Salerno e Avellino: i due schieramenti ancora senza nomi
Al di là di appelli e buone intenzioni non c?è ancora traccia di un tavolo di centrosinistra. Nessuna convocazione nonostante tra meno di tre mesi, il 24 ed il 25 maggio, si...
Al di là di appelli e buone intenzioni non c’è ancora traccia di un tavolo di centrosinistra. Nessuna convocazione nonostante tra meno di tre mesi, il 24 ed il 25 maggio, si vada al voto in due capoluoghi come Salerno ed Avellino. Campo largo in alto mare nonostante gli appelli a fare presto: l’ultimo appena una settimana fa di Clemente Mastella: «A Salerno si rischia la divisione sul nome di De Luca, ad Avellino si muovono tutti ancora in ordine sparso. Occorre prendere l’iniziativa e convocare un tavolo in vista delle amministrative, se non si vuole disfare ciò che faticosamente è stato creato, con successo, nel novembre scorso con le Regionali», disse l’ex ministro.
Ci si muove solo per il voto nei comuni più piccoli. E non è un caso che una delle prime iniziative del nuovo segretario napoletano del Pd Francesco Dinacci, appena eletto, sia stata proprio la convocazione di un tavolo di centrosinistra per le amministrative: appuntamento venerdì pomeriggio con i leader provinciali di M5s, Avs, Casa Riformista, A testa alta, Avanti/Psi, Mastella e Per nella sede dem di via Santa Brigida. Stessa musica nel centrodestra, in attesa di una riscossa dopo il voto delle regionali, che non ha ancora individuato i candidati sindaco per Avellino e Salerno. Ma due giorni fa Marta Schifone (Fdi), Franco Silvestro (Fi), Gianluca Cantalamessa (Lega) e Riccardo Guarino (Noi moderati) si sono incontrati proprio per discutere dei comuni napoletani al voto.
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I casi
Ovviamente il caso più spinoso rimane quello di Salerno dove è in campo l’ex governatore Vincenzo De Luca dopo aver fatto dimettere anzitempo il sindaco dem, suo fedelissimo, Enzo Napoli. Obiettivo diventare primo cittadino per la quinta volta in quello che considera il suo feudo con tre civiche già pronte. Dall’altra parte un campo largo, grillini in testa, che non ne vuole sapere di lui e un Pd locale a strettissima osservanza deluchiana che ancora non si è espresso in un senso o in un altro. E così i socialisti. Gatta da pelare per il segretario regionale Piero De Luca, figlio dell’ex governatore, come ha già chiarito la leader nazionale Elly Schlein: «Se ne occupano i regionali», ha ribadito proprio a Napoli due settimane fa.
«Ne stanno parlando i segretari regionali delle forze politiche. È una cosa che delego a loro e alla loro discussione interna», dice ieri mattina anche il governatore Roberto Fico a Salerno, tirandosi fuori dalla vicenda salernitana che rischia, con il nome di De Luca senior, di incrinare i rapporti nel centrosinistra. Anche in vista delle prossime politiche. Niente nome ancora del candidato sindaco anche da parte del centrodestra che a Salerno non riesce a scalfire il potere deluchiano in Municipio dal lontano 1993. Indecisi se puntare su un nome civico o un dirigente di partito anche se la strada, contro De Luca, appare molto in salita. Per tutti.
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Nel capoluogo irpino invece si cerca di individuare il candidato sindaco con uno schieramento che ricalchi, pari pari, il modello vincente delle regionali di novembre. Ancora nessun nome anche se c’è la suggestione di un civico che possa mettere tutti d’accordo. E uno dei nomi evocati sarebbe quello di Raffaele Cannizzaro, originario di Atripalda, ed ex prefetto di lungo corso. Un passo più avanti sembra essere invece il centrodestra. In questo caso l’ex sindaca Laura Nargi, appena uscita da un’inchiesta giudiziaria, sembra disposta a scendere in campo anche se non scioglie la riserva. Il suo è un nome graditissimo a Forza Italia che l’ha messo ufficialmente sul tavolo di coalizione.