Guerra in Iran, cosa farà l'Italia per aiutare i Paesi del Golfo? Dall'invio dei Samp-T ai radar fino agli aerei spia
Per alcuni Paesi l?esito finale della guerra nel Golfo si gioca su due fronti: sul numero delle scorte rimaste e su quelle che possono essere raccolte tra gli alleati. Un equilibrio fragile...
Per alcuni Paesi l’esito finale della guerra nel Golfo si gioca su due fronti: sul numero delle scorte rimaste e su quelle che possono essere raccolte tra gli alleati. Un equilibrio fragile da fronteggiare, mentre sul campo il conflitto va avanti senza possibilità di prevederne il futuro. Così dai Paesi mediorientali si alza un appello che attraversa il mediterraneo per arrivare in Europa. Una richiesta urgente di sostegno militare da declinare tra i diversi tipi di forniture per la difesa.
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Cosa farà l'Italia
L’Italia, dal canto suo, sembra pronta a fare la propria parte. Pronta a supportare i suoi alleati strategici diventati – negli ultimi giorni- bersaglio dei missili dell’Iran. E sono diverse le opzioni sul tavolo: radar, strumenti di intelligence elettronica, droni, sistemi antimissile, assetti navali e aerei spia. Ma nella lista dei possibili aiuti, in prima linea sembrerebbe esserci il Samp-T. Un avanzato sistema missilistico terra-aria progettato in collaborazione con la Francia per intercettare e neutralizzare, con i suoi missili, le minacce provenienti dal cielo. Una misura all'avanguardia, insomma, della quale l'Italia dispone di circa sei unità. Due di questi sistemi sono già stati forniti a Kiev, anche se uno sarebbe stato distrutto dalle forze armate russe. Così l’Italia dovrebbe averne attualmente a disposizione altri quattro: uno è in Estonia e resterebbe in Europa orientale per garantire la sicurezza dell’area, altri due sono a Sabaudia e un terzo è a Mantova.
Le basi italiane
L’argomento si fa poi più delicato al solo nominare l’uso delle basi italiane. Un aspetto che diventa ancora più critico alla luce delle recenti minacce di Teheran, secondo cui «azioni difensive da Paesi europei sarebbero considerate un atto di guerra». A pesare è anche una possibile richiesta americana per azioni offensive nei confronti dell’Iran. Sull’argomento resta aperta ora ogni ipotesi. E – come ha dichiarato il ministro della Difesa, Guido Crosetto - «l’utilizzo delle nostre basi da parte degli Stati Uniti è una decisione del governo. Quando ce lo chiederanno, risponderemo».
Per quanto riguarda le modalità del supporto invece, si ipotizza che gli aiuti italiani potrebbero arrivare con le stesse modalità che hanno portato in tempi rapidi al pacchetto di aiuti per l'Ucraina quattro anni fa.
Un procedimento che quindi partirà da una delibera di uno “stato di emergenza per intervento all'estero in conseguenza del grave contesto emergenziale in atto nei territori del Golfo”, che porrebbe le basi per l'avvio del provvedimento e che dovrebbe poi superare l'esame delle Aule.