporaneità: l’atto non è stato sottoscritto e presentato contestualmente dalla totalità dei firmatari». E soprattutto c’è irregolarità formale: «La procedura non ha rispettato i requisiti di legge previsti dal Tuel che impone la presenza fisica o l’autenticazione delle firme per garantire la validità delle dimissioni». Resta il dato politico: nella settima Municipalità il presidente e la sua Giunta non hanno più una maggioranza. E anche a Palazzo San Giacomo hanno preso atto dei conflitti esistenti da mesi sul territorio.
Le motivazioni
Ma quali sono le motivazioni politiche alla base della decisione di 18 consiglieri, di maggioranza e di opposizione, di dimettersi? Era fine gennaio quando i consiglieri di maggioranza, guidati da esponenti del Pd e del M5S, firmarono una mozione di sfiducia al presidente del parlamentino. Nella missiva, che fu inviata anche al sindaco Gaetano Manfredi, i consiglieri firmatari parlano senza giri di parole di «gravi criticità nell’azione politica e amministrativa», tali da aver determinato una progressiva perdita del rapporto fiduciario con i gruppi di maggioranza. Fuori dai documenti ufficiali, c’era stata più volte una richiesta di rimpasto di Giunta a cui Troiano - accusano alcuni consiglieri di maggioranza - non aveva risposto. Ma anche un altro aspetto ha inciso: il taglio dei gettoni deciso dal consiglio comunale per le Municipalità.
Sono in tanti a leggere così la questione: «Se non ci fosse stato il taglio dei gettoni, con le cifre maggiori percepite fino a qualche mese fa, non si sarebbe arrivati alle dimissioni, nonostante le motivazioni politiche», ragionano molti consiglieri sia comunali che municipali. Ora la scelta delle dimissioni, vista la nullità dell’atto di ieri, dovrà essere confermata dai firmatari. Tempo che potrebbe essere utilizzato da Troiano per provare a far rientrare il caso politico. Nel frattempo, prima della nota di Palazzo San Giacomo, dall’opposizione erano già partiti attacchi al veleno. Parla di «gravi criticità, disattenzioni e ritardi» nell’operato amministrativo la segretaria cittadina di Forza Italia Iris Savastano, forza rappresentata a livello municipale da Giuseppe Pistone. Il numero uno cittadino di Fratelli d’Italia Marco Nonno e il consigliere municipale Rosario Loffredo parlano di «fallimento politico del campo largo».