Scuola, rivoluzione 4+2: raddoppiano gli iscritti nel Mezzogiorno
Il Mattino

Scuola, rivoluzione 4+2: raddoppiano gli iscritti nel Mezzogiorno

Mercoledì 4 marzo 2026
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Le iscrizioni per l?anno scolastico 2026-2027 delineano un sistema che, nei suoi equilibri generali, cambia poco ma nei dettagli segnala trasformazioni non trascurabili. I Licei restano...

Le iscrizioni per l’anno scolastico 2026-2027 delineano un sistema che, nei suoi equilibri generali, cambia poco ma nei dettagli segnala trasformazioni non trascurabili. I Licei restano ancora la prima scelta delle famiglie italiane con il 55,88%, in lieve flessione rispetto al 55,99% dell’anno precedente. Gli Istituti tecnici scendono dal 31,32% al 30,84%. Gli Istituti professionali crescono invece dal 12,69% al 13,28%.

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Il dato, letto in controluce, indica una tenuta dell’impianto tradizionale ma anche un riavvicinamento progressivo verso i percorsi a vocazione tecnico pratica. Un movimento che trova conferma soprattutto nell’espansione della filiera tecnologico professionale quadriennale, la cosiddetta 4+2. E negli ultimi anni, è proprio la Campania a registrare un significativo incremento nelle iscrizioni proprio nel percorso formativo 4+2, un modello educativo che prevede quattro anni di istruzione tecnica o professionale seguiti da due anni di specializzazione. Questo trend riflette una crescente consapevolezza tra gli studenti e le loro famiglie sull’importanza di acquisire competenze tecniche avanzate per affrontare le sfide del mercato del lavoro contemporaneo. Il successo della filiera 4+2, finalmente si consolidano come una realtà formativa di primo piano con il raddoppio degli iscritti e il boom di iscrizioni nel Mezzogiorno. 

Raddoppiano gli iscritti

Il dato più rilevante della tornata 2026-2027 riguarda proprio i percorsi quadriennali collegati agli ITS Academy e all’istruzione terziaria professionalizzante. Gli iscritti in Italia alla filiera 4+2 sono 10.532, quasi il doppio rispetto ai 5.449 dello scorso anno. Complessivamente, oltre 20mila studenti sono oggi coinvolti nei percorsi quadriennali. L’ampliamento dell’offerta è significativo. Sono 532 i nuovi percorsi autorizzati per il prossimo anno scolastico. Le istituzioni scolastiche che propongono questa formula superano quota 700, circa 400 delle quali attivano la filiera per la prima volta. Si tratta di un segmento che mette in relazione scuola, ITS, imprese, enti di ricerca, università e formazione regionale. Una scelta che intercetta una domanda crescente di competenze tecniche avanzate e di percorsi più brevi verso l’occupazione o l’alta formazione specialistica. 

Le tendenze

Nel dettaglio degli indirizzi, lo Scientifico scende dal 13,53% al 13,16%. Il Classico passa dal 5,37% al 5,20%. Cala anche il Linguistico, dall’8,01% al 7,69%. Crescono invece le Scienze umane, dal 7,46% al 7,93%, e l’opzione economico sociale, dal 4,21% al 4,55%. Negli Istituti tecnici, il settore economico arretra dall’11,78% al 11,78%? No, il confronto corretto è 11,78% nel 2026-2027 contro 12,24% nel 2025-2026. Il settore tecnologico resta stabile al 19,06%, rispetto al 19,08% dell’anno precedente. Meccanica, meccatronica ed energia cresce dal 2,89% al 3,06%. Chimica, materiali e biotecnologie passa dal 2,31% al 2,34%. Negli Istituti professionali si registra un aumento complessivo dal 12,69% al 13,28%. Enogastronomia e ospitalità alberghiera sale dal 3,94% al 4,15%. Manutenzione e assistenza tecnica cresce dall’1,78% all’1,94%. Servizi per la sanità e l’assistenza sociale passa dal 2,01% al 2,25%. 

La Campania

In Campania la scelta liceale resta ancora dominante. Per il 2026-2027 i Licei sono scelti dal 61,17% degli studenti, in lieve flessione rispetto al 61,25% del 2025-2026. Un dato superiore alla media nazionale, ferma al 55,88%. Lo Scientifico si attesta al 17,00%, in calo dal 17,35%. Scende anche lo Scientifico scienze applicate, dall’11,26% all’11,04%. Il Classico passa dal 6,51% al 6,13%. Crescono le Scienze umane, dal 7,39% al 7,83%, e l’opzione economico sociale, dal 3,45% al 3,63%.

Si rafforza anche il Liceo del Made in Italy, che passa dallo 0,15% allo 0,25%. Un incremento limitato nei numeri assoluti ma significativo in termini percentuali.

Gli Istituti tecnici in Campania restano al 25,71%, dato invariato rispetto allo scorso anno e inferiore alla media nazionale del 30,84%. Nel settore economico, Amministrazione, finanza e marketing scende dal 6,69% al 6,42%. Il Turismo cresce dal 3,00% al 3,04%. Nel settore tecnologico aumentano Elettronica ed elettrotecnica, dall’1,94% al 2,21%, e Chimica, materiali e biotecnologie, dall’1,01% all’1,10%. Informatica e telecomunicazioni cala lievemente dal 6,35% al 6,27%, ma resta l’indirizzo tecnico più scelto in regione. 

Crescono i professionali

Gli Istituti professionali in Campania passano dal 13,03% al 13,11%. Il dato è in linea con la media nazionale, 13,28%. Enogastronomia e ospitalità alberghiera consolida la propria centralità, salendo dal 6,19% al 6,50%. Cresce Agricoltura, sviluppo rurale e valorizzazione dei prodotti del territorio, dallo 0,37% allo 0,40%. Aumentano Servizi per la sanità e l’assistenza sociale, dall’1,14% all’1,22%, e Servizi commerciali, dallo 0,63% allo 0,66%. Arti ausiliarie delle professioni sanitarie, indirizzo odontotecnico, scende dallo 0,84% allo 0,81%. Industria e artigianato per il Made in Italy cala dall’1,89% all’1,63%. Manutenzione e assistenza tecnica resta stabile all’1,35%. 

4+2 e Mezzogiorno

Il raddoppio nazionale degli iscritti alla filiera 4+2 incide in modo particolare nel Mezzogiorno, dove l’adesione è definita come un vero boom. La Campania, per struttura produttiva e per dimensione demografica, rappresenta uno snodo centrale di questa espansione. La crescita dei percorsi professionalizzanti, anche se contenuta in termini percentuali, va letta insieme alla diffusione della filiera quadriennale. Il collegamento strutturato con ITS Academy, imprese e università modifica la percezione stessa dell’istruzione tecnica e professionale. Diventa così un percorso con una traiettoria definita verso specializzazione e lavoro qualificato. In Campania, accanto alla persistente centralità dei Licei, si rafforza l’area professionalizzante legata a turismo, agroalimentare, servizi alla persona e settori tecnologici strategici. Un orientamento che riflette, con precisione, le esigenze del territorio e le prospettive occupazionali più immediate.

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