Mirabella Eclano, capitale della cultura: «Pronti a fare la storia»
Il Mattino

Mirabella Eclano, capitale della cultura: «Pronti a fare la storia»

Sabato 28 febbraio 2026
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Capitale della cultura 2028: il dato è tratto. Ora è il momento dell'attesa. E della speranza. Che, se ancora ce ne fosse bisogno, s'è pure rafforzata dopo le...

Capitale della cultura 2028: il dato è tratto. Ora è il momento dell'attesa. E della speranza. Che, se ancora ce ne fosse bisogno, s'è pure rafforzata dopo le audizioni di ieri mattina nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura. La giuria di esperti indipendenti, guidata da Davide Maria Desario - e composta da Stefano Baia Curioni, Vincenzina Diquattro, Luca Galassi, Luisa Piacentini, Davide Rossi e Vincenzo Trione - ora ha tutti gli elementi per valutare il dossier L'Appia dei popoli. Incubatrice di art thinking che candida il piccolo comune della Media Valle del Calore a Capitale della cultura 2028. Unica città a rappresentare la regione Campania, ieri mattina a Roma, in via del Collegio Romano, con il sindaco Giancarlo Ruggiero c'erano l'assessore alla Cultura Raffaella Rita D'Ambrosio, il vicepresidente della Provincia Franco Di Cecilia, il direttore artistico Francesco Cascino, quello organizzativo Errico Formichella, il responsabile delle attività creative Enzo Abbate, e il poeta Massimo Lo Pilato.

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«Vogliamo creare relazioni e connessioni», spiega il sindaco Ruggiero. «Per questo siamo partiti dalla Via Appia, oggi patrimonio Unesco. Il tratto che attraversa Mirabella è stato definito "l'Appia dei popoli" proprio per il suo ruolo di connettore. Qui la cultura ha un'importanza strategica: e noi lavoriamo per una città più colta e più felice». Il primo cittadino ricorda poi l'esperienza del G7 dei ministri dell'Interno, presieduto da Matteo Piantedosi, ospitato sul territorio, «a testimonianza della capacità organizzativa e della solidità del sistema sicurezza». Un'idea condivisa a livello provinciale: «Con Mirabella si candida tutta l'Irpinia», dice il vicepresidente della Provincia, Franco Di Cecilia, sottolineando la dimensione territoriale del progetto.

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La candidatura nasce da un percorso partecipato: «È una presa di coscienza civica», evidenzia l'assessore D'Ambrosio. «L'Appia è un cammino che porta oltre una comunità già in movimento. Come deve esserlo la cultura: con consapevolezza e responsabilità». Di qui, l'idea di un museo diffuso, le cui prime tappe sono state i workshop e i laboratori. «Tra le iniziative più significative Cartoline dall'Appia", che ha coinvolto le scuole in un esercizio di immaginazione sul futuro». Ma ora - conclude D'Ambrosio - «dobbiamo fare presto, come monito a garantire opportunità concrete alle nuove generazioni».
Il direttore artistico Francesco Cascino parla di «desideri, passioni e bisogni della comunità». L'Appia dei popoli diventa così metafora di una strada che unisce e genera: «Immaginiamo un'arte pubblica e permanente, frutto della partecipazione e della condivisione con la popolazione». A suggellare l'audizione anche un cortometraggio poetico che ha raccontato per immagini l'anima del progetto. Non solo visione, anche e soprattutto organizzazione. Formichella sottolinea: «Il pubblico sarà parte integrante dell'opera. Vogliamo costruire un distretto territoriale armonico, commisurato alle caratteristiche del territorio, con costi reali e sostenibili. Ora attendiamo un ulteriore supporto, sia pubblico sia privato».

Sul fronte delle risorse, dalla presidenza della giuria è stato ricordato che il budget si aggira intorno ai due milioni di euro, con una partecipazione regionale non particolarmente incisiva. «Ma proprio ieri il presidente Fico ha integrato la quota di Palazzo Santa Lucia», assicura il sindaco. Tra le altre criticità segnalate, la carenza di collegamenti con stazioni e aeroporti. Un tema su cui ancora Ruggiero e ma pure Cascino precisano: «L'Alta velocità arriverà presto, a cinque chilometri, ed è già presente a Benevento, a 20 chilometri. Il casello autostradale ne dista appena dieci. Ma, spesso, quanto più le aree sono interne e meno immediate da raggiungere, tanto più attraggono il tipo di viaggiatori che interessano a noi». Il verdetto della giuria è atteso entro il prossimo mese: Mirabella Eclano dovrà vedersela con Anagni (Frosinone), Ancona, Catania, Colle di Val d'Elsa (Siena), Forlì, Gravina in Puglia (Bari), Massa, Sarzana (La Spezia) e Tarquinia (Viterbo). Impresa difficile, certo. Ma non impossibile.

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