Napoli, vittorie nel finale di partita: contro il Verona come contro il Genoa
Il Mattino

Napoli, vittorie nel finale di partita: contro il Verona come contro il Genoa

Lunedì 2 marzo 2026
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Fino alla fine. Come sa fare qualcuno a ben altre latitudini. Ma al Napoli oggi serve tutto, anche questo. Anche essere sporco, brutto, cattivo pur di portarsi a casa qualsiasi risultato. Uno,...

Fino alla fine. Come sa fare qualcuno a ben altre latitudini. Ma al Napoli oggi serve tutto, anche questo. Anche essere sporco, brutto, cattivo pur di portarsi a casa qualsiasi risultato. Uno, importante, è arrivato a Verona sabato. E come è arrivato? All'ultimo tiro, all'ultimo sospiro, all'ultima speranza. Quasi con gli occhi chiusi di una palla scodellata in area sperando di trovare l'imbeccata giusta. Che è stata quella di Lukaku. Un filo rosso tra Genova e Verona, un lungo viaggio che dimostra quanto la squadra di Conte non ci abbia minimamente pensato ad arrendersi. E anche, in fondo, quanto avere la squadra al completo possa fare la differenza. Il belga ha fatto proprio così al Bentegodi, aggiudicandosi 3 punti quando il tabellone di Colombo indicava “minuto 96”. Mica male per chi da mesi sta andando avanti con gli uomini contati e le energie ristrette.

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Era stato così anche a Genova, con il giallo del rigore procurato da Vergara. Fu Hojlund, quella volta, a farsi rispettare. Roba da bomber, da chi ha il sangue freddo sempre, soprattutto quando serve. Il Napoli ci sta prendendo gusto: ci era riuscito, in pieno recupero, anche nelle prime sfide di questa stagione contro il Genoa, al Maradona. Quella volta il minuto era lo stesso di Genova (95) ma il marcatore differente. Anguissa risultò essere l'uomo giusto al momento giusto. E tutta Napoli giù per ringraziarlo. Il camerunese sa come si vince sul rettilineo, lo aveva dimostrato anche un anno fa. Ma soprattutto lo sa Conte che sa come far uscire il meglio dai suoi ragazzi. «Se non possiamo vincerla, almeno non perdiamola» ha ripetuto spesso ai suoi in campo, ma non sempre lo hanno seguito. E menomale. Il Napoli sa sempre come rischiare, ma qualche volta la buona sorte pure l'aiuta.

Lukaku decide allo scadere, il Napoli festeggia sui social

C'è l'uomo che sa metterci la firma più degli altri. È Rasmus Hojlund, in gol anche a Verona, ma per una volta all'inizio della partita. Era stato lui a battere il Genoa con quel pesantissimo rigore, è stato lui a siglare altri tre importantissimi gol nell'ultimo periodo di una gara. Contro il Genoa, all'andata, si era fatto vedere al minuto 75, al minuto 78 invece aveva saputo colpire la Juventus facendo impazzire il Maradona. Non si ferma mai, Rasmus, non lo faceva soprattutto quando c'era Kevin De Bruyne a coprirgli le spalle. Come in Champions League, contro lo Sporting, con quel gol a dieci minuti dalla fine che aveva fatto sperare ai tifosi - ma anche al suo stesso club - una esperienza europea diversa. C'era furia nella sua voglia di fare gol, c'era la speranza di poter trascinare il Napoli a qualcosa di diverso. Non è andata così, ma i gol nel finale restano e contano. Il danese ha portato in dote 9 punti in campionato che rischiano di incidere molto quando alla fine si farà la conta totale. E si vedrà dove si è arrivato anche stavolta. Ma dalla stagione 2025/26 arriva fuori più di una lezione: una squadra stanca, senza tanti calciatori infortunati, con tutti i favori del pronostico contro sa anche dire la sua quando qualcuno ha già lasciato lo stadio. Prolungamento perfetto del suo allenatore.

«Bisogna sempre fare i complimenti a questo gruppo» ricorda Conte dopo ogni partita. E non è un caso. Non è un caso vincere come si è vinto a Verona, pur dopo una partita non bellissima nel gioco e sul campo dell'ultima in classifica. La squadra ha un unico obiettivo oggi, arrivare viva alla spiaggia, una spiaggia che faccia rima con la qualificazione in Champions League. Non è molto, ma neppure poco. Il compimento finale di una annata che ha regalato una Supercoppa in più da aggiungere in bacheca e tante lezioni messe qua e là per potersi portare dietro qualcosa anche il prossimo anno. Con Torino e Lecce davanti nelle due prossime partite al Maradona, la speranza è che non si debba attendere l'ultimo minuto. Ma anche quando ci sarà battaglia, il Napoli ha dimostrato di esserci, di farsi forte, di non alzare bandiera bianca prima del tempo. E di sapersi aiutare fino all'ultimo tiro. Con il recupero di Lukaku o con il senso del gol di Hojlund, con le zampate di Anguissa e di chi si ritroverà a disposizione di Conte per questa decisione di gare che ancora restano. Poi si metterà una linea e si faranno i complimenti a tutti. Sperando che il fotofinish di questo campionato non rovini i sogni azzurri. Canti di gloria, sogni europei.

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