Napoli, trovato in scooter a 13 anni con un coltello in tasca: «Mi devo difendere»
Tredici anni, in sella ad uno scooter 150, corre a forte velocità per via Foria, viene intercettato dai carabinieri che si rendono conto della sua giovane età, e lo fermano per...
Tredici anni, in sella ad uno scooter 150, corre a forte velocità per via Foria, viene intercettato dai carabinieri che si rendono conto della sua giovane età, e lo fermano per controllarlo. Ma la sorpresa non arriva tanto dal fatto che il ragazzo (ovviamente) non aveva la patente e che il due ruote era senza assicurazione ma che il minore custodiva gelosamente in tasca un coltello. Di quelli da lancio con lama affilata da otto centimetri, 15 considerando anche la lunghezza del manico. Insomma, un’arma a tutti gli effetti.
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Quando gli uomini in divisa gli hanno chiesto spiegazioni sul possesso del coltello, lui ha risposto con grande naturalezza: «Mi serve per difendermi». Senza aggiungere altro.
Il ragazzino è stato così immediatamente portato in caserma dove, poco dopo, lo hanno raggiunto i suoi genitori ai quali è stato pou riaffidato vista la sua giovanissima età. A tredici anni, difatti, la legge prevede la non imputabilità ma la vicenda è stata comunque segnalata alla procura dei Minori di Napoli che ora procederà con gli accertamenti. Il coltello è stato invece sequestrato.
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Gli accertamenti
Sono diversi gli accertamenti che dovranno essere compiuti. A partire dal perché il minorenne aveva la disponibilità di quello scooter potente (per il quale serve la patente) e sul perché i suoi genitori non erano a conoscenza di ciò che faceva il figlio. Quindi su come si sia procurato quel coltello e il perché gli serviva «per difendersi». Ovvero, in quale contesto era solito vivere e quali fossero i suoi amici.
I precedenti
Soltanto qualche giorno prima tre ragazzi poco più grandi, dai 14 ai 17 anni, sono invece stati arrestati proprio perché trovati in possesso di armi atte ad offendere. È accaduto soltanto la settimana scorsa nel contesto di una serata surreale dove in due episodi diversi, ma in due zone non troppo lontane, due gruppi di amici sono stati intercettati dai militari dell’Arma mentre erano a bordo delle auto dei propri genitori prese senza permesso e guidate ad altissima velocità. Il primo gruppo era partito da Secondigliano a bordo di una Fiat Panda. Una volta fuggiti all’alt dei carabinieri hanno sfrecciato, tra controsensi e guida rocambolesca, fino a Villaricca dove sono stati poi fermati. Nell’auto avevano con loro un coltello e una mazza da baseball. Avendo anche opposto resistenza ai militari, i tre sono stati trasferiti al Centro di prima Accoglienza dei Colli Aminei. Sono stati solo denunciati, invece, altri sei ragazzi a bordo di un Suv partiti da Giugliano e fermati a Secondigliano: anche loro minorenni e anche loro alla guida dell’auto di uno dei loro genitori senza patente.
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Le armi
Il fenomeno dei minorenni armati in Italia ha fatto registrare un aumento preoccupante negli ultimi anni, con una “generazione lame” che gira per strada, e va anche a scuola, con coltelli, mazze o tirapugni per «difesa personale», dicono. Anche a Napoli i dati relativi ai minorenni armati, dal 2025 al 2026, evidenziano una situazione di grave emergenza. Negli ultimi dodici mesi si è registrato un aumento considerevole dei reati commessi da under 18, ma anche da under 15, segnalando un'abitudine sempre più diffusa a circolare armati (coltelli e pistole) anche quando escono il sabato sera. Dati che fanno emergere anche altre caratteristiche sociologiche: i minori coinvolti spesso non appartengono a famiglie camorristiche, ma agiscono in gruppi (baby gang) regolando i conti con violenza, talvolta spinti dalla necessità di difendersi o per dimostrare superiorità.
Diverse, al contempo, le contromisure adottate a livello istituzionale. Il decreto Caivano, con l’applicazione di norme più stringenti, ha portato a un sovraffollamento dell'Istituto Penale per Minorenni. Ma non solo. La circolare di recente adottata dai ministri Piantedosi e Valditara ha proposto misure drastiche come l'uso di metal detector all’ingresso delle scuole proprio per dare un freno all’introduzione delle armi nelle classi.