Toghe, il sì alla riforma e lo ?scoop? su Vassalli: «Dividere pm e giudici»
«Mi sta dicendo, in poche parole, che la volontà del Parlamento non è sovrana?», chiede il giornalista inglese Torquil Dick Erickson. «È una sovranità...
«Mi sta dicendo, in poche parole, che la volontà del Parlamento non è sovrana?», chiede il giornalista inglese Torquil Dick Erickson. «È una sovranità limitata, come quella dei Paesi dell’Est europeo. È una sovranità limitata dalla magistratura, nelle questioni di giustizia, non in tutte le questioni», risponde Giuliano Vassalli, all’epoca presidente della commissione Giustizia al Senato. Il brano dell’intervista rilasciata nel 1987 al Financial Times apre e anima il convegno “Le riforme della giustizia in Italia”, organizzato ieri nelle stanze del Centro musei delle scienze naturali e fisiche dell’Università Federico II dal “comitato Mario Pagano per il sì”, presieduto da Bruno Larosa. «Le parole di un modello normativo come Vassalli sono quelle di un uomo di Stato costretto a prendere atto di un’alterazione delle dinamiche della separazione dei poteri», commenta il professore di diritto penale Vincenzo Maiello nel corso del dibattito, durante il quale sono intervenuti anche lo stesso giornalista inglese Erickson, il professore emerito di storia contemporanea Paolo Macry e l’ex ministro della Giustizia socialista Claudio Martelli che ha ribadito la sua volontà di votare sì alla riforma.
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Il referendum si avvicina e il clima si accende. In tutta Italia e quindi anche in Campania. I comitati per il sì e per il no organizzano sempre più eventi e convegni. E scoppia la bufera su un convegno organizzato lo scorso 13 febbraio ad Aversa dalla Camera penale di Napoli Nord e dal Comitato per il Si che avrebbe dato crediti formativi. Pino Gesmundo, segretario del comitato società civile per il “No”, ha inviato un esposto al Consiglio nazionale forense sul caso.
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Il convegno
Ma torniamo al dibattito di ieri all’Università, partito proprio dalle parole di Vassalli, padre del codice di procedura penale del 1989, che nei giorni scorsi erano diventate un caso: ripresa anche dal ministro Carlo Nordio, l’intervista è stata oggetto di polemica perché secondo alcuni sostenitori del «no» non sarebbe mai stata pubblicata. L’autore dell’articolo, protagonista ieri a Napoli del convegno, ha presentato oltre alla pagina del Financial times dell’epoca, anche l’attestato di pagamento per l’articolo (che non era firmato) e la trascrizione integrale della registrazione della conversazione con Vasalli: «Rimasi stupito quando mi disse che il potere legislativo era limitato dalla magistratura, me lo disse con un atteggiamento di rassegnazione», spiega Dick Erickson precisando che nell’occasione «non parlammo di separazione della carriere ma in generale di intervenire sul sistema giudiziario». «Vassalli ci dice, in sostanza, che l’associazione nazionale magistrati ha esercitato un potere di interdizione e neutralizzazione del potere legislativo. E questo come fa a non preoccupare chi fa della Costituzione la casa di tutti?», dice Maiello, professore ordinario di diritto penale dell’ateneo federiciano. Nettissimo Martelli: «Un’associazione privata, l’Anm, ha sequestrato un organo costituzionale, il Csm. Io - ha aggiunto l’ex ministro socialista nel corso del dibatto moderato dall’avvocato penalista Francesco Picca - non ho intenzione di dare una mano al Governo, ma non posso fare a meno di votare sì». In prima fila anche l’ex leader socialista Giulio Di Donato, l’ex deputato Felice Iossa e il consigliere comunale di Fi Gennaro Demetrio Paipais.