Ferrari, commesse in Valle Caudina per alcuni componenti dell' ?Amalfi?
Non solo il nome, Amalfi, omaggio a una regione - la Campania - che con le sue perle turistiche e ambientali sta scalando le classifiche dei flussi turistici mondiali. Per il suo ultimo modello,...
Non solo il nome, Amalfi, omaggio a una regione - la Campania - che con le sue perle turistiche e ambientali sta scalando le classifiche dei flussi turistici mondiali. Per il suo ultimo modello, la Ferrari ha scelto di rafforzare il suo legame con la Campania anche sul piano industriale affidando ad alcune aziende specializzate della Valle Caudina, tra Benevento e Avellino, lo stampaggio e la verniciatura di alcuni componenti in plastica del nuovo gioiello. Plastiche, va detto, non visibili esternamente e dunque non a contatto con conducente e passeggeri. E, inoltre, già in parte utilizzate sempre da Ferrari per altri, precedenti modelli. Stavolta però la commessa è concentrata soprattutto sui modelli Amalfi e questo in qualche modo giustifica il fatto che i nomi delle aziende impegnate nella fornitura non sono noti: Maranello tradizionalmente mantiene il massimo riserbo sulla sua catena di approvvigionamento e non ha fatto eccezione neanche stavolta.
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Ma la notizia si è comunque presto diffusa nella Valle Caudina e ha accresciuto l’interesse per un territorio che sul piano manifatturiero, come più volte documentato dal Mattino, gode di un’antica tradizione industriale particolarmente robusta nella componentistica d’auto, nel comparto aeronautico e della meccanica di precisione. Le aziende industriali dell'area sono ben 318 e danno lavoro ad oltre 3mila dipendenti, pari al 25% dei posti di lavoro del territorio, una delle percentuali più alte di tutta la Campania e non lontana – in rapporto al territorio - da quella dell’Emilia-Romagna.
Aree interne
Maranello che guarda alle aree interne della Campania e alle sue eccellenze industriali non è peraltro l’unico segnale positivo di questi tempi per il settore dell’auto e in particolare della componentistica made in Sud. Lo scenario Stellantis resta delicato, e la mancata erogazione del premio 2025 ai lavoratori lo conferma in modo evidente come i sindacati fanno puntualmente osservare.
Ma intanto, dopo anni di cura dimagrante feroce, l'intera filiera dell'automotive tricolore, comprese le 456 imprese dislocate in Campania, è tornata ad assumere. Non sono numeri strabilianti, ovviamente, parliamo di alcune centinaia di nuovi posti di lavoro, ma bastano a fare intravedere una sorta di «inversione a U», sia pure ancora lenta e complicata e, di sicuro, innescata anche dalla scelta di puntare sull’ibrido a discapito dell’elettrico (scelta, peraltro, non proprio semplice sul piano organizzativo, a partire dalle forniture).
L'occupazione
Ma dove si assume? Pur annunciando nuovi stop per le fabbriche di Cassino e Modena, Stellantis ha riaperto i cancelli a 400 giovani leve a Torino per il lancio della 500 Hybrid ed è tornata ad assumere anche al Sud. In Irpinia, ad esempio. A Pratola Serra, dove si producono i motori diesel per i veicoli commerciali di tutto il gruppo (nel 2026 saliranno a quota 550 mila, 100mila in più dell’anno scorso) sta assorbendo un centinaio di lavoratori che hanno accettato di trasferirsi definitivamente da altre fabbriche del gruppo.
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A Melfi, una delle realtà più colpite dalla crisi degli ultimi anni, Stellantis sta riducendo la Cassa integrazione con un secondo turno per la produzione della nuova Jeep Compass e in Abruzzo dove i furgoni Ducato sfornati giornalmente sono passati da febbraio da 640 a 820 pezzi. A Termoli poi sta partendo la produzione di nuovi cambi e-DCT per vetture ibride e la produzione di motori Firefly in regola con le normative Euro7 mentre per Pomigliano resta confermato l'arrivo di due nuovi modelli per il 2028. Segnali che anche sul piano delle vendite sembrano andare nella stessa direzione: il marchio Fiat a gennaio ha venduto in Europa (Gran Bretagna compresa) 6.000 pezzi in più dello stesso mese 2025, con una crescita del 24,6%. Crescita guidata dall'intramontabile Pandina assemblata a Pomigliano che nel primo mese dell'anno è risultata fra i 5 modelli più venduti in Europa con 14.122 immatricolazioni.