Pompei, Zuchtriegel incalza Fico: «La Circum è un disastro, si danneggia il turismo»
Il Mattino

Pompei, Zuchtriegel incalza Fico: «La Circum è un disastro, si danneggia il turismo»

Giovedì 5 marzo 2026
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Pochi treni, infrastrutture inadeguate, cantieri attesi da anni ma destinati a fare crescere ancora di più i disagi per i viaggiatori: «A che serve una Circumvesuviana così?...

Pochi treni, infrastrutture inadeguate, cantieri attesi da anni ma destinati a fare crescere ancora di più i disagi per i viaggiatori: «A che serve una Circumvesuviana così? Certo non al turismo». La domanda, con tanto di risposta amara, se l’è posta pubblicamente Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Pompei, facendo riferimento all’ennesimo disservizio registrato sulla linea Napoli-Sorrento, con turisti, lavoratori e collaboratori del Parco rimasti bloccati a Napoli senza sapere quando sarebbero arrivati a Pompei, Oplonti o Boscoreale.

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È successo ieri, quando due corse sono state soppresse, ma succede praticamente ogni giorno in Circum. E domani c’è anche lo sciopero di 24 ore di una sigla sindacale autonoma. «Ma il problema non sono gli scioperi, che sono un diritto costituzionale – ha osservato ancora Zuchtriegel – quanto piuttosto le continue inefficienze che si registrano quotidianamente a danno dei visitatori degli scavi e del turismo campano».

Poi un appello alla Regione: «Bisogna guardare in faccia alla realtà: la gestione della Circumvesuviana è penalizzante per il settore, la Regione Campania valuti interventi necessari per evitare danni al sistema turistico e culturale, non si può andare avanti così».

Il retroscena

Antiche polemiche, si direbbe. Problemi già noti. Solo che stavolta c’è un antefatto che ha spinto il direttore del Parco di Pompei a dare fuoco alle polveri. La scintilla, infatti, arriva da una vicenda che negli ultimi giorni si è consumata lontano dai binari e più nelle stanze delle interlocuzioni istituzionali. Sul tavolo c’era la stagione estiva degli eventi serali a Pompei che ogni anno attirano migliaia di persone. Da qui la richiesta del Parco archeologico di poter contare su corse notturne della Circumvesuviana, almeno nei giorni degli spettacoli, fino a mezzanotte, all’una o persino alle due di notte. Una richiesta che Eav ha dovuto respingere.

Il confronto, a quanto si apprende, è stato diretto e formale. C’è stata una corrispondenza ufficiale e lunedì mattina anche un incontro tra i vertici dell’azienda e il direttore del Parco. Ma l’esito non è cambiato. «Abbiamo dovuto dire che purtroppo non è possibile fare corse serali fino a mezzanotte o alle due come chiedeva lui – spiega il presidente di Eav, Umberto De Gregorio – perché è più importante portare avanti i cantieri». Il bivio sta proprio qui. Da un lato la richiesta del sistema turistico, che chiede collegamenti serali per accompagnare la crescita degli eventi culturali. Dall’altro la necessità, rivendicata dall’azienda di trasporto, di utilizzare proprio le ore notturne per i lavori di ristrutturazione della linea.

L’azienda 

Eav parla di una fase inevitabile. Cantieri sul segnalamento ferroviario, rinnovo tecnologico delle gallerie, interventi sull’infrastruttura che per anni sono stati rinviati e che ora devono essere realizzati sfruttando la notte, quando la linea può essere chiusa. Lavori che inevitabilmente producono disagi e chiusure anticipate del servizio, ma che – sottolinea l’azienda – servono a garantire sicurezza e ammodernamento. Nel mezzo c’è una Circumvesuviana che appare stretta tra due fuochi: da una parte l’esigenza di sostenere uno dei principali poli turistici del mondo, dall’altra quella di recuperare decenni di manutenzioni rinviate. La stessa Eav ricorda anche un altro limite strutturale: i treni.

«Sono pochi, vecchi e stanchi», è la sintesi consegnata a Zuchtriegel durante l’incontro avvenuto lunedì. In attesa dei nuovi convogli Stadler – cinque dei quali sono già arrivati a Napoli – la flotta continua a richiedere manutenzioni frequenti e tempi tecnici che pesano sull’organizzazione del servizio.
Intanto il caso riaccende la protesta dei pendolari. Il comitato dei viaggiatori parla di «dieci anni di annunci e promesse mai mantenute» e chiede alla Regione di aprire un confronto pubblico sulla situazione della rete. «Serve un’operazione verità», dicono, rilanciando la richiesta di un incontro con il presidente della Regione Roberto Fico e con l’assessore ai trasporti Mario Casillo. 

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