Alessandro studia ad Harvard: «Ma voglio tornare a Salerno»
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Quando ha dovuto scegliere dove andare a studiare non ha avuto dubbi: ha scelto l’America, riuscendo ad entrare in un’università di eccellenza come Harvard per partecipare a un lavoro di ricerca in campo cardiologico. Quando pensa al suo futuro, Alessandro De Felice ha le idee altrettanto chiare: vuole svolgere la professione di medico a Salerno, la sua città. Un ritorno a casa dopo aver studiato e essersi perfezionato all’estero, un viaggio al contrario rispetto a tanti studenti che vanno a lavorare al Nord o fuori dall’Italia, per necessità ma talvolta anche per scelta. Ventisette anni, una carriera da calciatore che lo ha portato a giocare nelle giovanili della Salernitana, De Felice ha messo nel cassetto i sogni sportivi per coltivarne altri legati alla vita professionale.
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«Ho deciso di abbandonare il percorso sportivo per investire totalmente nella formazione universitaria internazionale - racconta - con la consapevolezza che lo studio mi avrebbe offerto maggiori opportunità e una crescita personale più ampia». Ha fatto la valigia ed è andato via dall’Italia: «A luglio mi laureo in Medicina presso la Masaryk University di Brno, dove ho scelto di frequentare il programma internazionale in lingua inglese. Ho intrapreso questo percorso per formarmi in un contesto accademico multiculturale, costruire una rete internazionale e conseguire una laurea in inglese che mi permetta di lavorare e collaborare in tutto il mondo. Questa è la mia seconda esperienza negli Stati Uniti: in precedenza ho svolto un clinical attachment a Detroit».
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È arrivata quindi la prima svolta professionale: la possibilità di entrare in uno dei laboratori di cardiologia della Harvard Medical School che sta svolgendo un progetto di ricerca sulla cardiomiopatia aritmogena, malattia genetica del cuore che colpisce soprattutto adolescenti e giovani, causando a volte aritmie gravi e morte improvvisa anche in persone apparentemente sane. «Questa esperienza rappresenta per me un passo fondamentale verso l’obiettivo di crescere professionalmente in un ambiente di eccellenza accademica e scientifica - prosegue - Il contatto con Harvard è nato dopo aver inviato una mail al laboratorio che si occupava della ricerca di mio interesse. Dopo una risposta positiva, ho sostenuto un colloquio in cui ho presentato le mie esperienze, riuscendo a convincerli. È un lavoro entusiasmante, abbiamo già identificato due nuove proteine, Cobll1 ed Eps15l1, che svolgono un ruolo chiave. Nei pazienti con cardiomiopatia aritmogena queste proteine risultano ridotte, una scoperta che potrebbe aprire la strada a nuove terapie».
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Nonostante la giovane età, il curriculum dello studente salernitano è già di tutto rispetto. «Nel mio percorso formativo sto cercando di fare esperienze cliniche in contesti diversi - spiega - Ho svolto attività di volontariato in Tanzania, lavorando nel reparto di medicina interna e malattie infettive, un’esperienza che mi ha permesso di confrontarmi con patologie avanzate e risorse limitate. Ho effettuato due clinical attachments nel Regno Unito, presso il Bristol Heart Center di Bristol: uno in cardiochirurgia pediatrica e uno in cardiologia interventistica dove si è rafforzato il mio interesse per l’area cardiologica». Ma il suo cuore resta legato alla città in cui è cresciuto, dove ogni volta che torna ritrova gli amici del liceo Da Procida e la famiglia: «Il mio sogno è diventare un’eccellenza nella futura specializzazione e, dopo un percorso di alta formazione internazionale, tornare a Salerno per mettere le competenze acquisite al servizio della comunità e offrire ai miei concittadini il miglior livello di assistenza possibile. È la città dove sono nato e cresciuto e che mi ha dato tanto: vorrei restituire qualcosa».