Napoli, tutti i marcatori 2025/26: 17 azzurri in gol per Conte
Il Mattino

Napoli, tutti i marcatori 2025/26: 17 azzurri in gol per Conte

Lunedì 2 marzo 2026
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E alla fine fu Big Rom, capace di allargare il conto di una squadra quasi perfetta nei numeri. 41 gol segnati in Serie A, poi quelli messi insieme tra Champions League (8), Supercoppa (4) e Coppa...

E alla fine fu Big Rom, capace di allargare il conto di una squadra quasi perfetta nei numeri. 41 gol segnati in Serie A, poi quelli messi insieme tra Champions League (8), Supercoppa (4) e Coppa Italia (2). Soprattutto quanti marcatori. 17 diversi nell'arco di una stagione bella e dannata, brutta e risoluta. Fuori da tutto ma con tutto in gioco ancora. O, almeno, quasi tutto. Il Napoli rincorre (almeno) la qualificazione in Champions League e lo fa ancora da protagonista grazie a Romelu Lukaku, il marcatore numero 17 in questa annata per Antonio Conte. Strano che sia proprio lui ad allargare il conto: è l'uomo di Conte per eccellenza, è il bomber che aveva spinto il Napoli verso il 4° scudetto della storia, è (ancora) il simbolo di una sagione vissuta più in infermeria che in campo. Sono passati 281 lunghi giorni tra quel maledetto 14 agosto – il giorno in cui si fa male in amichevole a Castel di Sangro, l'infortunio contro l'Olympiacos che lo terrà fuori per mesi – e il 28 febbraio. L'ultimo giorno del mese. Come a voler cambiar pagina ancora una volta. Sottolineanco una cosa: la ricchezza di un organico tanto discusso quanto criticato quest'anno. Ma una rosa che – parola degli azzurri – avrebbe potuto dar fastidio a tutti se fosse stata in grado di non perdersi tra noie muscolari e malanni simili.

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Conte li ha persi tutti, uno dopo l'altro, ha dovuto fare a meno di tutte le sue bocche di fuoco. E menomale che in avanti Hojlund non ha mai alzato bandiera bianca con la sua doppia cifra in tutte le competizioni (13). Ma dall'attacco è arrivato poco, anche se Lucca e Lang qualcosa avevano fatto prima di andar via. E i 6 gol di Neres? Persi dentro quell'infortunio alla caviglia che lo terrà lontano ancora a lungo. La mediana ha dato una mano importante: ovviamente McTominay, l'unico centrocampista in doppia cifra (10) fino a quando la tendinopatia gliel'ha permesso. Anche Lobotka aveva saputo togliersi la soddisfazione di una rete, pure decisiva, così come Gilmour prima che la pubalgia lo mettesse ko. De Bruyne e Anguissa sono le bocche da fuoco che con il Torino Conte potrebbe rivedere, almeno in panchina. Quattro gol a testa da agosto fino a novembre, una enormità, un vantaggio tecnico disperso in infermeria. Un peccato, insomma.

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 A dare una mano ci aveva pensato in zna gol anche la difesa. Praticamente trovando l'apporto di tutti: le tre reti di Spinazzola, le due di Beukema sono la punta di un iceberg che nasconde anche altro, che sottolinea l’apporto di un reparto quasi sempre in difficoltà. Anzi, lo mette in mostra: anche Di Lorenzo, Gutierrez, Rrahmani sono andati in gol portando benefici importanti alla squadra di Conte. Che si è affidato, poi, agli ultimi arrivati: così se Giovane ha trovato “solo” due assist da quando è a Napoli, Vergara e Alisson hanno dato un contributo importante. Il primo con tre reti (una in ogni competizione giocata), il secondo con il gol che ha evitato la sconfitta contro la Roma. Un punto che oggi sa di vitalità. All'elenco dei fantastici 17 azzurri si è aggiunto Lukaku, uno di quelli che è arrivato troppo in ritardo per i suoi gusti. Solo la Juventus pareggia il conto e sta al passo degli azzurri in Italia, un dato che fa ben sperare sul prossimo anno. Che apre le porte al futuro e che dà il senso delle potenzialità di una squadra in realtà mai vista in campo con continuità. Gli infortuni hanno tolto a Conte e ai tifosi la possibilità di guadagnarsi quanto sperato anche in questa stagione. Questione (anche) di gol.

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