Napoli, un busto per Siniscalchi. Mattarella lo elogia: «Un insigne giurista»
Nel Salone dei Busti di Castel Capuano risuonano le parole del Capo dello Stato. È il giorno in cui Napoli tributa omaggio al grande penalista Vincenzo Maria Siniscalchi - scomparso due...
Nel Salone dei Busti di Castel Capuano risuonano le parole del Capo dello Stato. È il giorno in cui Napoli tributa omaggio al grande penalista Vincenzo Maria Siniscalchi - scomparso due anni fa - con l’installazione di una statua marmorea che disegna la sua effigie nella galleria dei togati che hanno dato lustro al Foro partenopeo. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affida ad un telegramma che viene letto dal presidente dell’Ordine degli Avvocati, Carmine Foreste, il ricordo di chi ha operato sempre per la giustizia.
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Il testo
«La cerimonia di inaugurazione del busto dell’avvocato Vincenzo Maria Siniscalchi - scrive il Presidente - sottolinea la figura di un insigne giurista, già deputato al Parlamento e membro del Consiglio superiore della magistratura. La sua vita è stata testimonianza dell’impegno profuso nella dimensione civica e nella tutela del diritto fondamentale alla difesa di ogni cittadino». Il messaggio di Mattarella viene accompagnato da un lunghissimo applauso.
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È un Salone dei Busti gremito fino all’inverosimile, nemmeno in occasione delle inaugurazioni dell’anno giudiziario si è mai vista una tale affluenza. Gente comune, tanta, e naturalmente la moglie di Siniscalchi, Marinella de Nigris con le due figlie. Il busto del penalista scomparso nel 2024 campeggia non lontano da quello del padre, Francesco Saverio Siniscalchi.
La partecipazione
Ieri Siniscalchi è riuscito anche a compiere un miracolo: ha rianimato Castel Capuano, tornato a vivere di quel fermento umano e professionale che si è perso con il trasferimento negli uffici giudiziari del Centro direzionale, facendo incrociare magistrati, avvocati, cancellieri, giornalisti e chiunque abbia calcato il suolo del suo meraviglioso cortile.
Così il presidente dell’Ordine degli Avvocati, CarmineForeste, ricorda la figura di Siniscalchi: «La potenza e la forza della sua oratoria hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’avvocatura nazionale. Vincenzo Siniscalchi aveva a cuore l’idea di tramandare la nobile tradizione forense alle nuove generazioni; diceva ai giovani: “Non cercate scorciatoie nella parola, ma nel pensiero; una buona pratica del pensiero costituisce le fondamenta di una professione libera”. Per la sua vibrante passione e proverbiale generosità è stato amato dagli avvocati e dagli assistiti, rispettato dai magistrati, stimato dai suoi concittadini».
La potenza e la forza della sua oratoria, la distinzione fra verità reale e processuale, l’insegnamento ai giovani e molto altro ancora. Questo è stato Siniscalchi: grande intellettuale e innovatore, personalità poliedrica amante delle arti e dello spettacolo, capace di essere portatore di modernizzazione, autorevole e gentile, ma, soprattutto, un uomo umile e pronto all’ascolto. E, su tutto, spiccava la cifra di una grande umanità associata ad un’educazione sovente rara da trovare negli ambienti giudiziari.
Dal palco
A ricordarlo, ieri, sono stati in tanti: dal sindaco Gaetano Manfredi a suo fratello Massimiliano, presidente del Consiglio regionale. C’erano alti magistrati, a cominciare dalla presidente della Corte d’Appello Maria Rosaria Covelli al procuratore generale Aldo Policastro, al procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo a Tullio Morello, componente del Consiglio superiore della magistratura. Tra gli intervenuti, anche l’avvocato Franco Coppi. E c’era, ovviamente, tutta la “nidiata” del grande penalista, i suoi allievi di studio che oggi perpetuano con la loro preparazione e professionalità il lavoro appreso dal maestro: Vincenzo Mazza, Giuseppe De Angelis, Antonio Buonanno, Luigi Ferrante, Giuseppe Siciliano, Antonio Rauzzino, Francesco Carotenuto, Gaetano Balice, Gianpiero Pirolo, Gennaro Razzino, Simone Ciotti, Fabio Viglione
La missione
Lunga e prestigiosa, la carriera di Siniscalchi. Una lunga cavalcata nei Tribunali italiani, scandita dalle difese, tra i tanti, di Maradona, Califano, Brass, Sabani. Il busto che lo raffigura è stato realizzato dallo scultore Christian Leperino. Figura centrale nella modernizzazione della professione forense, Vincenzo Maria Siniscalchi ha vissuto una carriera eccezionale, che spazia dalla presidenza dell’Ordine degli Avvocati di Napoli agli scranni del Parlamento, fino al ruolo di componente laico del Consiglio superiore della magistratura.
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La sua versatilità lo ha portato, inoltre, a diventare un punto di riferimento in settori allora poco esplorati dal diritto penale: dallo sport alla musica, dal teatro fino al cinema dove, ad esempio, sostenne il primato dell’interesse culturale sulla morale comune nella sua lotta contro la censura.