Domenico Caliendo, infermiera del Monaldi al pm: «Il bimbo col torace vuoto, mai visto prima»
Il Mattino

Domenico Caliendo, infermiera del Monaldi al pm: «Il bimbo col torace vuoto, mai visto prima»

Sabato 28 febbraio 2026
5 visualizzazioni

Il cuore del piccolo Domenico era già stato espiantato prima che l'equipe del Monaldi verificasse lo stato di quello nuovo da trapiantare proveniente da Bolzano. A confermare la...

Il cuore del piccolo Domenico era già stato espiantato prima che l'equipe del Monaldi verificasse lo stato di quello nuovo da trapiantare proveniente da Bolzano. A confermare la circostanza la deposizione resa al pm lo scorso 24 febbraio da un'infermiera specializzata presente in sala operatoria lo scorso 23 dicembre.

APPROFONDIMENTI | Tre prof per l'autopsia| Legale: ne ricusiamo uno

Trapianto di cuore su una neonata, la lunga attesa della piccola ricoverata fin dalla nascita per un'aritmiaDomenico Caliendo, anche Fico tenuto all'oscuro: «L'ho scoperto solo dai giornali: ora le istruttorie, poi le scelte»Domenico Caliendo, l'affondo di Bassetti: «Inaccettabili i tentativi di nascondere gli errori»

«Nella mia esperienza di trapianti era la prima volta che vedevo un torace vuoto», la sua testimonianza. Sollecitata dalle domande del pm, la teste ha ripercorso tutte le fasi dell'operazione dopo l'arrivo del nuovo cuore: «Il contenitore chiuso arrivò qualche minuto prima delle 14.30. Dopo circa 5-6 minuti la dottoressa Farina entrò in sala, il coperchio del contenitore venne aperto e si accorsero che qualcosa non andava nel contenitore e che il cuore vecchio di Domenico era già sul tavolo».

«Posso affermare - la testimonianza della donna, tecnico perfusionista - che il dott. Oppido stava ultimando la cardiectomia quando il contenitore non era ancora aperto. Nella mia esperienza di trapianti era la prima volta che vedevo un torace vuoto. Posso dire che nell'altro trapianto fatto con il dott. Oppido, credo nel 2017, il clampaggio e l'inizio della cardiectomia fu intrapreso dopo che il nuovo cuore era già stato esaminato dallo stesso Oppido (so che i chirurghi fanno questo per verificare lo stato del nuovo cuore giunto in sala che potrebbe essersi danneggiato nel trasporto oppure potrebbe essere stato lesionato in fase di prelievo)". «Dalla mia postazione non ho assistito all'apertura del contenitore - prosegue nel suo racconto l'infermiera specializzata - ma fu una mia collega a riferirmi che era tutto congelato. Io risposi «allora è meglio che si tiene il suo» e lei: «Ma l'ha già tolto» in quanto vedeva che il cuore vecchio era già sul tavolo dello strumentista.

«A quel punto tutti si sono concentrati sul cercare di estrarre il secchiello dal contenitore e poi nel lavoro di scongelare il cuore. Ci sono voluti circa 20 minuti. Una volta estratto il cuore il dott. Oppido cercò in tutti i modi di porvi rimedio usando quello che noi chiamiamo 'schizzettone', ovvero una enorme siringa cercando di scongelarlo con dell'acqua. Il dott. Oppido prese il cuore in mano e disse: «Questo non farà neanche un battito». Subito dopo l'impianto, e accertato che non c'era stata nessuna funzionalità elettrica del nuovo cuore, il paziente fu messo in Ecmo». 

Condividi questo articolo