Baia, insegue e picchia l?ex, le botte in un video: arrestato per stalking
Attraverso il Gps installato sull?auto della sua ex moglie l'ha pedinata nel cuore della notte e le ha teso una violenta imboscata. Una volta giunti sul porto di Baia, davanti alle...
Attraverso il Gps installato sull’auto della sua ex moglie l'ha pedinata nel cuore della notte e le ha teso una violenta imboscata. Una volta giunti sul porto di Baia, davanti alle barche ormeggiate, si è intrufolato nell’abitacolo, l’ha colpita con schiaffi e pugni strappandole dalle mani lo smartphone. Non contento, una volta usciti dall’auto, davanti al tentativo della donna di rimpossessarsi del telefono, ha ripreso a colpirla. Fino alla provvidenziale fuga della vittima verso gli uffici della capitaneria di porto di Baia dove ha trovato un militare che l’ha accolta e protetta. Epilogo che ha messo fine all’incubo in cui era piombata una 44enne di Napoli da tempo vittima del suo ex marito, un operaio di 43 anni, che è stato arrestato ieri dai carabinieri della stazione di Pozzuoli per atti persecutori, maltrattamenti in famiglia, rapina impropria, lesioni personali e violenza privata.
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Un arresto arrivato in differita grazie alle immagini delle telecamere dei sistemi di sorveglianza installate sul porticciolo di Baia, frazione del comune di Bacoli, che hanno ripreso quei lunghi e interminabili minuti di violenze.
La dinamica
Tutto inizia nella tarda serata di giovedì, dopo che la donna aveva accompagnato una sua amica all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli per una visita. Di ritorno a casa, è iniziato l’incubo. La 44enne, lungo la strada, si accorge di avere alle calcagna una station wagon nera nella quale c’era il suo ex marito, padre dei suoi figli di 18 e 12 anni, che ancora non ha accettato la fine della loro relazione e nonostante ben quattro denunce a sua carico, l’ultima nel giorno di Natale.
Secondo quanto raccontato dalla donna ai carabinieri il suo ex marito la pedina costantemente ad ogni ora del giorno e della notte: mentre si reca in ufficio, sotto casa, quando esce. Non solo appostamenti ma anche urla, offese e minacce che si sono ripetute più volte negli ultimi mesi. «Non voglio parlare, non voglio stare più con te, devi parlare solo attraverso gli avvocati» sono state le parole che la 44enne ha rivolto al suo ex. Una scelta, quella si recarsi in quel luogo, non casuale: la donna, sapendo della presenza di telecamere e degli uffici della capitaneria, aveva voluto evitare un pericoloso inseguimento da parte dell’uomo. Sul porto ha tentato di nascondersi per far perdere le proprie tracce, ma è stata tradita dallo squillo dello smartphone. Prova a scappare ma viene bloccata dal 43enne che si fionda nell’auto dove iniziano le violenze. Accecato da rabbia e gelosia le afferra il polso e le strappa il cellulare.
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L’aggressione
Poi la colpisce ripetutamente dentro e fuori dall’auto. Schiaffi, pugni e strattonamenti che la costringeranno a ricorrere alle cure dei sanitari: condotta al pronto soccorso dell’ospedale di Pozzuoli sarà medicata con una prognosi di ventuno giorni. Nel frattempo l’uomo scappa, dopo che la donna viene aiutata da un militare che le aveva aperto le porte degli uffici della Capitaneria. Quest’ultimo, infatti, la fa entrare mentre il suo ex marito urla e scalpita dietro la recinzione della struttura militare poi andar via. I carabinieri immediatamente si mettono alla ricerca dell’aggressore che viene rintracciato a casa ed arrestato.