Sanremo 2026, ecco la notte delle cover: non sono solo canzonette
Non maramaldeggiamo, dai, la serata delle cover fa sempre lo stesso effetto: «Queste sì che sono canzoni». Vuoi mettere «Avvoltoi» con «La settima luna»?...
Non maramaldeggiamo, dai, la serata delle cover fa sempre lo stesso effetto: «Queste sì che sono canzoni». Vuoi mettere «Avvoltoi» con «La settima luna»? Vuoi mettere «I romantici» con «Mi sono innamorato di te»? Sanremo è così, prima ti propina la solita sbobba da trottolini amorosi con le canzoni in gara, poi ti ricorda che si può parlare d'amore in bel altro modo, che si può cantare anche di altri temi.
APPROFONDIMENTI La polemica tra Grignani e Pausini, il cantante a Carlo Conti: «Mi dai il numero di Laura così la chiamo?»Massimo Boldi balla ‘Asereje’ sui social e 'rispolvera' il film 'Natale sul Nilo'Vincenzo Schettini e il messaggio sulle dipendenze: «Genitori parlate con i ragazzi»
Ma stasera si torna alle trenta canzoni (ma davvero dobbiamo chiamarle così?) in gara. Chi vincerà? Il complicato intrigo di vicoli e delitti rappresentato dal regolamento, dalle somme di televoto e giudizio della sala stampa e delle radio, dalla mancata conoscenza della classifica parziale, costringe i vaticinanti ad arrampicarsi sui muri. Fedez-Masini («Male necessario»), Arisa («Magica favola») e Serena Brancale («Qui con me») sono gli unici artisti ad essere entrati in tutte le cinquine parziali. Sal Da Vinci («Per sempre sì») sembra godere di uno straordinario rapporto con il pubblico, ha il televoto e le radio (anche le piattaforme volendo) dalla sua parte, bisognerà vedere come si muoverà la stampa, come voteremo noi. La corsa finale sarà a cinque, ai nomi fatti finora sarà bene aggiungere quelli di Luchè, Sayf, Tommaso Paradiso e Nayt, forse anche la coppia di scugnizzi Lda-Aka 7even e Ditonelllapiaga, vincitrice ieri sera davanti a Sayf, Arisa, Bambole di Pezza, Trdici Pietro, Sal Da Vinci, Lda-Aka 7even, Nayt, Dargen D’Amico e Luchè. I bookmaker per la finalissima danno ancora favoriti Fedez e Masini (quotati a 2,75 da Snai, Sisal e GoldBet). Da Vinci segue (è dato a 4 da Snai, a 3,50 da GoldBet e a 3 da Sisal).
Stasera si sommeranno i voti delle prime tre serate, e si ripartirà da quella classifica, senza che in alcun modo pesi il verdetto di ieri, importante solo per il titolo di vincitore di manche. Una manche passata dal puro divertimento (Elettra Lamborghini con Las Ketchup in «Aserejé»; Le Bambole di Pezza con Cristina D’Avena in una «Occhi di gatto» ledzeppelinizzata; Fulminacci con Francesca Fagnani in «Parole parole» a parti invertite) a momenti di inattesa intensità: Dargen D’Amico ha mozzato il fiato nel mashup messo in piedi con la complicità di Pupo e della tromba di Fabrizio Bosso: l’innocua «Su di noi» conviveva con «Il disertore» di Boris Vian, «Gam gam», canzone scritta - con i versi del salmo 23 - per commemorare l’oltre milione e mezzo di bambini ebrei uccisi dai nazisti, una frase chapliniana da «Il grande dittatore» («Più che macchinari ci serve umanità») e la voce di Papa Francesco a chiudere: «Non rassegnamoci alla guerra». Pacifisti ad oltranza, come quelli di Boris Vian, anche i versi scritti dal cantautore di «Ai Ai»: «Qui si parla solo d’armi e in strada solo soldati... Figlio mio ti auguro di nascere il giorno dell’armistizio».
