Addio a Vincenzo Canzanella: i suoi costumi d?arte tra Hepburn, Loren e Callas
Il Mattino

Addio a Vincenzo Canzanella: i suoi costumi d?arte tra Hepburn, Loren e Callas

Martedì 3 marzo 2026
6 visualizzazioni

Ci sono mestieri tanto preziosi quanto nascosti. Il sarto teatrale, per esempio, che cuce abiti per i palcoscenici e i set di cinema e tv. I riflettori illuminano il corpo che li indossa, non...

Ci sono mestieri tanto preziosi quanto nascosti. Il sarto teatrale, per esempio, che cuce abiti per i palcoscenici e i set di cinema e tv. I riflettori illuminano il corpo che li indossa, non l’artista che li ha creati. Il suo nome è Vincenzo Canzanella, dal 2024 cavaliere al merito della Repubblica.

APPROFONDIMENTI Istituto Italiano di Cultura di Atene: in mostra i documenti dell'artista greco-napoletano Belisario CorenzioThe Ginger Club, il giovane progetto partenopeo di interconnessioni professionaliDe Angelis, un film dal libro di Franchini

Fu lui a vestire Eduardo De Filippo e i suoi attori; Audrey Hepburn in «Vacanze romane»; la Loren nel «Viaggio» di De Sica; Laurence Olivier e Carla Fracci. E la Callas: a lei, in vista di un recital al San Carlo, consegnò un costume nero e blu, con vetrini e paillettes, a forma di pavone, dal peso di sei chili, forgiato su indicazioni della divina sovrappeso, che l’aveva scongiurato: «Vincenzo, ti prego, fammi magra».

Napoli, morto Vincenzo Canzanella, il “sarto dei sogni” che vestì il grande teatro

Il venerabile maestro artigiano si è spento ieri, a 88 anni, nella sua Napoli, che mai volle abbandonare, nonostante gli inviti affinché si trasferisse a Roma: «Ho sempre tentato di lavorare e collaborare con altri napoletani e, finché è stato possibile, di acquistare il materiale necessario da ditte della mia città: anche questo è un modo concreto per aiutarla. Almeno, io la vedo così». I funerali si terranno alle 12 nella chiesa degli artisti in piazza Trieste e Trento.

La sua pregiata eredità è ora nelle mani dei figli Davide e Luca, oggi titolari dell’impresa di famiglia, la C.T.N. 75, che in un antico palazzo di piazza Sant’Eligio si snoda come atelier (affidato al primo) e come museo della moda e del costume (se ne occupa Luca), con 15.000 pezzi catalogati e innumerevoli accessori, un’aurea memoria che racchiude oltre 60 anni di storia e di arte.

Napoli, un omaggio a Sophia Loren all'Augusteo. L'attrice: «Nella mia città musica e cinema si incontrano»

A 15 anni, nel ’54, studente dell’Istituto d’arte, Vincenzo perse il papà e dovette cercar lavoro. Lo trovò, come apprendista, nella sartoria di Maria Consiglio Picone, che serviva l’aristocrazia napoletana, il jet set internazionale e proprio in quegli anni si aprì al mondo del teatro e del cinema. Il primo cliente fu Eduardo, seguito dal San Carlo, per i costumi di balletti con Ludmilla Tchèrina e Margot Fonteyn. «Dopo oltre 20 anni di esperienza, nel ’75 decisi di mettermi in proprio, e fondai la C.T.N.», acronimo di Costumi Teatrali Napoli, raccontò lui stesso. Da allora sono stati in tanti a indossare i manufatti del suo altissimo artigianato: la Ingrid Bergman-Giovanna d’Arco diretta da Rossellini, Mina, Caterina Valente, il tenore Mario Del Monaco, il soprano Anna Moffo, Pupella Maggio, Luisa Conte, Nino Taranto, Angela Luce. Firmò i costumi per film e spettacoli diretti da Albertazzi, Patroni Griffi, Proietti, Scola, Martone, Corsicato, la serie del commissario Ricciardi. Perfino lo splendore indossato da Claudia Cardinale nel ballo del «Gattopardo» di Visconti ha qualcosa di lui. Davide: «Collaborò in subappalto alla sua confezione». Oltre cento sono gli spettacoli teatrali napoletani che hanno sfoggiato le sue opere e una cinquantina quelli italiani. Ma Canzanella lavorò anche nel mondo: da Helsinki a Pechino, da Londra a Barcellona. I figli: «Papà è stato la nostra guida; nel lavoro, certo, ma anche nella vita, sempre generoso e accogliente. Oggi lo piangono in tanti perché, come direbbe Luciano De Crescenzo, fu un uomo d’amore».

Condividi questo articolo