Caso Paragon, depositata ai pm consulenza su telefonini spiati
Il Mattino

Caso Paragon, depositata ai pm consulenza su telefonini spiati

Giovedì 5 marzo 2026
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I risultati della consulenza tecnica sul caso Paragon, su una presunta attività di spionaggio, è stata depositata nei giorni scorsi ai pm. Gli accertamenti tecnici irripetibili sono...

I risultati della consulenza tecnica sul caso Paragon, su una presunta attività di spionaggio, è stata depositata nei giorni scorsi ai pm. Gli accertamenti tecnici irripetibili sono stati effettuati dalla Polizia postale e da un collegio di docenti universitari sui dispositivi telefonici in uso a sette persone, parti lese nell'indagine: il fondatore di Dagospia Roberto D'Agostino e i giornalisti Eva Vlaardingerbroek, Francesco Cancellato e Ciro Pellegrino.

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L'accertamento ha riguardato anche i dispositivi degli attivisti di Mediterranea Saving humans Luca Casarini, Giuseppe Caccia e don Mattia Ferrari. Obiettivo della consulenza è individuare una «impronta», un codice alfanumerico che identifichi lo spyware, dall'analisi dei dispositivi telefonici in uso alle sette persone che avrebbero subito attività di spionaggio.

Nell'indagine congiunta delle procure di Roma e Napoli si procede, al momento contro ignoti, per una serie di reati tra cui l'accesso abusivo a sistema informatico e quanto previsto all'articolo 617 del codice penale su reati informatici: cognizione, interruzione o impedimento illecito di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche e installazioni abusiva di apparecchiature atte ad intercettare. Nell'ambito dell'indagine sono stati ascoltati nella veste di testimoni i vertici di Aise e Aisi. I magistrati negli scorsi mesi hanno sentito il direttore dell'Agenzia per le informazioni e la sicurezza esterna (Aise), Giovanni Caravelli e il direttore dell'Agenzia per le informazioni e la sicurezza interna (Aisi) Bruno Valensise.

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