Un autentico colpo di scena, tenuto nascosto sino all’ultimo momento, anche l’arrivo di Gianni Morandi per duettare con il figlio Tredici Pietro sulle note di «Vita», omaggio doc a Lucio Dalla quanto «La settima luna» in cui Paradiso ha voluto essere spalleggiato dagli stadio. Prepotente, divertente, energetica la «Andamento lento» che Lda e Aka 7ven hanno inscenato con la complicità di Tullio De Piscopo, 80 anni appena compiuti. Meritata la vittoria di Ditonellapiaga con il fenomeno del momento TonyPitony alle prese con «The lady is a tramp»: un numero di gran varietà, con inciso rabagliatiano sulle note di «Ba-ba-baciami piccina». Fortemente spettacolare - nonostante la falsa partenza per problemi di microfono - anche la «Baila morena» che Samurai Jay ha montato con Belén Rodríguez e la tromba di Roy Paci. Applauditissima dall’Ariston la «Cinque giorni» a due voci di Sal Da Vinci e Michele Zarrillo. Più banali Eddie Brock con Moro in «Portami via», Mara Sattei con Mecna «L’ultimo bacio», Raf (con The Kolors per «The riddle» di Nick Kershaw). Patty Pravo ha reso onore all’amica Ornella Vanoni con «Ti lascio una canzone» (ed il ballerino Timofej Andrijashenko), ma è piaciuto di più il tributo di Michele Bravi con Fiorella Mannoia sulle note di «Domani è un altro giorno».
Bacio saffico per Levante a Gaia alle prese con «I maschi» di Gianna Nannini, scelta anche da Fedez-Masini («Meravigliosa creatura» col violoncellista Stjepan Hauser). Malika Ayane ha duettato con Claudio Santamaria «Mi sei scoppiato dentro il cuore», Maria Antonietta & Colombre hanno arruolato Brunori Sas per una deliziosa «Il mondo». Scombinata quanto necessario «E la vita, e la vita» con J-Ax a guidare Cochi Ponzoni, Paolo Jannacci, Paolo Rossi, Ale e Franz. Serena Brancale poteva contare su un classicissimo come «Besame mucho» più Gregory Porter e Delia, ma ha sprecato l’opportunità riempiendo troppo la sua interpretazione, come in quelle ricette in cui si sperperano ottimi ingredienti con una preparazione inutilmente pasticciata.
Enrico Nigiotti ha cercato in Alfa il complice per la bersaniana «En e Xanax», Sayf ha mostrato un altro volto della sua creatività con la «Hit the road Jack» affrontata con tromba, Britti e Biondi, Francesco Renga ha coinvolto Giusy Ferreri in quella «Ragazzo solo, ragazza sola» che altro non è che la mogoliana traduzione italiana di «Space oddity» di David Bowie. Arisa si è impossessata da par suo di «Quello che le donne non dicono» anche senza giovarsi troppo del contributo del corto del Teatro Regio di Parma. A notte tarda è toccato a Ermal Meta con Dardust in «Golden hour», nayt con Joan Thiele in «La canzone dell’amore perduto», Luchè con Gianluca Grignani in «Falco a metà» e barre scritte apposta come «Fra’ da dove vengo io dio ha un’altra forma» e «come posso odiare Gomorra se son stato il primo a cantarla»), Chiello orfano di Morgan in «Mi sono innamorato di te», Leo Gassmann con Aiello in «Era già tutto previsto».
Stasera si chiude con Giorgia Cardinaletti co-conduttrice accanto a Conti e Pausini. Ieri ad arricchire il menù le gag di un Alessandro Siani in ottima forma, presenza tenuta segreta fino alla fine, il ritorno di Bianca Balti ed il premio alla carriera a Caterina Caselli. Ah, e gli ascolti? 9.543.000 telespettatori per la terza serata, pari al 60.6% di share. Più di un milione in meno, ma quasi un punto di share in più. Chi si contenta gode. E la Rai si accontenta, sperando che il repertorio di ieri sera abbia invertito ulteriormente la rotta.