Morte Domenico Caliendo, il dottor Guido Oppido su Rai 3: «Ho fatto ciò che dovevo fare, sono una vittima»
Nuovi sviluppi sulla vicenda della morte di Domenico Caliendo, il bambino destinato ad un cuore trapiantato danneggiato a causa del trasporti in un contenitore di ghiaccio secco. Alle...
Nuovi sviluppi sulla vicenda della morte di Domenico Caliendo, il bambino destinato ad un cuore trapiantato danneggiato a causa del trasporti in un contenitore di ghiaccio secco.
Alle telecamere del programma “Lo stato delle cose” di Massimo Giletti, in onda su Rai 3, il chirurgo incaricato dell'intervento, Guido Oppido, è stato intercettato da un giornalista all'esterno del suo appartamento. «Ho fatto tutto quello che dovevo fare, e anche bene - ha detto il medico - Non merito di essere trattato così».
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Davanti alle telecamere ha dichiarato, visibilmente provato: «Ho buttato 11 anni della mia vita per operare i bambini qui in Campania. Tremila ne ho operati, tremila». Parlando della dinamica con cui sarebbe avvenuto l'intervento e su cosa sia successo in sala operatorio riguardo l' “ok cuore” ricevuto da Bolzano, Oppido ha detto chiaramente che «di tutte queste belle cose ne parleremo con giudici». Poi ha chiarito «Di tutta questa situazione, sono la vittima».
Secondo la ricostruzione fatta da due operatrici in sala, il clappaggio dell'orta sarebbe stato fatto prima dell'arrivo del cuore. «Voi giornalisti mi state rovinando la vita, avete distrutto la mia vita (...) Io so solamente che le cose le ho fatte bene. Qualcuno ha messo il ghiaccio secco al posto del ghiaccio normale, io ne ho colpa?».
L'intervista al papà di Domenico: «Ricorderò il sorriso di mio figlio»
«Il sorriso di mio figlio è ciò che ricorderò - ha detto il papà di Domenico - mi mancherà tutto. Era bello come la mamma. Quando la mattina andavo a lavorare dormiva con la mamma, mi aspettava mi salutava e poi si riaddormentava» ha raccontato. «Lo dissi a mia moglie che avevo avuto una pessima sensazione prima dell'intervento(...) La mamma lo ha spiegato ai nostri figli, io non ho avuto il coraggio».
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«Sono molto arrabbiato - ha detto il papà del bimbo - io dentro non entravo, mi faceva male. Ero molto nervoso, non dormivo più quando mio figlio era in ospedale (...) Domenico mi dà ancora oggi la forza di reagire così» ha chiarito. «L'unica cosa che vorrei dire a mio figlio è che mi mancherà».