Montecorvino Rovella, soffocò l'ex compagna Tina Sgarbini: Persico va a giudizio immediato
Giudizio immediato per Christian Persico accusato dell'omicidio della convivente Assunta Sgarbini. Ad esaminare la richiesta del giudizio immediato formulata dal pm Morris Saba (bypassando...
Giudizio immediato per Christian Persico accusato dell'omicidio della convivente Assunta Sgarbini. Ad esaminare la richiesta del giudizio immediato formulata dal pm Morris Saba (bypassando l'udienza preliminare difronte all'evidenza della prova) è stata la gip Gerardina Romaniello del Tribunale di Salerno che ha fissato per aprile prossimo l'inizio del dibattimento davanti ai giudici della Corte di assise di Salerno.
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La ricostruzione
Il 37enne di Montecorvino Rovella è accusato di aver ucciso, il 23 agosto dello scorso anno, la donna aggredendola all'interno dell'abitazione in cui la coppia conviveva: secondo la ricostruzione degli inquirenti, sulla scorta delle indagini svolte dai carabinieri e degli accertamenti tecnici, il Persico avrebbe sferrato un forte colpo sulla cartilagine della tiroide provocandone la frattura e il conseguente collasso cardiorespiratorio e mentre la vittima era in agonia le fu avvolto il capo con un sacchetto di cellophane chiuso intorno alla testa con il nastro adesivo.
Tina Sgarbini uccisa a Montecorvino Rovella: «L'ex compagno indiziato non ha risposto»
Il pubblico ministero ha contestato all'imputato (difeso dall'avvocato Michele Gallo) anche le aggravanti di aver commesso il fatto contro una persona a lui legata da una relazione affettiva; di aver premeditato il fatto essendosi procurato - alcuni giorni prima - il nastro adesivo per soffocare la vittima una volta scoperto il presunto tradimento della compagna dopo aver letto un biglietto attribuito all'amante e di aver seviziato la donna per cagionarne la morte, avvolgendo la testa di Assunta Sgarbini in un sacchetto in modo che la vittima respirasse l'aria espirata dai polmoni (una morte lenta ed atroce).
Parti offese nel procedimento i tre figli della vittima (avuti da una precedente relazione sentimentale); il padre, il fratello e la sorella della vittima (difesi dagli avvocati Paolo Toscano e Giovanni Grattacaso) oltre le legali rappresentanti di due associazioni contro la violenza sulle donne. L'omicidio della 47enne Tina avvenne al culmine di un violento litigio (la vittima aveva deciso di troncare la relazione) nell'abitazione di Montecorvino Rovella dove i due convivevano da qualche anno e subito dopo la mortale aggressione (i figli della donna in quel momento non erano presenti in casa), il Persico si allontanò, ma fu rintracciato ed arrestato dai carabinieri dopo ore di ricerche.
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Dopo l'omicidio, Christian Persico si recò a casa dei genitori dove lasciò una lettera di scuse (ho fatto una cavolata) accennando di volersi suicidare per poi fuggire anche da qui e vagare per ore prima di essere catturato. Furono gli stessi familiari di Persico (dopo aver letto la lettera) a dare l'allarme e quando il 37enne fu rintracciato dai militari dell'Arma aveva dei segni sul volto: dopo un iniziale silenzio, l'omicida crollò confessando il delitto.